Hugh Masekela - Forum Universale delle Culture di Napoli e Campania - © Angelo Moraca
Hugh Masekela a Napoli: una data che resta impressa nella memoria di chiunque fosse presente quella domenica sera al Teatro Mediterraneo della Mostra d’Oltremare. Il grande trombettista sudafricano, leggenda del jazz e pioniere della world music, aveva promesso una cosa sola al pubblico napoletano: «fino alla fine del concerto vi farò ballare tutti». E così fu. Cinque musicisti sul palco, ingresso gratuito, unica data italiana con la band al completo — sulla carta un evento di nicchia, letto dentro il settore come uno dei concerti più significativi mai ospitati dalla città partenopea in chiave jazz africano.

Hugh Masekela a Napoli: il jazz che fa ballare, la promessa mantenuta
La rassegna musicale «In Diverso Canto» e il Forum Universale delle Culture di Napoli e Campania portarono sul palco Hugh Masekela e il suo gruppo per una notte all’insegna del jazz ad ingresso gratuito. Oltre 50 anni di carriera, due Grammy Awards, e collaborazioni con Miles Davis, Nina Simone, The Byrds, Paul Simon, Ella Fitzgerald, Marvin Gaye, Stevie Wonder, Louis Armstrong — e una superlativa comparsa durante il «360° Tour» degli U2 a Johannesburg per la canzone «I Still Haven’t Found What I’m Looking For». Un curriculum che poche arene al mondo possono vantare di aver ospitato in forma così intima e accessibile.
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«Sono uno strumento della musica»: Masekela si racconta
«La mia musica, e la musica tutta, ha costituito uno strumento per la lotta ai diritti civili. Reputo di essere uno strumento della musica, non delle lotte civili». Si presentò così Hugh Masekela, sorridente e divertito, sul volto i segni del tempo e la voglia di far musica leggibile negli occhi. La sua musica è stata una leva fondamentale per tutti i non-servi di regime. Era lì quando l’apartheid incarcerava Nelson Mandela, ponendo fine alle speranze di un popolo intero, quello sudafricano. Era lì, poi, nel 1990 quando il regime fu spazzato via, per dar posto a un tour durato ben quattro mesi lungo tutto il Sud Africa, con il tutto esaurito in ogni tappa.
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«Conosco la canzone lirica, l’opera italiana e il canzoniere tipico napoletano; le ho studiate quando ero giovane, al conservatorio» — proseguì — «ma il concerto di domenica sera lo dedico a mia moglie Miriam Makeba: se non ci fosse stata lei, non ci sarei io qui».
Miriam Makeba e il legame con Napoli: Africa padrona del Mediterraneo
Compagna di vita e di lotte, Miriam Makeba dedicò la sua esistenza — e la sua musica — all’affermazione dei diritti civili contro ogni forma di abuso. Nel 1963 fu la prima artista ad affrontare il delicato tema dei diritti civili dinanzi al tavolo di quella che sarebbe diventata l’Organizzazione delle Nazioni Unite. Quella sera al Teatro Mediterraneo, il concerto di Hugh Masekela a Napoli divenne anche un omaggio a lei: per una notte l’Africa fu padrona del Mediterraneo, lontana dai pregiudizi che la vogliono continente nero e dimenticato. La musica e il mito, in un’unica cornice.
La band al completo: l’unica data italiana così concepita
Il concerto napoletano rimane, a distanza di anni, l’unica tappa italiana con tutta la band al completo: Abednigo Sibongiseni Zulu al basso, Francis Fuster alle percussioni, Cameron John Ward alla chitarra, Randal Skippers alle tastiere e Lee-Roy Sauls alla batteria. Cinque musicisti capaci di trasformare il Teatro Mediterraneo della Mostra d’Oltremare in qualcosa di più simile a un villaggio africano in festa che a una sala da concerto tradizionale. La parentesi milanese, invece, vide Masekela esibirsi in un formato completamente diverso: un duetto con il pianista Larry Willis, intimo e cameristico, agli antipodi rispetto all’energia collettiva della serata napoletana.
Fu la seconda volta in Italia per Hugh Masekela, ma la prima — e finora unica — in cui il pubblico italiano poté sperimentare il suo jazz africano nella sua forma più completa e travolgente. Una serata che chi c’era ricorda ancora come una di quelle che cambiano il modo di ascoltare la musica dal vivo.
FAQ: Hugh Masekela a Napoli
- Dove si tenne il concerto di Hugh Masekela a Napoli?
- Al Teatro Mediterraneo della Mostra d’Oltremare, una delle location più suggestive della città partenopea per eventi di musica dal vivo.
- Il concerto era a pagamento?
- No, il concerto fu ad ingresso gratuito, organizzato nell’ambito della rassegna «In Diverso Canto» e del Forum Universale delle Culture di Napoli e Campania.
- Cosa promise Hugh Masekela al pubblico napoletano?
- Masekela promise che avrebbe fatto ballare tutti fino alla fine del concerto, definendosi «ambasciatore della musica». Una promessa che, stando alle testimonianze di chi era presente, mantenne pienamente.
- Perché il concerto di Napoli era diverso da quello di Milano?
- La data napoletana era l’unica con la band al completo — cinque musicisti sul palco — mentre quella milanese prevedeva un formato ridotto: un duetto con il pianista Larry Willis.
- A chi dedicò il concerto Hugh Masekela?
- Lo dedicò alla moglie Miriam Makeba, figura centrale nella sua vita e nella sua carriera, nonché icona mondiale della lotta per i diritti civili.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
