La finale dell’Eurovision Song Contest è uno di quegli appuntamenti che trasforma una cantante in un’icona, almeno per una notte. E quella sera alla B&W Hallerne di Copenhagen, Emma Marrone ci arrivò con un’idea precisa: stupire l’Europa intera con una performance che mescolava il glam rock di Ziggy Stardust e la regalità imperiale di Giulio Cesare. Un’equazione improbabile sulla carta, eppure perfettamente leggibile per chi conosce la grinta scenica della cantante salentina.
Emma all’Eurovision: «Voglio portarlo a casa questo premio»
A rappresentare l’Italia sul palco europeo più seguito del continente fu Emma Marrone, in gara con il brano «La mia città», scritto interamente da lei e distribuito in rotazione radiofonica a partire dal 9 maggio. Arrivata a Copenhagen con giorni di anticipo, Emma non nascose né l’emozione né l’ambizione:
«Sono emozionata, molto emozionata e per certi versi anche un po’ agitata – raccontò la cantante – Sono arrivata qui con uno spirito positivo e se devo esser sincera non nego di aver voglia di portarlo a casa questo premio, bisogna sempre crederci! Questa è una competizione importantissima e scontrarsi con artisti di altre nazionalità sarà un’occasione per crescere ancora… mi vengono i brividi quando penso che mi guarderanno da così tanti paesi. Non vedo l’ora che arrivi sabato sera».
Parole che fotografano bene lo spirito con cui l’Italia si presentò all’Eurovision: competitiva, consapevole del palcoscenico, ma anche genuinamente emozionata.
«La mia città» e l’album SCHIENA vs. SCHIENA
«La mia città» non era un singolo isolato, ma il cuore di un progetto discografico più ampio. Il brano era contenuto in «SCHIENA vs. SCHIENA» (Universal Music), versione speciale dell’ultimo album dell’artista strutturata su due dischi: il primo con la tracklist originale di «Schiena» arricchita dal brano Eurovision; il secondo con le stesse tracce completamente riarrangiate in versione semi-acustica. Una doppia lettura dello stesso materiale che diceva molto sulla volontà di Emma di non limitarsi a un prodotto da classifica.
La performance tra Ziggy Stardust e Giulio Cesare: il concept visivo
È qui che la storia di Emma all’Eurovision diventa davvero interessante. A firmare la direzione artistica della performance furono Nicolò Cerioni e Leandro Manuel Emede di Sugarkane Studio, già registi del videoclip di «La mia città» — che al momento della finale aveva già superato il milione di visualizzazioni sul canale ufficiale YouTube di Eurovision, un record per l’epoca.
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«Da mesi lavoriamo a stretto contatto con Emma e con la sua casa discografica, Universal Music Italia, per definire nei dettagli non solo la messa in scena della performance, ma anche la creatività delle grafiche dei videowall, i movimenti che Emma e la sua band eseguiranno sul palco, le camere che la regia dovrà usare» — spiegarono gli Sugarkane — «Con questa esibizione abbiamo voluto valorizzare la grinta e l’impressionante padronanza scenica di Emma, che i mezzi e la maestosità di un palco importante come quello di Eurovision sapranno esaltare al massimo. Sarà una performance a 360° che mixerà l’energia e la stravaganza del Glam Rock, con un tocco futuribile, e l’imponente regalità dell’Impero Romano, un riferimento alla nostra storia. Sul palco vedrete una Emma sorprendente e inedita, sospesa tra Ziggy Stardust e Giulio Cesare».
L’immagine è potente e precisa: da un lato il personaggio androgino e alieno creato da David Bowie, simbolo di trasgressione glam e libertà espressiva; dall’altro la figura del condottiero romano per eccellenza, incarnazione di potere, storia e grandiosità. Emma tra Ziggy Stardust e Giulio Cesare non era solo uno slogan promozionale — era la sintesi visiva di una performance costruita per lasciare il segno su un pubblico di decine di milioni di spettatori in tutta Europa.
Il look: Made in Italy sul palco europeo
Centrale nella costruzione dell’immagine scenica fu anche il look, curato dallo stesso Nicolò Cerioni con una scelta precisa: affidarsi a due astri nascenti del Made in Italy. «Ho chiesto a due astri nascenti del Made in Italy di realizzare capi preziosi ed esclusivi per questa occasione. L’abito e il mantello sono stati realizzati da Stefano De Lellis e sono interamente cuciti e ricamati a mano. La corona d’alloro impreziosita di cristalli è invece una creazione di Galerie Lerique». Artigianato italiano su un palco internazionale: coerente con il concept romano, ma anche con l’identità di un paese che all’Eurovision porta sempre con sé un pezzo della propria cultura materiale.
Perché quella performance resta un riferimento
Letto dentro il settore, il caso Emma-Eurovision è ancora oggi citato come esempio di come si costruisce una presenza scenica europea partendo da un’identità artistica forte. La fusione tra riferimento pop internazionale (Bowie/Ziggy Stardust) e iconografia nazionale (Giulio Cesare, la corona d’alloro, i costumi artigianali) è una formula che molti hanno tentato di replicare nei concorsi successivi, con risultati alterni. Emma la eseguì con la naturalezza di chi sul palco ci sa stare davvero.
Emma Marrone – La mia città – Video
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FAQ: Emma Marrone all’Eurovision Song Contest
- Con quale canzone partecipò Emma Marrone all’Eurovision Song Contest?
- Emma rappresentò l’Italia con «La mia città», brano scritto interamente da lei e incluso nell’edizione speciale dell’album «SCHIENA vs. SCHIENA» pubblicata da Universal Music.
- Cosa significa «tra Ziggy Stardust e Giulio Cesare» per la performance di Emma?
- È la definizione usata dai direttori artistici Nicolò Cerioni e Leandro Manuel Emede di Sugarkane Studio per descrivere il concept scenico: un mix tra l’energia glam rock del personaggio bowiano Ziggy Stardust e la regalità imperiale romana evocata da Giulio Cesare, con costumi artigianali Made in Italy e una corona d’alloro con cristalli.
- Chi ha curato la direzione artistica della performance di Emma all’Eurovision?
- Nicolò Cerioni e Leandro Manuel Emede di Sugarkane Studio, già registi del videoclip di «La mia città».
- Dove si tenne la finale dell’Eurovision Song Contest in cui gareggiò Emma?
- La finale si disputò alla B&W Hallerne di Copenhagen, trasmessa in diretta su Rai 2.
- Quante visualizzazioni aveva il video di «La mia città» prima della finale Eurovision?
- Il videoclip aveva già superato il milione di visualizzazioni sul canale ufficiale YouTube di Eurovision prima della serata finale, un risultato record per la rappresentanza italiana.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
