Negrita - Ph. © Angelo Moraca
Negrita, la storica band aretina formata da Paolo “Pau” Bruni, Enrico “Drigo” Salvi e Cesare “Mac” Petricich, ha presentato il loro album 9 con un incontro speciale alla Feltrinelli di Napoli: firma copie, microfono aperto ai fan e una dichiarazione destinata a restare. «L’album 9 rispecchia la musica della nostra adolescenza, quella che ascoltavamo con il giradischi nelle cantine» — esordiscono così i Negrita, sintetizzando in una frase l’anima di un disco che guarda alle radici del rock con occhi ancora accesi di meraviglia. L’atmosfera è quella di una festa tra amici, con il tour alle porte: la prima data parte dal Nelson Mandela Forum di Firenze il 10 aprile.

«9 rispecchia la musica della nostra adolescenza»: cosa significa davvero
Quando i Negrita dicono che 9 rispecchia la musica della nostra adolescenza, non si tratta di nostalgia fine a se stessa. È una dichiarazione di metodo. L’album è stato registrato interamente in Irlanda, presso i Grouse Lodge Studio di Rosemount, e masterizzato a New York: una scelta geografica che non è casuale. «Lì abbiamo toccato il cuore del rock» — racconta Pau — «l’atmosfera che si respirava ha rievocato le sensazioni di quando da ragazzi ascoltavamo musica con il giradischi in cantina e sognavamo di poter suonare». Quella cantina, quei dischi consumati, quella fame di suono: tutto questo è confluito in 13 brani inediti che portano le impronte digitali di un’intera generazione cresciuta a pane e rock anglosassone.
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Le influenze: dagli U2 ai Rolling Stones, passando per Neil Young
Nell’ascolto di 9 (prodotto da Fabrizio Barbacci per Universal Music Italia) emergono con chiarezza i nomi che hanno segnato l’adolescenza musicale della band: U2, Pink Floyd, Neil Young, Rolling Stones, Jethro Tull. Non citazioni esplicite, ma un respiro, un modo di costruire i suoni e di abitare lo spazio sonoro che chi ha vissuto quegli anni riconosce immediatamente. È esattamente questo il senso di quella frase-chiave: la musica di 9 non imita il passato, lo metabolizza e lo restituisce con una voce propria.
I duetti: Ted Neeley, Shel Shapiro e la dedica a Pino Daniele
Tra i momenti più significativi dell’album spiccano due collaborazioni d’eccezione: Ted Neeley — il leggendario interprete di Jesus Christ Superstar — presta la voce a «Ritmo Umano», mentre Shel Shapiro compare in «Non è colpa tua». Scelte che parlano da sole, coerenti con l’immaginario sonoro che i Negrita hanno voluto evocare.
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C’è poi una dedica che pesa, quella a Pino Daniele. A raccontarla è Drigo, con voce che tradisce il rammarico: «Anni fa lessi un’intervista in cui disse che doveva impegnarsi a suonare meglio la chitarra, perché dei ragazzi toscani la suonano benissimo e mi piacerebbe fare un progetto in futuro con loro. Quei ragazzi siamo noi». Un incontro mai avvenuto, trasformato in omaggio silenzioso all’interno del disco.
Il viaggio come metodo creativo: dall’Irlanda alle radici del rock
«I nostri album precedenti nascono all’insegna di viaggi molto importanti» — spiega Pau — «che ci hanno portati nei posti più disparati, dal Brasile all’Argentina, passando per la Spagna. Il concetto che abbiamo richiamato nella canzone Rotolando Verso Sud esprime proprio questo: il non volersi fermare, ma continuare a scoprire e sperimentare». Con 9, la rotta cambia: non verso il calore del Sud, ma verso la nebbia e il verde dell’Irlanda, dove il rock ha ancora un sapore fisico, quasi tattile. Un cambio di prospettiva che ha prodotto un album più intimo e, paradossalmente, più universale.
L’incontro con i fan a Napoli: domande, battute e un tour in partenza
Alla Feltrinelli di Napoli, Pau, Drigo e Mac non si risparmiano. Cedono volentieri il microfono al pubblico, rispondono alle domande, svelano retroscena, si concedono battute e qualche sfottò reciproco. È il ritratto di una band che, dopo tanti anni di carriera, ha ancora il piacere genuino del contatto diretto con chi li ascolta. L’atmosfera è quella di una serata tra appassionati, non di una promozione commerciale. E con il tour alle porte — prima data al Nelson Mandela Forum di Firenze — l’energia in sala è già quella del concerto.
FAQ su Negrita e l’album 9
- Cosa significa la frase «9 rispecchia la musica della nostra adolescenza»?
- I Negrita spiegano che l’album è stato concepito recuperando le sonorità e le atmosfere del rock che ascoltavano da ragazzi — U2, Pink Floyd, Rolling Stones, Neil Young — registrandolo in Irlanda per ritrovare quella stessa energia autentica.
- Dove è stato registrato l’album 9 dei Negrita?
- Interamente presso i Grouse Lodge Studio di Rosemount, in Irlanda, e masterizzato a New York.
- Chi sono gli ospiti dell’album 9?
- Ted Neeley canta in «Ritmo Umano» e Shel Shapiro in «Non è colpa tua». L’album contiene anche una dedica a Pino Daniele.
- Chi ha prodotto l’album 9 dei Negrita?
- Fabrizio Barbacci, per Universal Music Italia.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
