Il 28 dicembre 2026, alle 21:00, l’Atlantico di Roma ospiterà The Show Must Go On, il primo concerto ufficiale in ologramma dedicato a Raffaella Carrà, scomparsa nel luglio del 2021. Prodotto da Laserman Industries con l’autorizzazione dei detentori dei diritti, lo spettacolo porta sul palco il raffaella carrà ologramma concerto che molti si aspettavano prima o poi: un evento che non è una semplice proiezione commemorativa, ma una produzione live strutturata, con danzatori in carne e ossa e tecnologia laser tridimensionale.
Cosa prevede The Show Must Go On
Il format è preciso: 100 minuti di musica, accompagnati da ballerini dal vivo e da effetti laser in 3D. Non si tratta di un tributo nel senso tradizionale del termine — cover band, musicisti che reinterpretano i brani — ma di una produzione in cui l’immagine olografica di Raffaella Carrà interagisce con lo spazio scenico e con i performer presenti sul palco. La durata è quella di un concerto completo, non di uno showcase o di un’anteprima. Cento minuti permettono di costruire un arco narrativo che attraversa decenni di repertorio, dai successi degli anni Settanta fino alle canzoni che hanno continuato a circolare nelle playlist e nelle colonne sonore degli anni successivi alla sua scomparsa.
La produzione è firmata da Laserman Industries, che ha operato con l’autorizzazione formale dei detentori dei diritti sull’immagine e sulla musica di Carrà. Questo aspetto non è un dettaglio marginale: distingue The Show Must Go On da iniziative non ufficiali o da utilizzi non autorizzati dell’immagine dell’artista, un tema sempre più rilevante nel momento in cui la tecnologia olografica e i sistemi di sintesi visiva diventano accessibili a costi crescentemente contenuti.
→ Leggi anche: Cristina Donà, l'arte di scomparire nei teatri
Il raffaella carrà ologramma concerto e il nodo dei diritti
Il fatto che questo sia definito il primo concerto ufficiale in ologramma dedicato a Raffaella Carrà implica che esistano, o siano esistite, iniziative non ufficiali. L’aggettivo “ufficiale” è qui centrale: significa che i detentori dei diritti hanno approvato il progetto, che i brani vengono utilizzati con le relative licenze, e che l’immagine dell’artista è gestita secondo le disposizioni dei soggetti che ne controllano il patrimonio artistico e biografico.
Per l’industria musicale italiana, questo tipo di produzione apre un capitolo ancora poco esplorato. La gestione del catalogo di un’artista deceduta non si esaurisce nello streaming o nelle ristampe: include la possibilità di costruire esperienze live che portino quel catalogo davanti a un pubblico fisico. Laserman Industries ha scelto Roma come prima piazza, con un biglietto fissato a 49 euro — una fascia di prezzo coerente con un evento live di medio livello, più accessibile rispetto ai grandi concerti pop, ma non economica nel senso stretto del termine.
L’Atlantico come scelta di venue
La scelta dell’Atlantico è quella di un luogo che il pubblico romano conosce bene come spazio per eventi live di dimensione media. Non un palazzetto, non un teatro lirico: una venue che consente una certa prossimità al palco, condizione non irrilevante per uno spettacolo in cui la tecnologia olografica deve risultare convincente anche a distanza ravvicinata. Gli effetti laser tridimensionali citati nella descrizione ufficiale richiedono condizioni di luce e di spazio controllate, e una sala di dimensioni contenute rispetto agli impianti sportivi favorisce la gestione tecnica dell’impianto.
→ Leggi anche: Stagioni liriche estive 2026: da Palermo a Ravello, il ritorno dei grandi festival
Il 28 dicembre è una data strategicamente collocata nel periodo natalizio, quando Roma registra una presenza turistica significativa e il pubblico è tendenzialmente disponibile a esperienze di intrattenimento fuori dall’ordinario. Non è Capodanno — che porta con sé logistiche e aspettative diverse — ma è abbastanza vicino alle feste da intercettare sia il pubblico locale sia chi è in città per le vacanze.
Un modello che l’industria guarda con attenzione
Il raffaella carrà ologramma concerto di dicembre non esiste nel vuoto: si inserisce in un contesto internazionale in cui la tecnologia olografica applicata agli artisti del passato è diventata un segmento produttivo riconoscibile. Portare questo modello su Raffaella Carrà — una delle figure più riconoscibili della musica e dello spettacolo italiano del Novecento — significa testarne la tenuta su un pubblico multigenerazionale, composto da chi ha vissuto la sua carriera in diretta e da chi la conosce attraverso i brani che continuano a essere trasmessi e remixati.
La struttura dello spettacolo, con i ballerini live accanto all’ologramma, risolve uno dei problemi più discussi in questo tipo di produzioni: l’isolamento visivo della figura proiettata rispetto all’ambiente circostante. La presenza di performer fisici sul palco crea un dialogo tra le due dimensioni — quella reale e quella tecnologicamente ricostruita — che può rendere l’esperienza più coerente per lo spettatore. Se il modello funzionerà a Roma il 28 dicembre, sarà interessante osservare se The Show Must Go On si espanderà ad altre date o ad altre città: per ora, l’unico appuntamento confermato è quello all’Atlantico, e 49 euro è il prezzo con cui il pubblico è invitato a scoprirlo.
Raffaella Carrà ha smesso di salire su un palco nel 2021. Che la tecnologia possa restituire qualcosa di quel rapporto con il pubblico è una domanda a cui The Show Must Go On proverà a rispondere — con 100 minuti di musica, laser e danza, in una sera di fine dicembre a Roma.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
