“Common people. The Britpop story” è una tripla compilation che raccoglie alcune tra le più belle canzoni Britpop mai pubblicate, un viaggio sonoro attraverso uno dei movimenti musicali più iconici degli anni Novanta britannici. Tre CD, cinquantaquattro tracce, un cast di artisti che ha segnato un’epoca: dalla Londra di Pulp alla scena gallese dei Catatonia, passando per i Supergrass di Oxford e gli Stereophonics del Galles del Sud. La curiosità che ha fatto discutere fin dal primo annuncio? La compilation celebra il Britpop nella sua forma più ampia e sfaccettata, ma non include i brani di due delle band simbolo assoluto del genere: gli Oasis e i Blur. Una scelta editoriale coraggiosa, letta dentro il settore come un tentativo preciso di restituire profondità e varietà a un movimento spesso ridotto ai soli due grandi rivali di Londra e Manchester.
Cos’è “Common people. The Britpop story”: la compilation che racconta un’era
Sulla carta, una tripla compilation dedicata al Britpop potrebbe sembrare un’operazione nostalgia come tante. Ma “Common people. The Britpop story” ha ambizioni diverse: vuole essere una mappa completa di quel momento irripetibile in cui la musica britannica tornò al centro della scena mondiale, con una propria identità estetica, culturale e generazionale. Il titolo non è casuale: Common People dei Pulp — presente nel CD2 — è forse il brano che meglio sintetizza lo spirito del Britpop, la sua ironia di classe, la sua energia pop e la sua capacità di raccontare la vita ordinaria con grandiosità straordinaria.
La compilation abbraccia l’intero arco del movimento, dai precursori come Stone Roses e Paul Weller fino alle band di seconda generazione come Gomez, Stereophonics e Gay Dad, offrendo una prospettiva panoramica che va ben oltre i singoli da classifica.
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Perché senza Oasis e Blur? La scelta editoriale che fa discutere
È la domanda che chiunque si pone sfogliando la tracklist: come si racconta il Britpop senza Wonderwall, senza Country House, senza Live Forever o Song 2? La risposta, probabilmente, sta proprio nell’intenzione curatoriale della compilation. Escludere Oasis e Blur significa spostare il riflettore su decine di band altrettanto fondamentali ma meno celebrate dal grande pubblico: Elastica, Suede, Sleeper, Mansun, Kula Shaker, Longpigs, Shed Seven. Artisti che hanno contribuito in modo determinante a costruire l’estetica Britpop, ma che spesso restano nell’ombra quando si parla del movimento. “Common people. The Britpop story” è, in questo senso, una compilation per chi il Britpop lo conosce davvero — e per chi vuole scoprirlo in tutta la sua ricchezza.
La tracklist completa di “Common people. The Britpop story”
Cinquantaquattro brani distribuiti su tre CD: ecco la tracklist integrale della compilation, un documento sonoro prezioso per chiunque voglia esplorare le canzoni Britpop più belle e significative dell’epoca.
CD1
- Auteurs – Lenny Valentino
- Elastica – Stutter
- Gene – Be my light, be my guide
- Stone Roses – Love spreads
- James – Laid
- Dodgy – Staying out for the Summer
- Saint Etienne – You’re in a bad way
- Dubstar – Stars
- Blake Grape – In the name of the father
- Duffy – London girls
- Marion – Sleep
- These Animal Men – Speeed king
- S*M*A*S*H – Shame
- Cast – Alright
- Bluetones – Slight return
- Perfume – Lover
- Boo Radleys – Wake up Boo!
- Menswear – Daydreamer
CD2
- Pulp – Common people
- Supergrass – Alright
- Sleeper – Inbetweener
- Echobelly – Great things
- Powder – Afrodisiac
- Northern Uproar – Rollercoaster
- Paul Weller – Thechangingman
- Divine Comedy – Something for the weekend
- Babybird – You’re gorgeous
- My Life Story – 12 reasons why
- Denim – It fell off the back of a van
- Kula Shaker – Tattva
- Mansun – Wide open space
- Salad – Drink the elixir
- Placebo – Nancy boy
- Longpigs – She said
- Ocean Colour Scene – The riverboat song
- Shed Seven – Chasing rainbows
CD3
- Super Furry Animals – God! Show me magic
- Suede – Trash
- Kenickie – In your car
- Theaudience – A pessimist is never disappointed
- Catatonia – Mulder and Scully
- Space – Female of the species
- Embrace – All you good good people
- Gomez – Whippin’ Piccadilly
- Geneva – Into the blue
- Rialto – Monday morning
- Seahorses – Love is the law
- Hurricane #1 – Step into my world
- Monaco – What do you want from me
- Spearmint – Sweeping the nation
- Lodger – Always round here
- Earl Brutus – SAS and the glam that goes with it
- Stereophonics – The bartender and the thief
- Gay Dad – Oh Jim
I punti di forza della compilation: i brani da non perdere
Con cinquantaquattro tracce a disposizione, orientarsi non è sempre immediato. Alcuni brani sono pietre miliari assolute: Common People dei Pulp apre il CD2 con tutta la sua carica narrativa e melodica, mentre Wake up Boo! dei Boo Radleys porta nel CD1 uno dei momenti più luminosi e sottovalutati dell’intera stagione Britpop. Trash dei Suede nel CD3 è un manifesto glam-rock in miniatura, e The riverboat song degli Ocean Colour Scene dimostra quanto il movimento sapesse attingere al rock classico britannico senza mai perdere freschezza. Sul fronte delle scoperte, Slight return dei Bluetones e Wide open space dei Mansun sono due gioielli che meritano (ri)ascolto immediato. La presenza di Paul Weller con Thechangingman ricorda, poi, quanto il Britpop fosse debitore verso la generazione Mod e il rock britannico degli anni Settanta e Ottanta.
Il Britpop oggi: perché una compilation come questa ha ancora senso
A distanza di trent’anni dal suo apice, il Britpop continua a esercitare una fascinazione intatta. Le reunion degli Oasis hanno riportato il movimento al centro del dibattito culturale e musicale, e una nuova generazione di ascoltatori sta scoprendo — o riscoprendo — quella stagione irripetibile in cui la Gran Bretagna produceva pop di qualità con una frequenza e una varietà difficili da eguagliare. “Common people. The Britpop story” è, in questo contesto, uno strumento prezioso: non solo per i fan storici che vogliono ritrovare brani dimenticati, ma anche per chi si avvicina al genere per la prima volta e cerca una guida affidabile attraverso la sua complessità. Tre CD che, messi insieme, restituiscono il ritratto di un’epoca — con tutte le sue contraddizioni, le sue ambizioni e la sua energia ancora contagiosa.
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FAQ su “Common people. The Britpop story”
Quante tracce contiene la compilation “Common people. The Britpop story”?
La compilation è composta da tre CD per un totale di cinquantaquattro brani, con diciotto tracce per ogni disco.
Perché Oasis e Blur non sono presenti nella compilation?
La scelta editoriale sembra mirata a valorizzare la varietà e la profondità del movimento Britpop al di là delle sue band più famose, dando spazio ad artisti fondamentali ma meno celebrati dal grande pubblico come Suede, Pulp, Sleeper, Mansun e molti altri.
Qual è il brano che dà il titolo alla compilation?
Common People dei Pulp, inclusa nel CD2, è il brano da cui prende il titolo la raccolta. Considerata da molti la canzone simbolo del Britpop, racconta con ironia e intensità la distanza di classe nella Gran Bretagna degli anni Novanta.
La compilation è adatta a chi si avvicina al Britpop per la prima volta?
Assolutamente sì. Pur essendo ricca di brani meno noti, la selezione è equilibrata e offre un percorso accessibile attraverso le sfumature del genere, rendendola un ottimo punto di partenza oltre che un riferimento per i fan più esperti.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
