Ringo Starr

Ringo Starr: “Y Not” è il nuovo album — tutto quello che c’è da sapere
Ringo Starr, all’anagrafe Richard Starkey, ex batterista dei Beatles dal 1962 al 1970 e uno dei musicisti più iconici della storia del rock, si autoproduce il suo album solista “Y Not”: un progetto ambizioso, personale e ricco di ospiti d’eccezione che conferma come, a distanza di decenni dalla Beatlemania, Ringo non abbia perso né la voglia di fare musica né la capacità di attrarre i migliori nomi del settore.
Un album autoprodotto con un cast stellare
Sulla carta, “Y Not” potrebbe sembrare l’ennesimo progetto celebrativo di un ex Beatle. Letto dentro il settore, è invece qualcosa di più: un disco in cui Ringo Starr prende le redini della produzione e costruisce attorno a sé una costellazione di collaboratori di primissimo piano. Fra i nomi coinvolti figurano Joe Walsh, Dave Stewart, Don Was, Joss Stone, Ben Harper e Richard Marx, molti dei quali hanno contribuito attivamente alla composizione dei dieci brani che compongono la tracklist.
Il collaboratore più celebre è naturalmente il vecchio sodale ed ex Beatle Paul McCartney, che suona il basso in “Peace Dream” e presta la voce in “Walk with You”, una canzone che porta la firma illustre di Van Dyke Parks.
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La tracklist di “Y Not”: i brani da non perdere
Nella tracklist spicca “Fill in the Blanks”, un pezzo firmato da Joe Walsh, chitarrista degli Eagles e cognato di Ringo, che porta con sé tutta la grinta del rock americano. A seguire, “Peace Dream”: una canzone dall’anima profondamente lennoniana, sia musicalmente che nel testo, cantata con grande intensità e accompagnata al basso da Paul McCartney. Un omaggio velato ma riconoscibile all’amico e compagno di una vita.
Il pezzo più riuscito dell’intero disco è però “Walk with You”, scritto e arrangiato insieme a Van Dyke Parks. Qui McCartney duetta con Ringo in un quadretto che più beatlesiano non si potrebbe immaginare. La ciliegina sulla torta arriva con Joss Stone, che chiude l’album nella conclusiva “Who’s Your Daddy”: appena apre la bocca, la si riconosce immediatamente.
Il suono di “Y Not”: tra nostalgia e identità
Quello che emerge dall’ascolto di “Y Not” è un Ringo Starr a proprio agio con la propria eredità musicale, capace di citarla senza esserne schiacciato. Il disco non cerca di reinventare la ruota: punta su melodie solide, arrangiamenti curati e la chimica autentica tra musicisti che si conoscono e si rispettano da decenni. Un approccio che, nel panorama attuale, ha il suo peso specifico.
Il tour della All-Starr Band
All’album farà probabilmente seguito, com’è sempre accaduto, un tour della All-Starr Band nei soli USA e Canada: il formato live preferito da Ringo, che da anni porta sul palco una formazione variabile di grandi nomi del rock per un’esperienza che è insieme concerto e celebrazione collettiva della musica.
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FAQ su Ringo Starr e l’album “Y Not”
Chi ha collaborato all’album “Y Not” di Ringo Starr?
Tra i collaboratori principali figurano Paul McCartney, Joe Walsh, Dave Stewart, Don Was, Joss Stone, Ben Harper e Richard Marx. Molti di loro hanno anche contribuito alla scrittura dei brani.
Paul McCartney partecipa all’album “Y Not”?
Sì. Paul McCartney suona il basso in “Peace Dream” e canta in “Walk with You”, il brano scritto con Van Dyke Parks considerato il punto più alto del disco.
“Y Not” è un album autoprodotto?
Sì, Ringo Starr ha scelto di autoprodurre “Y Not”, mantenendo il pieno controllo artistico del progetto.
Quante tracce contiene “Y Not”?
L’album è composto da dieci brani, con un cast di ospiti che varia di canzone in canzone.
Ci sarà un tour legato all’album “Y Not”?
È previsto un tour della All-Starr Band negli Stati Uniti e in Canada, il formato live che Ringo Starr privilegia da anni per portare la sua musica dal vivo.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
