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Continuano le polemiche sul Festival di Sanremo 2010. I punti su cui si discute continuano ad essere l’accesso alle canzoni in dialetto e il sistema del televoto.

Per quanto riguarda le canzoni in dialetto è il Consiglio comunale di Sanremo ad opporsi bocciando a maggioranza (18 voti favorevoli contro 2 contrari e 4 astensioni) l’inserimento delle canzoni in dialetto.
Sul televoto, secondo la formula pensata per la sessantesima edizione della kermessa più famosa d’Italia, sono le Major discografiche a ribellarsi in quanto, per colpa del voto telefonico da parte del pubblico, non incasserebbero nemmeno un centesimo.
Il presidente della Fimi a tal proposito sostiene che sarebbe corretto che il 25% degli incassi andasse a chi porta gli artisti:

Abbiamo avuto pazienza per lungo tempo, ma è giunto il momento di mettere dei paletti a questa situazione assurda. Perché mai dal televoto ci guadagnano tutti eccetto che le case discografiche? Il 31 dicembre del 2009 scade il contratto che la Rai ha stipulato sui rimborsi legati a questo meccanismo di voto. Accordo che dovrà essere rinnovato alle nostre condizioni. Chiediamo che almeno il 25% dei proventi sia diviso, in futuro, vada alle case discografiche che portano in gara un artista e che spendono fior di quattrini senza avere un euro di rimborso. Pensate alle spese che devono sostenere per le prove, gli spostamenti, gli hotel e per tutto quello che orbita attorno alla partecipazione di un cantante a Sanremo. Abbiamo chiesto alla Rai di studiare insieme il rinnovo ma non abbiamo avuto risposte chiare, ma non abbiamo ancora avuto nessuna risposta. Già nel 2004 il Festival si svolse senza la major. Era l’edizione presentata da Simona Ventura. E, se non ricordo bene, non fu proprio un successone. Anzi, fu un vero e proprio flop. Se lo ricordi bene, questo, la Rai.”

Quindi se entro il 31 Dicembre non si dovesse trovare l’accordo le major potrebbero disertare il Festival come avvenne nel 2004.

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