Bruce Springsteen - High Hopes - Artwork
Il prossimo 25 Novembre è la data da cerchiare sul calendario per tutti i fan del Boss: Bruce Springsteen pubblica il singolo “High Hopes”, una riedizione energica e ricca di storia che arriva come antipasto ufficiale di un anno destinato a riservare grandi sorprese. La notizia è stata confermata sia dal profilo Twitter ufficiale dell’artista sia dal suo sito, dove l’artwork del brano è comparso scatenando immediatamente l’eco della rete e delle principali testate musicali internazionali. Sulla carta si tratta di un singolo, ma letto dentro il settore il gesto ha tutto il sapore di un’operazione più ampia e studiata nei minimi dettagli.
“High Hopes” disponibile dal 25 Novembre: cosa sappiamo sul singolo
Bruce Springsteen ha scelto il 25 Novembre come data di uscita di “High Hopes” per un motivo preciso: preparare il pubblico a un nuovo capitolo della sua carriera con il giusto anticipo, tenendo i fan sulle spine nel modo in cui solo un rocker del New Jersey di questo calibro sa fare. Il brano non è un inedito assoluto — la versione originale risale al 1996 — ma la nuova lettura in studio è tutt’altra cosa rispetto a quella registrazione e persino rispetto alle esecuzioni dal vivo agli antipodi.

La nuova versione: arrangiamento, fiati e la firma di Tom Morello
Come presentato ufficialmente dal team di Springsteen, la nuova versione di “High Hopes” si distingue nettamente da tutte le precedenti:
Rispetto alla versione eseguita dal vivo agli antipodi, la nuova da studio restituisce un lettura molto più energica e meno virata su toni acustici: allungata di 26 secondi rispetto a quella – sempre registrata in studio – del 1996, la “nuova” “High hopes” presenta un poderoso arrangiamento di fiati e farfisa, accompagnati dalla presenza delle chitarre elettriche che – a giudicare soprattutto dai primi interventi, quelli che entrano a circa 15 secondi dopo i quattro bar percussivi iniziali – tradiscono la “firma” di Tom Morello, che all’epoca del tour in Australia (e delle relative session in studio, che pure il rocker del New Jersey si rifiutò di considerare tali derubricandole a
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