Il video promozionale per adulti dei Rammstein per il singolo “Pussy” rimane uno dei contenuti più discussi e provocatori nella storia del rock industriale tedesco. Uscito come singolo il 18 settembre per anticipare l’album “Liebe Ist Für Alle Da”, il brano si è imposto all’attenzione del grande pubblico proprio grazie — o forse a causa — di un video esplicitamente vietato ai minori, pensato fin dall’inizio per scardinare ogni convenzione del music marketing mainstream.
“Pussy”: il singolo che ha anticipato “Liebe Ist Für Alle Da”
“Pussy” arriva come apripista dell’album Liebe Ist Für Alle Da, settimo disco in studio della band di Berlino. Sulla carta, si tratta di un singolo come tanti: chitarre distorte, ritmica martellante, la voce inconfondibile di Till Lindemann. Nella pratica, è una dichiarazione d’intenti. Il testo, scritto in un inglese volutamente approssimativo e caricaturale, gioca sull’immagine dello stereotipo tedesco all’estero, con un umorismo nero che i Rammstein hanno sempre saputo dosare con chirurgica precisione.
Il video per adulti di “Pussy”: una scelta di rottura
Letto dentro il settore, il video promozionale di Rammstein “Pussy” in versione per adulti non è semplicemente un contenuto esplicito: è una mossa strategica e artistica calcolata. La regia — affidata a Jonas Åkerlund, già autore di clip iconiche per Madonna e Metallica — trasforma il video in una parodia del cinema per adulti, con i membri della band protagonisti di scene esplicite girate con un registro volutamente grottesco e satirico. Nessuna velleità pornografica fine a sé stessa: il risultato è più vicino alla performance art provocatoria che all’erotismo convenzionale.
La distribuzione del video è avvenuta inizialmente tramite un sito dedicato con accesso a pagamento, una scelta che ha generato un dibattito enorme sui media europei e americani e ha contribuito a moltiplicare la visibilità del singolo ben oltre i canali tradizionali. Un caso di studio, a distanza di anni, su come la provocazione controllata possa diventare strumento di promozione efficacissimo.
Rammstein e la provocazione come linguaggio artistico
Non è la prima volta che i Rammstein utilizzano l’elemento visivo in modo estremo per amplificare il messaggio musicale. Dalla pirotecnica dei live — leggendari nel settore — ai video di “Stripped”, “Sonne” e “Amerika”, la band ha sempre trattato il videoclip come un’estensione della performance scenica. “Pussy” porta questo approccio alle estreme conseguenze, scegliendo di abbattere l’ultimo tabù visivo rimasto nel rock commerciale.
Il brano stesso, con il suo ritornello in inglese maccheronico e la struttura ipnotica, è diventato uno dei pezzi più riconoscibili del repertorio recente della band, suonato regolarmente nei tour mondiali davanti a platee di decine di migliaia di persone.
👉 Leggi anche: Ultimo annuncia nuovo album Pianeti
Il video
Senza aggiungere altro vi lasciamo al video originale incorporato qui sotto. Buona visione e a voi i commenti!
FAQ su Rammstein e il video di “Pussy”
Il video di “Pussy” dei Rammstein è davvero esplicito?
Sì. Il video promozionale di “Pussy” in versione per adulti contiene scene esplicitamente sessuali ed è vietato ai minori. È stato distribuito originariamente tramite una piattaforma dedicata con accesso controllato, proprio per gestire la natura del contenuto.
Chi ha diretto il video di “Pussy”?
La regia è di Jonas Åkerlund, regista svedese noto per aver lavorato con artisti come Madonna, Lady Gaga e Metallica. Il suo stile visivo grottesco e teatrale si adatta perfettamente all’estetica dei Rammstein.
“Pussy” fa parte di quale album dei Rammstein?
“Pussy” è il singolo di lancio dell’album Liebe Ist Für Alle Da, settimo disco in studio della band tedesca.
Perché il video di “Pussy” ha fatto tanto scalpore?
Perché è stato uno dei primissimi casi in cui una band rock di livello internazionale ha scelto di produrre e distribuire ufficialmente un video musicale con contenuti esplicitamente per adulti, trasformando la provocazione in una strategia promozionale strutturata e consapevole.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
