Londra e Cambridge come palcoscenico d’apertura, non Genova. La scelta geografica racconta già qualcosa di preciso sull’ambizione internazionale del Concorso Internazionale Premio Paganini, che il 25 e 26 giugno 2026 ha presentato la propria 59ª edizione nel cuore del Regno Unito, portando il bando ufficiale e un programma concertistico di alto profilo in due delle sedi più rappresentative della cultura europea.
Il lancio all’Istituto Italiano di Cultura di Londra
Il 25 giugno 2026 l’Istituto Italiano di Cultura di Londra, con sede al 39 di Belgrave Square, ha ospitato la presentazione ufficiale del bando della 59ª edizione. Scegliere questa sede non è casuale: l’Istituto è da decenni il punto di riferimento della diplomazia culturale italiana nel Regno Unito, e il premio Paganini vi trova un contesto che combina autorevolezza istituzionale e accesso diretto alla comunità musicale internazionale.
La giornata londinese ha segnato il momento formale in cui il concorso — organizzato dal Comune di Genova — ha aperto ufficialmente le porte ai candidati di tutto il mondo, con Ning Feng nella veste di presidente di giuria. Violinista di riferimento a livello globale, Ning Feng porta al ruolo una prospettiva che unisce la tradizione europea con una sensibilità internazionale costruita su decenni di carriera concertistica.
Cambridge: il concerto all’Auditorium del Pembroke College
Il giorno successivo, 26 giugno, la scena si è spostata a Cambridge, dove l’Auditorium del Pembroke College ha ospitato il concerto di lancio. Il programma scelto per l’occasione è stato tutt’altro che neutro: Niccolò Paganini, naturalmente, ma anche William Walton, Edward Elgar e Fritz Kreisler. Un repertorio che dialoga con la tradizione britannica senza rinunciare al cuore violinistico del concorso, e che in un contesto come Cambridge assume un peso culturale specifico.
Sul palco si è esibita la violinista giapponese Rino Yoshimoto, seconda classificata della 58ª edizione del premio Paganini, accompagnata al pianoforte da Sergei Redkin. La presenza di Yoshimoto non è soltanto un omaggio alla recente storia del concorso: è anche un modo per mostrare concretamente cosa produce il premio in termini di talento, carriera e visibilità internazionale. Una violinista che ha attraversato le selezioni di Genova e che oggi si esibisce al Pembroke College è la dimostrazione più diretta del percorso che il concorso può offrire.
Il rapporto con Londra: una storia che risale al 2024
Il legame tra il premio Paganini e la capitale britannica non nasce con questa edizione. Nel 2024 il concorso aveva già tenuto eventi a Londra, culminati in un concerto con la London Symphony Orchestra, il direttore Antonio Pappano e la presenza di Re Carlo III. Quella tappa aveva segnato un momento di forte proiezione internazionale per una competizione che ha radici profondamente genovesi ma che guarda da tempo oltre i confini italiani.
Il ritorno nel 2026 con il lancio della nuova edizione consolida quella traiettoria. Non si tratta di un evento isolato ma di una strategia di posizionamento: il premio Paganini sceglie Londra e Cambridge per aprire la propria stagione competitiva perché è lì che si concentra una parte significativa della comunità violinistica internazionale — docenti, studenti, istituzioni, agenti.
Perché il Premio Paganini resta un punto di riferimento
Arrivare alla 59ª edizione di un concorso internazionale di violino non è un dato banale. Il panorama delle competizioni musicali è affollato e selettivo: molte nascono, poche sopravvivono al cambio generazionale di pubblico, giurie e candidati. Il premio Paganini ha attraversato decenni di storia musicale mantenendo una collocazione riconoscibile, legata al nome e all’eredità di Niccolò Paganini — genovese, virtuoso assoluto, figura che ancora oggi definisce un certo immaginario del violino come strumento-limite.
Scegliere un presidente di giuria come Ning Feng per questa edizione segnala una precisa volontà di apertura: non una figura di puro conservatorismo accademico, ma un violinista attivo, con una carriera internazionale in corso, capace di valutare i candidati con uno sguardo contemporaneo sul repertorio e sulla tecnica. Il programma del concerto di Cambridge — che affiancava Paganini a Walton, Elgar e Kreisler — riflette la stessa logica: rispetto per la tradizione, ma senza chiudersi in un’identità museale.
Per i violinisti che si preparano a partecipare, il sito ufficiale premiopaganini.it raccoglie il bando e tutte le informazioni sull’edizione in corso.
Il lancio da Londra e Cambridge non è soltanto una scelta logistica: è una dichiarazione di dove il premio Paganini vuole stare nel 2026 — dentro le reti internazionali della musica classica, visibile alle nuove generazioni di violinisti che si formano nelle grandi istituzioni europee e che cercano, in un concorso, non solo un riconoscimento ma una porta aperta sul mercato concertistico globale.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
