"L'artista" - Artwork
Enzo Jannacci è stato una delle voci più originali e irripetibili della canzone d’autore italiana: medico, comico, jazzista e poeta urbano, capace di raccontare Milano e i suoi ultimi con una grazia che ancora oggi non smette di commuovere. A distanza di anni dalla sua scomparsa, il suo lascito artistico continua a vivere grazie a “L’artista”, la raccolta dei brani preferiti dal cantautore milanese, curata dal figlio Paolo Jannacci e pubblicata il 26 novembre. Un progetto che non è un semplice best of commemorativo, ma una selezione personalissima — scelta dallo stesso Enzo — delle canzoni che hanno segnato la sua vita, reincise con cura e con una freschezza interpretativa sorprendente.
Che cos’è “L’artista”: non un best of, ma una confessione musicale
Il titolo L’artista dice già tutto: questa raccolta non nasce da logiche di mercato, ma dalla volontà di Enzo Jannacci di consegnare al pubblico una mappa intima del proprio mondo sonoro. Paolo Jannacci, che ha co-prodotto e arrangiato il progetto lavorando fianco a fianco con il padre, ha spiegato la genesi dell’album con parole che restano impresse:
«Dovevamo scegliere se rifare qualcosa che era stato un po’ dimenticato ma ci piaceva, oppure fare qualcosa di completamente inedito. Ma sarebbe stato troppo difficile per mio padre in quel momento. Abbiamo fatto una selezione di brani e mio padre li ha ricantati in una maniera davvero eccellente. Anzi, forse ci ha fornito le più belle interpretazioni di sempre.»
Sulla carta potrebbe sembrare un’operazione nostalgica, ma letto dentro il settore il progetto ha tutt’altro peso: è un documento artistico, la testimonianza di un cantautore che sceglie consapevolmente come vuole essere ricordato.
👉 Leggi anche: Come mai di Gino Paoli: storia di un capolavoro
I brani scelti da Enzo Jannacci: un repertorio tra rarità e classici
La selezione dei brani preferiti da Enzo Jannacci spazia ben oltre il suo catalogo personale. Nella raccolta trovano spazio canzoni di Mina, Sergio Endrigo, Milva e Luigi Tenco — autori e interpreti che nel corso degli anni hanno dialogato con la sua sensibilità artistica, spesso in modo diretto. Tra i titoli più significativi spiccano «Io che amo solo te» e «Passaggio a livello» di Tenco, rarità che in questa versione acquistano una nuova intensità emotiva, filtrata dall’esperienza di una vita intera passata sul palco e dietro al pianoforte.
Il risultato è un ritratto di Enzo diverso da quello che molti conoscono: meno ironico e più raccolto, forse più vero. Le reinterpretazioni rivelano sfumature che le versioni originali non avevano ancora esplorato, e confermano quanto la voce di Jannacci fosse capace di abitare qualsiasi canzone con autorevolezza assoluta.

L’inedito “Desolato” con J-Ax: il ponte tra generazioni
A impreziosire ulteriormente L’artista è la presenza di «Desolato», brano inedito scritto da Enzo Jannacci insieme a J-Ax e arrangiato da Paolo. Un pezzo rap — scelta coraggiosa e tutt’altro che scontata — che affronta la «desolazione di fronte all’impotenza di fronte alle richieste di aiuto delle giovani generazioni a cui Jannacci ha guardato sempre con amore e passione civile». Il videoclip è diventato un vero e proprio atto collettivo di gratitudine: decine di volti noti della cultura italiana — da Claudio Bisio a Max Pezzali, da Fabri Fibra a Jovanotti — compaiono sullo schermo per rendere omaggio al grande Enzo.
«Desolato» è forse il momento più inatteso della raccolta, e proprio per questo il più rivelatore: dimostra che Jannacci non ha mai smesso di cercare nuovi linguaggi, di guardare avanti anche quando il tempo stringeva.
👉 Leggi anche: Eclipse of the Heart: il brano che conquista le playlist
Milano celebra Jannacci: la città e il suo cantore
La conferenza stampa di presentazione dell’album si è tenuta a Milano, città che Jannacci ha cantato, amato e in qualche modo inventato musicalmente. In quell’occasione il sindaco Pisapia ha annunciato l’intenzione di organizzare concerti-evento in suo onore, con parole che sintetizzano bene il rapporto tra l’artista e il suo territorio:
«Il nome di Enzo Jannacci è legato indissolubilmente alla nostra città… stiamo organizzando degli eventi per il prossimo anno che ricordino il grande Enzo con affetto, intensità e stima. Sentimenti che legano tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscere Jannacci direttamente o attraverso le sue canzoni.»
Milano e Jannacci: un legame che L’artista rende ancora più tangibile, perché in ogni canzone scelta si sente la voce di una città che sa ridere e soffrire nello stesso respiro.
Perché “L’artista” resta un disco essenziale
A distanza di anni dalla sua pubblicazione, L’artista — raccolta dei brani preferiti da Enzo Jannacci mantiene intatta la sua forza. Non è un prodotto pensato per il mercato delle commemorazioni, ma un documento autentico: la playlist di un uomo che sapeva esattamente cosa amava, e ha voluto condividerlo un’ultima volta. Per chi vuole avvicinarsi a Jannacci per la prima volta, è il punto di partenza ideale. Per chi lo conosce da sempre, è un’occasione per scoprire angoli meno frequentati di un catalogo sterminato.
La musica d’autore italiana ha pochi esempi di coerenza artistica così totale. L’artista ne è la prova più commovente.
FAQ su Enzo Jannacci e “L’artista”
- Che cos’è “L’artista” di Enzo Jannacci?
- È una raccolta dei brani preferiti dal cantautore milanese, selezionati e reincisi dallo stesso Jannacci insieme al figlio Paolo. Non si tratta di un classico greatest hits, ma di una selezione personale che include anche canzoni di altri autori — Tenco, Mina, Endrigo, Milva — particolarmente care a Enzo.
- Chi ha curato la raccolta?
- Il progetto è stato curato e prodotto da Paolo Jannacci, figlio di Enzo, che ha anche arrangiato i brani e collaborato alle sessioni di registrazione.
- Cosa contiene di inedito l’album?
- La raccolta include «Desolato», un brano inedito scritto da Enzo Jannacci con J-Ax e arrangiato da Paolo Jannacci. È un pezzo rap che affronta il tema del rapporto tra le generazioni.
- Quali sono i brani più significativi presenti in “L’artista”?
- Tra i titoli più rappresentativi figurano «Io che amo solo te» e «Passaggio a livello» di Luigi Tenco, oltre a canzoni associate a Mina, Milva e Sergio Endrigo, tutte reinterpretate con la voce e la sensibilità di Jannacci.
- Perché “L’artista” è importante per capire Jannacci?
- Perché rivela il gusto musicale e le influenze profonde di un artista che ha sempre attraversato generi diversi — jazz, canzone d’autore, cabaret, pop — e che in questa raccolta ha scelto di mostrarsi senza filtri, attraverso le canzoni che amava davvero.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
