O'scià
Nei giorni difficili che l’Emilia sta attraversando a seguito del terremoto che ha colpito numerosi comuni della pianura, la solidarietà alle popolazioni piegate dal sisma arriva da più parti. La Fondazione O’scià ha ideato un gesto concreto e toccante: un volo di solidarietà che partirà da Bologna venerdì 8 Giugno per portare 120 persone colpite dal sisma sull’isola di Lampedusa, offrendo loro una settimana di respiro lontano dalle macerie. Un’iniziativa che unisce musica, territorio e umanità in un abbraccio che va ben oltre la raccolta fondi.
O’scià e il volo di solidarietà per l’Emilia colpita dal sisma
L’iniziativa è stata annunciata dalla Presidente della Fondazione O’scià, Rossella Barattolo, che si è fatta portavoce di un progetto capace di mettere insieme realtà diverse in nome di un obiettivo comune. A 120 tra le migliaia di persone colpite dal terremoto in Emilia verrà offerta una settimana di permanenza sull’isola di Lampedusa: non soltanto un tetto, ma anche un sorriso, un momento di pausa per raccogliere le idee e le energie necessarie a ripartire.
Dietro al volo di solidarietà O’scià per l’Emilia ci sono gli albergatori di Lampedusa, la compagnia aerea New Livingston e Sogni nel Blu Tour Operator, tutti uniti in un gesto di riconoscenza verso una terra che ha sempre sostenuto il turismo delle isole Pelagie. Sulla carta è un’operazione logistica; letta dentro il settore, è un segnale potente di come le reti costruite attorno alla cultura e alla musica possano trasformarsi in strumenti di welfare reale.
Cos’è la Fondazione O’scià: storia e missione
Il progetto O’scià — acronimo di Odori, Suoni, Colori d’Isole d’Altomare — nasce nell’estate del 2003 da un’idea di Claudio Baglioni, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dell’emergenza immigrazione attraverso una serata di musica dal vivo sulla spiaggia della Guitgia, a Lampedusa. Dopo il successo della prima edizione, la manifestazione si è affermata e ingrandita anno dopo anno, diventando la rassegna artistico-musicale a sfondo sociale più importante del paese. La scelta di intervenire in Emilia conferma la vocazione della Fondazione: usare la forza aggregativa della musica e del territorio per rispondere alle emergenze con azioni concrete.
Il panorama della solidarietà musicale per l’Emilia
Il volo O’scià si inserisce in un quadro più ampio di iniziative nate attorno al sisma emiliano. Vi abbiamo dato conto nelle scorse ore del concerto benefico Emilia Live, in programma il 25 Giugno allo Stadio Dall’Ara di Bologna: sulla scia del celebre concerto Amiche per l’Abruzzo, l’evento raccoglierà molti esponenti della musica italiana in una maratona di raccolta fondi destinata alla ricostruzione.
Sul fronte opposto si registra il secco no di Vasco Rossi, che ha ribadito la sua posizione contraria alla beneficenza-spettacolo: «Penso che la beneficenza si debba fare tirando fuori i soldi dal proprio portafoglio, senza troppo spettacolo e pubblicità», ha dichiarato il Blasco, smentendo così la sua possibile partecipazione paventata fino a qualche ora fa. Posizioni diverse, tutte legittime, che fotografano il dibattito vivo all’interno del mondo musicale italiano su come rispondere in modo autentico alle crisi.

FAQ: O’scià e il volo di solidarietà per l’Emilia
Cos’è il volo di solidarietà O’scià per l’Emilia?
È un’iniziativa della Fondazione O’scià che offre a 120 persone colpite dal terremoto in Emilia una settimana di soggiorno gratuito a Lampedusa, con volo da Bologna, alloggio e accoglienza garantiti da albergatori locali, dalla compagnia aerea New Livingston e da Sogni nel Blu Tour Operator.
Chi ha promosso l’iniziativa?
L’iniziativa è stata annunciata da Rossella Barattolo, Presidente della Fondazione O’scià, la fondazione nata nel 2003 da un’idea di Claudio Baglioni a Lampedusa.
Quando parte il volo?
Il volo parte da Bologna venerdì 8 Giugno.
Qual è la differenza tra il volo O’scià e il concerto Emilia Live?
Il concerto Emilia Live (25 Giugno, Stadio Dall’Ara) punta alla raccolta fondi attraverso uno spettacolo musicale. Il volo O’scià offre invece un’esperienza diretta di accoglienza e recupero psicofisico per le vittime del sisma, senza passare per la logica dell’evento-spettacolo.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
