Alessandro Mannarino riparte in tour dal 15 Marzo con uno spettacolo che segna una svolta nella sua carriera live. Dopo il grande successo del Supersantos Tour, il cantautore romano torna sul palco con “Corde: Concerto per sole chitarre”, un progetto intimo e coraggioso che lo vede spogliare le sue canzoni fino all’essenziale: sei corde, grandi artisti, nessun fronzolo. La prima data è fissata al Teatro Mancinelli di Orvieto (Terni), punto di partenza di un percorso che attraverserà alcune delle venue più suggestive d’Italia.
Le date del tour: da Orvieto a Milano
Il tour di Alessandro Mannarino prende il via il 15 Marzo al Teatro Mancinelli di Orvieto e si sviluppa in un calendario serrato di appuntamenti imperdibili per chi ama la musica d’autore nella sua forma più pura:
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- 15 Marzo – Teatro Mancinelli, Orvieto (Terni)
- 16 Marzo – Teatro delle Muse, Ancona
- 24 Marzo – Parco della Musica, Roma
- 26 Marzo – Obihall, Firenze
- 15 Aprile – Teatro Nazionale, Milano
Sulla carta è un tour breve, ma letto dentro il settore si capisce subito che la selezione delle venue — teatri storici e spazi acusticamente pregiati — non è casuale. Mannarino vuole che il suono della chitarra arrivi nudo, senza mediazioni elettroniche che ne smussino i contorni.
“Corde”: un concerto per sole chitarre
Ad affiancare Mannarino sul palco ci sono nomi che nel mondo della chitarra pesano eccome: Fausto Mesolella degli Avion Travel, Tony Canto e il chitarrista Alessandro Chimienti. Non turnisti, non gregari — come tiene a precisare lo stesso artista — ma musicisti con una ricerca personale profonda, capaci di dialogare alla pari con le sue canzoni.
Così Mannarino racconta la nascita del progetto “Corde: Concerto per sole chitarre”:
«Erano almeno due anni che pensavo a questo progetto. Poi, una sera di qualche tempo fa, suonando in casa con gli stessi amici che mi accompagneranno sul palco, mi sono detto che era arrivato il momento di prendere coraggio e spogliare le mie canzoni anche in pubblico. Quelle stesse canzoni che sono nate con il suono della chitarra fin da quando avevo 16 anni e cominciavo da autodidatta ad approcciarmi allo strumento. E proprio ora, più che mai, ripenso a quella volta, di tanto tempo fa, quando un musicista gitano di Barcellona mi scrisse su una pagina una frase che tradotta suonava così:
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