Venticinque anni di palchi, band, canzoni e una coerenza rara nel panorama rock italiano: Massimo Priviero celebra il suo quarto di secolo in musica con “Ali di Libertà”, un album che sulla carta potrebbe sembrare una semplice raccolta celebrativa, ma che letto dentro il settore si rivela qualcosa di molto più profondo. Un disco autobiografico, intimo e urgente, capace di fare da specchio a tempi difficili senza mai perdere quella carica vitale che da sempre distingue il cantautore veneto. Cantautore e compositore, negli anni Priviero ha donato il suo contributo a numerose band, e oggi — festeggiati i 25 anni di carriera — si dedica al suo progetto solista con tutta la consapevolezza di chi ha percorso molta strada senza mai tradire la propria filosofia musicale.
Massimo Priviero e i 25 anni in musica: un traguardo che vale doppio
Raggiungere un quarto di secolo di attività nel rock italiano non è impresa da poco. Priviero lo fa con un disco che non è nostalgia, ma bilancio vivo: “Ali di Libertà” raccoglie pezzi di vita — sua e di chi lo ha seguito — trasformandoli in canzoni che parlano di resistenza, libertà e identità. Un capitolo discografico importante perché si fa testimonianza di tempi difficili, ma si fa portavoce anche della produzione musicale di Priviero, diventando un vero e proprio album autobiografico. Una carriera che merita di essere esplorata conoscendo a fondo l’animo e la filosofia di un cantautore del genere: quale migliore occasione di farci parlare direttamente da lui in un’intervista?
L’intervista: Priviero si racconta
Libertà e autenticità come bussola
Una carriera lunga, tante band messe in piedi e tanti generi esplorati: con quale atteggiamento si affaccia alla discografia italiana Massimo Priviero?
Con la necessità di essere sempre un uomo libero e vero. Il più che mi è possibile. Senza mode e senza conformismi. Lontano dal nulla che spesso ci circonda, essendo io stesso quello che scrivo, che non è solo musica, ma anche un modo di stare al mondo.
Le radici del rock: Springsteen, Dylan, Young
Il rock e il blues ti scorrono nelle vene, Bruce Springsteen, Bob Dylan e Neil Young sono tra le tue influenze: il rock di oggi cosa apprende dal rock di una volta?
Le strade maestre che ho seguito tanti anni fa, durante la mia giovinezza, sono ancora le luci migliori. Che a loro volta ne seguivano altre. Continuo a considerarle un esempio per tante generazioni. L’arte migliore non ha età e non passa di moda, ma segna il cammino da percorrere che scavalca lo scorrere del tempo.
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“Alzati in piedi”: un messaggio alle nuove generazioni
Il messaggio che mandi con la tua musica è sempre evocativo. “Alzati in piedi” è un appello alle giovani leve che sempre più frequentemente si lasciano abbattere da una realtà disperata: come pensi di poter essere d’esempio a chi si affaccia per la prima volta al mondo della musica?
Quel che cerco di più è far arrivare forza esistenziale. Anche quando trovi lacrime sulla tua strada. L’unico esempio che provo a dare sta proprio in questa necessità di forza e nel fatto di non essermi mai perduto. In questo senso, la promessa che ho fatto tanti anni fa a chi mi segue è stata mantenuta. Pur tra i tanti errori che posso aver fatto. Nelle cose giuste e in quelle che non rifarei. Cerca forza dentro te stesso, trovala e costruisci la tua strada, a prescindere da quel che chiamano successo, che non è mai il vero valore con cui si misura un’esistenza.
Rock come emozione totale: dall’aggressività all’intimità
Il rock non è solo aggressività e durezza, ma è anche intimo momento esplorativo come dimostri durante le tue performance: come ti abbraccia la musica e come ti lasci andare nella bellezza di tale arte?
Seguendo il flusso emotivo. Aggressività, commozione, struggimento, solitudine, desiderio di condivisione. Tutto può essere tradotto nella musica e nelle parole che scrivi. Da sempre. L’importante è che non resti in superficie e che non tratti la musica da sfondo distratto della tua giornata. Questo non mi sarebbe accettabile.
“Ali di Libertà”: raccolta o nuova pagina?
“Ali di Libertà” festeggia il tuo quarto di secolo musicale: è una raccolta dei pensieri musicali messi insieme fino ad ora o è una nuova pagina della tua musica?
Non credo di aver mai fatto un album così autobiografico. E me ne sono accorto per strada. Canzone dopo canzone c’era sempre di più un filo rosso che legava tutto. Pezzi di vita che si legavano. Ecco, il desiderio più grande è che questi pezzi di vita siano condivisi e che chi mi segue trovi dentro pezzi della propria vita. Vita che spero il più possibile libera e il più possibile vera.
Perché “Ali di Libertà” è un disco che conta
Nel panorama del rock italiano contemporaneo, “Ali di Libertà” di Massimo Priviero si distingue per la sua capacità di unire memoria e proiezione in avanti. Non è un disco di anniversario nel senso celebrativo del termine: è piuttosto un punto di partenza rinnovato, una dichiarazione d’intenti per i prossimi anni. Chi conosce Priviero sa che la sua coerenza artistica — mai piegata alle logiche del mercato — è la sua firma più riconoscibile. E questo album, canzone dopo canzone, lo conferma con forza.
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FAQ su Massimo Priviero e “Ali di Libertà”
Cos’è “Ali di Libertà” di Massimo Priviero?
“Ali di Libertà” è l’album con cui Massimo Priviero celebra i suoi 25 anni di carriera musicale. Si tratta di un disco autobiografico che raccoglie esperienze di vita trasformate in canzoni rock, segnando un momento di bilancio e rilancio artistico.
Quali sono le influenze musicali di Massimo Priviero?
Priviero cita tra le sue influenze principali Bruce Springsteen, Bob Dylan e Neil Young. Il rock americano delle origini, con la sua carica emotiva e narrativa, è la radice da cui nasce la sua poetica musicale.
Massimo Priviero è ancora attivo?
Sì. Priviero è un artista pienamente attivo, impegnato nel suo progetto solista e nella promozione di una visione del rock italiano autentica e lontana dai conformismi del mercato discografico.
Cosa rappresenta il brano “Alzati in piedi” nel percorso di Priviero?
“Alzati in piedi” è uno dei brani più rappresentativi del messaggio artistico di Priviero: un invito alla resistenza esistenziale rivolto alle nuove generazioni, che sintetizza la sua filosofia di vita e di musica.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
