Ottavo Richter - Una Bella Serata - Artwork
L’intervista di MelodicaMente agli Ottavo Richter resta uno dei momenti più vivaci della nostra storia editoriale: una chiacchierata diretta, senza filtri, con una formazione che ha saputo costruire un suono tutto suo partendo dalle notti milanesi. Nati dalla mente di Raffaele Köhler e Luciano Macchia, gli Ottavo Richter sono una di quelle band che, lette dentro il settore, risultano immediatamente anomale — nel senso migliore del termine. Fiati che costruiscono architetture quasi sinfoniche, una ritmica che loro stessi definiscono «turbo power», e un’ironia che non scivola mai nel facile. Il tutto condensato in tre dischi: «Molly Malone’s», «Clinkin’ Glasses» e «Una bella serata», quest’ultimo presentato in anteprima proprio nel corso di questa intervista.
Il contesto che fa da cornice alla nostra conversazione è di quelli che rimangono impressi: la band si prepara a salire sul palco di Palazzo Reale a Milano, in un concerto gratuito che promette di trasformare uno dei luoghi più iconici della città in una grande festa collettiva. Un appuntamento che racconta bene chi sono gli Ottavo Richter: musicisti che non cercano la distanza dal pubblico, ma la complicità.

Chi sono gli Ottavo Richter: dalle strade di Milano a Palazzo Reale
La storia degli Ottavo Richter comincia sulla strada, letteralmente. La gavetta notturna per le vie di Milano è il terreno su cui Köhler e Macchia hanno costruito la loro identità sonora: un’identità che non si lascia imbrigliare in un genere solo. Sulla carta potrebbero essere jazz, potrebbero essere world music, potrebbero essere qualcosa di completamente altro. In realtà sono tutte queste cose insieme, e questo è esattamente il punto. Il concerto a Palazzo Reale — ingresso libero, atmosfera da grande serata milanese — è la sintesi perfetta di un percorso artistico che ha sempre messo il pubblico al centro.
L’intervista di MelodicaMente agli Ottavo Richter
Il bilancio al terzo disco
Siete giunti, proprio quest’anno, al terzo disco della vostra carriera. Come descrivereste il bilancio fino ad ora realizzato?
Positivo, specialmente a livello artistico. Si sente che siamo invecchiati rispetto ai precedenti lavori, ma — come il whisky e il rum — ci abbiamo guadagnato…!
«Una bella serata» e la scelta di YouTube
Il disco «Una bella serata» è uscito di recente, anticipato da un divertente video promozionale. Da cosa è nata la scelta di pubblicizzarvi anche mediante un canale come YouTube?
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Beh, si tratta di un canale molto utilizzato ed efficace. Ormai la musica (e non solo) viene condivisa sui social network in gran parte tramite Youtube. Nel caso dei nostri video promozionali, realizzammo uno spot per radio un anno e mezzo fa e decidemmo di aggiungere successivamente le immagini per diffonderlo via web. Da qui sono nati tredici spot, piuttosto surreali e ironici, ogni volta legati a concerti differenti.
Come raccontare «Una bella serata» a chi non l’ha ancora ascoltato
Provate a descrivere il disco a qualcuno che non l’ha ancora sentito.
È un disco molto autentico, registrato in presa diretta. Molto variegato e sfaccettato, divertente e imprevedibile.
Differenze e continuità con i dischi precedenti
Differenze e similitudini fra «Una bella serata» e i vostri due precedenti dischi, «Molly Malone’s» e «Clinkin’ Glasses».
Lo spirito che accomuna i tre dischi è quello della contaminazione, dell’interazione tra i musicisti e dell’energia che solo una registrazione live («Molly Malone’s») o in presa diretta («Clinking glasses» e «Una bella serata») può trasmettere. Rispetto ai due precedenti, l’ultimo CD è senz’altro più maturo e diretto.
La dimensione giocosa come cifra stilistica
Siete stati definiti come un «jazz musicale» sempre orientato verso la positività. La dimensione giocosa non manca mai nei vostri lavori: ritenete sia la via che vi rappresenta maggiormente?
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È senz’altro una delle nostre caratteristiche: prendersi troppo sul serio non aiuta l’evoluzione, e ti allontana dal pubblico. Noi vogliamo condividere il più possibile la nostra musica e l’autoironia e il «gioco» ci aiutano ad esprimerci e a coinvolgere chi ci ascolta.
Musica senza etichette
Utilizzate un miscuglio di generi musicali che rendono impossibili etichettature. Come raccontereste la vostra musica?
Potremmo dire che è musica libera, senza confini e paletti.
Il concerto a Palazzo Reale e i progetti futuri
Domanda finale di rito: quali sono i desideri e i progetti futuri degli Ottavo Richter?
Continuare così, non stare mai fermi. A proposito di futuro, consentiteci di farci un po’ di pubblicità: il 19 luglio (ore 21.30) suoneremo al Palazzo Reale di Milano, l’ingresso sarà libero. Sarà una bellissima festa in un luogo straordinario, accorrete numerosi!
Perché il concerto a Palazzo Reale è un appuntamento da non perdere
Un palco come quello di Palazzo Reale non è uno sfondo neutro: è una dichiarazione. Gli Ottavo Richter scelgono uno dei luoghi più carichi di storia di Milano per portare una musica che non ha paura di mescolare tutto — jazz, world, ritmi latini, fiati da orchestra — e di farlo gratuitamente, aprendosi alla città senza filtri. È esattamente il tipo di evento che, letto dentro il settore, segnala una band che ha già superato la fase della semplice promozione discografica e punta a costruire un rapporto duraturo con il proprio pubblico. Un rapporto che, come il loro suono, non si lascia facilmente catalogare.
FAQ — Ottavo Richter a Palazzo Reale: le domande più frequenti
- Chi sono gli Ottavo Richter?
- Gli Ottavo Richter sono una formazione milanese fondata da Raffaele Köhler e Luciano Macchia. Nati dalla musica di strada, propongono un sound ibrido che mescola jazz, world music e ritmi latini, con una forte componente live e un’attitudine ironica e coinvolgente.
- Dove e quando suonano gli Ottavo Richter a Palazzo Reale?
- Il concerto degli Ottavo Richter a Palazzo Reale a Milano è fissato per il 19 luglio, con inizio alle ore 21.30. L’ingresso è gratuito.
- Qual è l’ultimo disco degli Ottavo Richter?
- L’ultimo lavoro della band si intitola «Una bella serata», terzo disco dopo «Molly Malone’s» e «Clinkin’ Glasses». È stato registrato in presa diretta e si distingue per varietà di generi e maturità compositiva.
- Come viene descritta la musica degli Ottavo Richter?
- La band stessa la definisce «musica libera, senza confini e paletti». Il settore li ha spesso avvicinati al jazz, ma il loro sound abbraccia contaminazioni che rendono difficile qualsiasi etichettatura netta.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
