Led Zeppelin | © Danny Martindale/Getty Images
Tra risate ed amarcord, i Led Zeppelin si sono raccontati da David Letterman in uno degli incontri televisivi più memorabili della storia del rock. La puntata, andata in onda sul canale americano CBS dall’Ed Sullivan Theatre di New York, ha visto protagonisti i tre membri ancora in vita — Robert Plant, Jimmy Page e John Paul Jones — in una conversazione durata una ventina di minuti che ha mescolato ironia, nostalgia e qualche momento di autentica commozione. Al centro del racconto: la recente nomina al Kennedy Center Honors da parte del Presidente Barack Obama, i ricordi di John Bonham e la leggenda di una band che ha ridefinito il rock mondiale.
L’atmosfera dall’Ed Sullivan Theatre: Letterman e gli Zeppelin, un’intesa immediata
Come consuetudine, dall’Ed Sullivan Theatre di New York, David Letterman presenta il suo show con quella miscela inconfondibile di ironia tagliente e curiosità genuina. L’incontro con i Led Zeppelin si rivela subito sublime: da un lato l’ironia mai scontata di Letterman, dall’altro quell’alone di mistero che avvolge i tre membri degli Zeps. Risate ed amarcord si alternano senza soluzione di continuità, rendendo la puntata un documento prezioso per chiunque voglia capire non solo la musica della band, ma anche la loro umanità.
Il tema centrale dello show è l’onorificenza ricevuta dal Presidente Barack Obama ai Kennedy Center Honors, cerimonia che ha visto premiati, insieme ai Led Zeppelin, lo stesso David Letterman, l’attore Dustin Hoffman, il bluesman Buddy Guy e la ballerina russa Natalia Marakova.

Il Kennedy Center Honors e la battuta di John Paul Jones
Letterman non perde occasione per ironizzare sulla propria nomina: si chiede continuamente cosa abbia spinto il Presidente Obama a concedergli tale onorificenza, promettendo al pubblico che nel tempo libero avrebbe indagato sulla questione. Di contro, a John Paul Jones, seduto proprio al suo fianco, Letterman chiede se anche nel loro paese d’origine avessero già ricevuto un premio così ambito. La risposta è stata un secco «No!», accolto da una risata generale che dice tutto sulla capacità degli Zeppelin di non prendersi mai troppo sul serio.
Le radici musicali: dalla Londra degli anni ’60 al Delta del Mississippi
Uno dei momenti più illuminanti della conversazione riguarda le influenze musicali che hanno plasmato il suono dei Led Zeppelin. Si parla della Londra a cavallo tra gli anni ’60 e ’70, di Buddy Guy — conosciuto tramite i suoi dischi da Jimmy Page e Jeff Beck ai tempi del college — e dei musicisti del Delta del Mississippi, come testimonia con passione Robert Plant. Non mancano i riferimenti a Rolling Stones, Beatles e Cream, che dominavano la scena musicale dell’epoca. L’ironico Jones chiude il capitolo con una battuta rimasta nella memoria: «Perché esistevano altre band all’epoca?»
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John Bonham: il ricordo di Jimmy Page e la scelta di sciogliersi
L’unica parentesi prevedibile — ma non per questo meno toccante — è la domanda sul perché i Led Zeppelin abbiano deciso di sciogliersi dopo la morte improvvisa di John Bonham. L’onere di rispondere spetta a Jimmy Page, che senza tanti giri di parole si lascia rapire dal flusso dei ricordi: racconta di come Bonham avesse la capacità straordinaria di improvvisare anche durante le prove o il sound-check, di come la sua presenza dietro le «pelli» fosse qualcosa di impossibile da replicare. Sostituirlo era fuori discussione, e far imparare tutto a un qualsiasi altro batterista sarebbe stato un tradimento nei confronti della band e del suo spirito.
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Come cambiano le persone: la foto alla Casa Bianca e quella sull’aereo
La parola passa infine a David Letterman, che ironizza su come possano cambiare le persone con il passare del tempo. Per l’occasione mostra al pubblico una foto scattata ai membri degli Zeppelin durante la cerimonia ai Kennedy Center Honors alla Casa Bianca, mettendola a paragone con un’immagine che immortala la band al completo — camicia sbottonata, pista d’atterraggio, aereo personale sullo sfondo — quando erano giovani e strafottenti. Il contrasto è esilarante e, al tempo stesso, commovente: due epoche di una stessa leggenda.
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Celebration Day: il concerto, i biglietti e il DVD
Si chiude in bellezza con la parentesi del «Celebration Day», il concerto che ha visto i Led Zeppelin protagonisti il 10 Dicembre 2007 alla O2 Arena di Londra: oltre 20 milioni di richieste di biglietti per un evento che è entrato immediatamente nella storia del rock. Il concerto è stato riproposto in sala cinematografica per una notte e da esso è stato tratto un DVD già disponibile nel mercato discografico, da cui sono stati estratti due video ufficiali: quello di «Kashmir» e l’ultimo «Black Dog». Un lascito che continua a circolare e a emozionare, a riprova che la musica dei Led Zeppelin non conosce scadenza.
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Perché questa intervista resta un documento imprescindibile
Guardare i Led Zeppelin raccontarsi da David Letterman tra risate ed amarcord significa assistere a qualcosa di raro: tre giganti del rock che abbassano la guardia, lasciano spazio all’ironia e permettono allo spettatore di intravedere l’uomo dietro la leggenda. Letterman, dal canto suo, dimostra ancora una volta di essere uno dei migliori intervistatori della storia televisiva americana: sa quando spingere, quando ridere e quando fare un passo indietro per lasciare che la storia parli da sola. Un documento che vale la pena riscoprire, oggi più che mai.
FAQ: Led Zeppelin da David Letterman
Chi erano i membri dei Led Zeppelin presenti dall’intervista da Letterman?
I tre membri ancora in vita: Robert Plant (voce), Jimmy Page (chitarra) e John Paul Jones (basso e tastiere). Il batterista John Bonham, scomparso nel 1980, è stato più volte ricordato durante la conversazione.
Perché i Led Zeppelin erano ospiti da David Letterman?
L’occasione era la nomina al Kennedy Center Honors da parte del Presidente Barack Obama, uno dei riconoscimenti culturali più prestigiosi degli Stati Uniti, assegnato nello stesso anno anche allo stesso Letterman, a Dustin Hoffman, Buddy Guy e Natalia Marakova.
Dove è possibile rivedere l’intervista dei Led Zeppelin da Letterman?
La puntata è stata trasmessa in replica su Rai5 e frammenti dell’intervista sono disponibili attraverso i video ufficiali inclusi nel DVD di «Celebration Day», il concerto del 2007 alla O2 Arena di Londra.
Perché i Led Zeppelin non si sono mai riformati dopo la morte di John Bonham?
Come spiegato da Jimmy Page nell’intervista, Bonham era insostituibile per la sua capacità unica di improvvisare e per il suo contributo distintivo al suono della band. Trovare un altro batterista all’altezza era considerato impossibile e irrispettoso nei confronti della sua memoria.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
