Le parole di Ed O’Brien, chitarrista dei Radiohead, risuonano ancora con una chiarezza disarmante: “Non è la pirateria che sta uccidendo la musica”. In un’intervista rilasciata alla BBC, O’Brien ha puntato il dito non contro i file sharer, ma contro un’industria discografica incapace di adattarsi all’era digitale. Una posizione netta, coerente con quella già espressa dalla band contro i provvedimenti del governo britannico che prevedevano l’esclusione dal Web per i recidivi del file sharing — la cosiddetta lotta al download illegale.
Ed O’Brien e la difesa degli utenti: i “pirati” che comprano i biglietti
Il ragionamento del chitarrista è tanto semplice quanto efficace. Chi scarica musica illegalmente non è necessariamente un nemico dell’artista: spesso è un fan che reinveste altrove, in concerti, merchandise e tutto l’ecosistema live che circonda una band. «Ho un po’ di problemi con i discografici che vengono da me a lamentarsi dicendo che la pirateria li sta uccidendo», ha dichiarato O’Brien. «Quelli che loro chiamano
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