I Muse sono stati ospiti nella trasmissione “Quelli che il calcio”, regalando al pubblico uno dei momenti più divertenti e inaspettati della stagione televisiva. Matthew Bellamy, frontman della band, ha deciso di cedere il posto al percussionista Dominic Howard durante l’esibizione in playback: un piccolo esperimento studiato a tavolino dai due per divertirsi e — diciamolo — per mettere alla prova la conduttrice. Il risultato? Simona Ventura ha creduto che Dom fosse il cantante del gruppo e, a fine brano, gli ha rivolto tutte le domande. Una gaffe in piena regola, accolta con ironia dagli stessi Muse e diventata subito virale tra i fan della band.
L’esperimento di Bellamy e Howard: cosa è successo davvero
L’idea era semplice quanto geniale: approfittare del playback — pratica comune nelle trasmissioni televisive — per scambiare i ruoli sul palco. Matt Bellamy si è eclissato e Dominic Howard ha mimato la voce davanti alle telecamere. Nessuno in studio se n’è accorto, almeno non subito. Quando Simona Ventura si è avvicinata per l’intervista post-esibizione, ha naturalmente interpellato chi stava al centro della scena, convinta di avere davanti il cantante dei Muse. L’esperimento a Quelli che il calcio ha funzionato alla perfezione, e il video dell’episodio ha fatto rapidamente il giro del web, diventando uno dei contenuti più cercati dai fan italiani della band.
Il video dell’esibizione dei Muse a “Quelli che il calcio”
Di seguito trovate il video dell’esibizione dei Muse a “Quelli che il calcio”, con l’esperimento di Bellamy e Howard e la celebre gaffe di Simona Ventura.
Tour, date italiane e l’album: cosa hanno detto i Muse
A margine della trasmissione, la band ha risposto alle domande di alcuni giornalisti. Sul fronte live, i Muse hanno confermato che il tour includerà gran parte dei brani del nuovo album, anche se la presenza di un’orchestra per adattare meglio i pezzi al contesto live non è ancora del tutto certa. Un dettaglio che i fan più attenti terranno d’occhio nelle prossime settimane.
Parlando dell’ultimo disco, Bellamy e soci hanno spiegato come l’album rispecchi la situazione contemporanea della Gran Bretagna: crisi delle banche, scandali politici e un cinismo sempre più diffuso nella società. Nei testi si trovano numerosi riferimenti al “Grande Fratello” di 1984 di Orwell. Con un pizzico di diplomazia — ma non troppa — i Muse si sono anche espressi sulla situazione politica italiana: «Questa situazione in Gran Bretagna non sarebbe possibile». Un giudizio rapido, ma letto dentro il settore come un segnale di quanto la band osservi con attenzione le dinamiche europee.
I Muse e il file sharing: la proposta sul modello radio
Tra i temi affrontati nell’incontro con la stampa, grande spazio ha avuto il dibattito sul file sharing e sul futuro della musica online. La posizione dei Muse è netta e, sulla carta, innovativa: far pagare le canzoni scaricate direttamente ai provider di internet, sul modello di quanto accade con la radio. «Un po’ come la radio — spiegano — gli ascoltatori non pagano nulla, ma sono le radio a versare una piccola quota agli artisti per ogni brano trasmesso». Internet, aggiungono, deve restare uno strumento accessibile e utile soprattutto per i gruppi emergenti che vogliono diffondere la propria arte senza barriere economiche.
FAQ: I Muse a “Quelli che il calcio”
- Cosa ha fatto di speciale l’esibizione dei Muse a “Quelli che il calcio”?
- Matthew Bellamy e Dominic Howard hanno organizzato un esperimento: durante il playback, Dom ha sostituito Matt al centro del palco, inducendo Simona Ventura a credere che fosse lui il cantante della band.
- Come ha reagito Simona Ventura alla gaffe?
- La conduttrice ha rivolto le domande post-esibizione a Dominic Howard, convinta di parlare con il frontman. La scena è diventata uno dei momenti più condivisi dai fan dei Muse in Italia.
- Dove si può vedere il video dell’esperimento dei Muse a “Quelli che il calcio”?
- Il video è disponibile qui sopra, nell’apposita sezione dell’articolo.
- Qual è la posizione dei Muse sul file sharing?
- La band propone un sistema simile a quello radiofonico: i provider di internet pagherebbero una quota agli artisti per ogni brano scaricato, lasciando libero l’accesso agli utenti finali.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
