Nel grande romanzo della televisione e della musica italiana, Orietta Berti rappresenta l’eccellenza del rassicurante, la melodia pulita, l’eleganza classica e quell’immaginario nazionalpopolare che mette d’accordo nonni e nipoti.
Eppure, dietro l’usignolo di Cavriago e una dinastia familiare rigorosamente devota alla lettera “O” (dal marito Osvaldo ai figli), si nasconde un cortocircuito generazionale meraviglioso che pochi conoscono.
Mentre l’Italia intera canticchiava le sue hit sanremesi o i tormentoni estivi sfornati con le nuove leve del pop, in casa Berti-Gandioli cresceva un’anima decisamente fuori dagli schemi. Parliamo di Otis Gandioli, il secondogenito della cantante, che a dispetto della tradizione melodica della madre ha scelto di abbracciare una via decisamente più energica, distorta e… decisamente punk.
Otis Gandioli: il cantante “punk” (ma con giudizio) della dinastia
Nato nel 1980, Otis ha ereditato la passione per la musica, ma ha deciso di declinarla in un modo che avrebbe fatto sobbalzare i puristi di Finché la barca va. Chitarra a tracolla, attitudine decisamente underground e una viscerale passione per le sonorità ruvide: per anni Otis è stato l’anima di una band punk-rock, portando amplificatori al massimo e distorsioni in contesti decisamente lontani dai salotti televisivi frequentati da mamma Orietta.
Ma non fatevi ingannare dalle creste o dai cliché del rocker ribelle e distruttivo. Otis incarna perfettamente quel mix di genialità emiliana e concretezza: laureato in scienze della comunicazione, è un grandissimo appassionato di basket (ha giocato a ottimi livelli) e, ironia della sorte, oggi è proprio lui a seguire da vicinissimo i passi della madre, curandone spesso gli aspetti professionali e manageriali dietro le quinte.
È la dimostrazione vivente che si può avere il cuore che batte a tempo di hardcore punk, ma la testa abbastanza sulle spalle da gestire l’impero di una delle più grandi dive della musica italiana.
Una famiglia unita oltre i generi musicali
Il bello di questa storia, che fa impazzire i rotocalchi di gossip e TV, è proprio il contrasto visivo e culturale. Immaginate le cene a casa Berti: da un lato Osvaldo e Orietta, icone della stabilità e della melodia italiana, dall’altro un figlio che ascolta i Clash e i Ramones.

Orietta, dal canto suo, ha sempre guardato a questa vena rock con l’ironia e l’amore incondizionato che la contraddistinguono, senza mai ostacolare la libertà artistica dei figli (anche il primogenito Omar condivide una forte passione per la musica, seppur più orientata verso il collezionismo e la chitarra).
Oggi Otis è anche papà della piccola Olivia, continuando la lunghissima e iconica tradizione dei nomi con la “O”, e dimostrando che sotto la giacca di pelle da biker batte un cuore legatissimo alla famiglia. Insomma, se pensavate che in casa di Orietta Berti si ascoltassero solo canzonette, vi sbagliavate di grosso: il rock vive anche a Cavriago.
