Biagio Antonacci|©Giuseppe Cacace/Getty Images
Biagio Antonacci ha scelto una formula tutt’altro che convenzionale per presentare «Sapessi dire no», il suo dodicesimo album in studio: un evento live dal Cinema Odeon di Milano, trasmesso in collegamento simultaneo con 35 sale The Space distribuite in tutta Italia. Una serata pensata per portare la musica direttamente al pubblico, trasformando le multisale in palcoscenici condivisi — un format che, letto dentro il settore, anticipa tendenze di live-experience oggi sempre più diffuse.
La presentazione live dal cinema: come è andata
L’evento ha aperto con una dedica che ha subito dato il tono alla serata. Antonacci, cantautore nato a Rozzano, ha voluto ricordare l’amico Lucio Dalla con parole che hanno commosso la platea:
«Sono cresciuto con le sue canzoni. Quando nei primi anni Ottanta facevo chitarra-bar sui Navigli, Lucio era il mio autore preferito, perché come tutti gli autodidatti concepiva i suoi pezzi in forma semplificata, usando solo i tasti bianchi del pianoforte. Per me è stato lo Chagall della musica, perché pure lui nelle canzoni riusciva a far volare le cose e le persone».
Sul palco del Cinema Odeon, Biagio ha eseguito i brani del disco accompagnato da una band di alto livello: Fabrizio Morganti alla batteria, Mattia Bigi al basso, Gabriele Fersini alla chitarra elettrica, Emiliano Fantuzzi alle chitarre acustiche ed elettriche e Massimo Tartaglia alla fisarmonica e pianoforte. Un suono pieno, capace di restituire tutta la dimensione live di un artista che sulla carta è pop, ma che si muove con naturalezza tra rock e intimismo.
Il significato del titolo «Sapessi dire no»
Antonacci ha dedicato parte della serata a spiegare la filosofia che sta dietro al titolo del disco, con una riflessione che va ben oltre la semplice promozione:
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«Saper dire di no è molto dura. Il sì è solitamente dei deboli, di chi non vuole assumersi responsabilità, mentre io penso che, soprattutto in amore, dire no alla tentazione della storia facile, dell’avventura, sia un gesto di maturità».
Un concetto che attraversa l’intero album e che spiega perché «Sapessi dire no» — presentato live dal cinema in quella serata milanese — abbia colpito così tanto il pubblico fin dal primo ascolto.

La tracklist e i temi dell’album
«Sapessi dire no» è il dodicesimo capitolo di una discografia iniziata nel 1989 e conta 14 brani, realizzati in collaborazione con Michele Canova. Tra i titoli presentati quella sera spiccano «L’evento», «Con infinito onore», «Non vivo più senza te», «Qui» e «Dimenticarti è poco».
Antonacci si è autodefinito un «rockettaro intimista»: una formula che cattura bene l’equilibrio del disco, dove i sentimenti — l’amore in primo piano — convivono con temi sociali più scomodi, dalla crisi economica alla corruzione politica. Un album che non si accontenta di essere una raccolta di ballate, ma vuole dire qualcosa sul tempo in cui viviamo.
La proposta a Laura Pausini e il tour
In chiusura di serata, Biagio ha lanciato una proposta che ha fatto parlare: scrivere un intero album per l’amica Laura Pausini.
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«In un prossimo futuro mi piacerebbe scrivere per Laura un disco intero. Siamo molto amici e sarebbe bellissimo».
La promozione di «Sapessi dire no» è proseguita con un tour partito da Bari e articolato in diciassette date in tutta Italia — un calendario che ha confermato come l’evento al cinema fosse solo l’inizio di un percorso live pensato per portare il disco il più vicino possibile al pubblico.
FAQ su Biagio Antonacci e «Sapessi dire no»
Dove è stato presentato live «Sapessi dire no» di Biagio Antonacci?
L’album è stato presentato dal vivo al Cinema Odeon di Milano, con un collegamento simultaneo verso 35 sale The Space in tutta Italia: un evento inedito nel panorama della musica pop italiana.
Quante canzoni contiene l’album «Sapessi dire no»?
Il disco contiene 14 tracce, prodotte insieme a Michele Canova. Tra i brani presentati quella sera: «L’evento», «Con infinito onore», «Non vivo più senza te», «Qui» e «Dimenticarti è poco».
A chi ha dedicato l’album Biagio Antonacci?
Antonacci ha dedicato «Sapessi dire no» all’amico Lucio Dalla, ricordandolo come il suo autore di riferimento fin dagli anni delle prime esibizioni sui Navigli.
Qual è il significato del titolo «Sapessi dire no»?
Per Antonacci, saper dire no — soprattutto in amore — è un atto di maturità e responsabilità, non di debolezza. È il filo conduttore emotivo dell’intero album.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
