Il tributo dei Metallica a Michael Jackson è uno di quei momenti che il rock ricorda con affetto e sorpresa: il 4 luglio 2009, sul palco del Sonisphere Festival di Hockenheim, la band thrash metal ha accennato “Beat It” prima di lanciarsi nella cover di “Stone Cold Crazy” dei Queen. Un gesto spontaneo, carico di rispetto, che ha unito due mondi musicali apparentemente lontanissimi in un unico, potente momento di commozione collettiva.
Il contesto: Hockenheim, luglio 2026 — e quel luglio del 2009
Per capire il peso di quel gesto bisogna tornare all’atmosfera di quei giorni. Michael Jackson era scomparso appena pochi giorni prima, il 25 giugno 2009, e il mondo della musica era ancora sotto shock. I Metallica si trovavano in piena tournée europea, e il Sonisphere Festival di Hockenheim rappresentava uno degli appuntamenti più attesi della stagione metal. Sul palco, davanti a decine di migliaia di fan, la band ha scelto di non ignorare il lutto globale: qualche nota di “Beat It” — il brano che nel 1983 aveva già visto la chitarra di Eddie Van Halen dialogare con il pop di Jackson — è bastata a far capire tutto al pubblico.
Letto dentro il settore, quel momento è stato interpretato come un segnale chiaro: il rispetto tra grandi artisti non conosce confini di genere. I Metallica, band simbolo del metal più duro, riconoscevano apertamente la grandezza del Re del Pop.
“Beat It”: il brano che unisce rock e pop
Non è un caso che la scelta sia caduta proprio su “Beat It”. Il brano, contenuto nell’album Thriller, è da sempre considerato il ponte più solido tra il mondo pop di Jackson e quello rock: il celebre assolo di chitarra di Eddie Van Halen lo rese un classico trasversale, amato tanto dai fan del pop quanto da quelli del rock duro. Sulla carta, era la citazione più naturale che una band metal potesse fare per omaggiare Jackson senza tradire la propria identità.
Il tributo nel video: cosa si vede e si sente
Il video dell’evento, diventato rapidamente virale, mostra la band che introduce le note iconiche di “Beat It” con una semplicità disarmante, quasi a voler dire che certe melodie appartengono a tutti. La reazione del pubblico è immediata: applausi, cori, un’emozione palpabile che attraversa la folla. Poi, senza soluzione di continuità, i Metallica scivolano nella cover di “Stone Cold Crazy” dei Queen — altro tributo, altra leggenda del rock, in una serata che è diventata piccola storia del live music europeo.
Vi lasciamo al video dell’evento, buona visione!
Metallica e Michael Jackson: un legame inaspettato
Al di là di quel singolo momento, il rapporto tra i Metallica e l’eredità di Michael Jackson è più ricco di quanto sembri. Entrambi hanno dominato le classifiche e gli stadi negli stessi anni, entrambi hanno ridefinito i confini del proprio genere. James Hetfield e compagni hanno sempre dimostrato di saper guardare oltre il metal quando si tratta di riconoscere la grandezza altrui — e il tributo di Hockenheim ne è la prova più immediata e viscerale.
Ancora oggi, a distanza di anni, quel video circola sui social e nei forum dedicati alla musica live come esempio di come un gesto semplice — poche note, nessun discorso — possa dire più di mille parole. Il tributo dei Metallica a Michael Jackson resta uno dei momenti più inattesi e toccanti della storia recente dei concerti rock.
FAQ: Metallica e il tributo a Michael Jackson
- Quando i Metallica hanno tributato Michael Jackson?
- Il tributo è avvenuto il 4 luglio 2009, durante il Sonisphere Festival di Hockenheim, in Germania, pochi giorni dopo la scomparsa di Michael Jackson.
- Quale canzone di Michael Jackson hanno suonato i Metallica?
- I Metallica hanno accennato “Beat It”, uno dei brani più celebri di Michael Jackson, tratto dall’album Thriller.
- Cosa hanno suonato i Metallica dopo il tributo a Jackson?
- Subito dopo le note di “Beat It”, la band ha eseguito la cover di “Stone Cold Crazy” dei Queen.
- Perché “Beat It” è una scelta significativa per un tributo rock?
- Perché “Beat It” è il brano di Jackson più vicino al mondo rock, grazie al celebre assolo di chitarra di Eddie Van Halen, e rappresenta il punto di incontro naturale tra pop e rock duro.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
