La morte di Brian Jones continua ad alimentare misteri e teorie. Il co-fondatore dei Rolling Stones fu trovato senza vita nella piscina della sua Cotchford Farm il 3 luglio del 1969, e da allora la domanda rimane aperta: si trattò di un incidente, oppure di qualcosa di molto più oscuro? Tra le ipotesi più discusse dagli appassionati e dagli addetti ai lavori c’è quella che porta a chiedersi: Brian Jones fu assassinato dall’autista? Un interrogativo che, a distanza di decenni, non ha ancora trovato risposta definitiva.
Il caso Brian Jones: cosa sappiamo sulla sua morte
La versione ufficiale parla di annegamento accidentale, aggravato dall’abuso di alcol e droghe. Brian Jones aveva 27 anni, era appena stato estromesso dalla band che lui stesso aveva fondato, e viveva un periodo di profonda instabilità. Eppure, molti dettagli della serata del 3 luglio non hanno mai convinto del tutto gli investigatori né i biografi che si sono occupati del caso negli anni successivi. La piscina era poco profonda, i testimoni presenti quella notte hanno reso dichiarazioni contraddittorie, e alcuni oggetti personali di Jones sarebbero spariti nei giorni immediatamente successivi alla sua morte.
Frank Thorogood: il primo nome nell’ombra
Il primo sospettato a emergere pubblicamente fu Frank Thorogood, muratore ingaggiato dallo stesso Jones per lavori di ristrutturazione alla Cotchford Farm. Thorogood era presente quella notte, e secondo alcune testimonianze i rapporti tra i due erano tutt’altro che sereni, anche per questioni economiche legate ai lavori non completati. La sua posizione è rimasta al centro del dibattito per anni, senza che si arrivasse mai a un’incriminazione formale.
Brian Jones assassinato dall’autista? L’accusa a Tom Keylock
È qui che entra in scena il nuovo nome sollevato da Sam Curter, ex road manager dei Rolling Stones. Curter ha puntato il dito su Tom Keylock, ex autista della band e amico stretto di Thorogood. Secondo la sua ricostruzione, Keylock avrebbe avuto un movente concreto — legato al denaro — e la sua presenza nell’orbita di Jones nei giorni successivi alla morte sarebbe dimostrata dalla sparizione di alcuni oggetti personali del musicista, che sarebbero stati portati via proprio da lui.
La teoria di Curter non si basa su prove forensi, ma su una serie di elementi circostanziali che, messi insieme, disegnano un quadro inquietante. Il problema è che la versione di Keylock non potrà mai essere ascoltata: l’ex autista dei Rolling Stones è morto il 2 luglio, portando con sé qualsiasi possibile risposta.
Perché la questione rimane aperta
Il caso Brian Jones è uno di quelli che il settore musicale e la cronaca nera continuano a rileggere con occhi nuovi, non per morbosità, ma perché le lacune investigative dell’epoca sono oggettive. L’inchiesta originale fu rapida, forse troppo. Nessun processo fu mai celebrato, nessun colpevole fu mai condannato. E ogni volta che emerge un nuovo testimone o una nuova testimonianza — come quella di Curter — la domanda torna a farsi sentire con forza: Brian Jones fu davvero assassinato dall’autista, o da qualcun altro presente quella notte?
Sulla carta, senza nuove prove materiali, è difficile che il caso venga mai riaperto ufficialmente. Ma la storia di Brian Jones — musicista visionario, anima inquieta, vittima di un sistema che lo aveva già emarginato — merita che la verità, qualunque essa sia, venga cercata fino in fondo.
FAQ: Brian Jones e le teorie sulla sua morte
Come morì Brian Jones?
Brian Jones fu trovato annegato nella piscina della sua villa, la Cotchford Farm, il 3 luglio del 1969. Il verdetto ufficiale fu «morte per cause accidentali», ma le circostanze non hanno mai smesso di sollevare dubbi.
Chi era Tom Keylock?
Tom Keylock era l’autista personale dei Rolling Stones negli anni Sessanta. Era amico di Frank Thorogood, il muratore che lavorava per Jones, ed era presente nei dintorni della Cotchford Farm nei giorni successivi alla morte del musicista. È morto il 2 luglio, senza aver mai rilasciato dichiarazioni pubbliche sul caso.
Chi è Sam Curter e perché ha accusato Keylock?
Sam Curter è un ex road manager dei Rolling Stones. Ha indicato Tom Keylock come possibile responsabile della morte di Brian Jones, basandosi principalmente sulla sparizione di alcuni oggetti personali del musicista e su un presunto movente economico.
Il caso Brian Jones potrebbe essere riaperto?
In assenza di nuove prove forensi, una riapertura ufficiale del caso appare improbabile. Tuttavia, l’interesse mediatico e accademico attorno alla vicenda rimane alto, e nuove testimonianze potrebbero in teoria spingere le autorità a riconsiderare la questione.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
