Rakele, all’anagrafe Carla Parlato, è una delle voci più interessanti emerse dalla sezione Nuove Proposte del Festival di Sanremo. La cantautrice campana, classe 1995, ha conquistato il palco dell’Ariston con “Io non so cos’è l’amore”, una ballad elettronica firmata da tre autori di primissimo piano: Bungaro (al secolo Tony Bungaro, penna di Fiorella Mannoia, Marco Mengoni ed Emma Marrone), Cesare Chiodo (collaboratore storico di Laura Pausini, Giorgia e Alessandra Amoroso) e Giacomo Runco. Un terzetto che, sulla carta, garantisce già una solidità compositiva fuori dal comune per una Nuova Proposta.
Il brano: melodia italiana e sound internazionale
“Io non so cos’è l’amore” (etichetta Carosello Records) è disponibile su tutte le piattaforme di streaming e in digital download. Il pezzo è una sintesi riuscita tra la tradizione melodica italiana e un sound elettronico di respiro internazionale: una ballad che veste emozioni autentiche con arrangiamenti contemporanei. Il tema è universale quanto mai attuale — la consapevolezza di quanto sia difficile definire cosa significhi davvero amare, anche quando si è già vissuto un sentimento forte. Non è una canzone sulla mancanza d’amore, ma sull’impossibilità di dargli un nome preciso. Un distinguo sottile, ma che fa tutta la differenza.

Rakele ci racconta “Io non so cos’è l’amore”: l’intervista
Per conoscere meglio Rakele e capire cosa si nasconde dietro questa canzone e questa avventura sanremese, abbiamo scambiato due chiacchiere con lei. Ecco cosa ci ha raccontato.
Le aspettative per Sanremo
Partiamo subito dal Festival di Sanremo: sei stata selezionata con il brano “Io non so cos’è l’amore” per la sezione Nuove Proposte. Quali sono le tue aspettative riguardo a questa esperienza?
Mi aspetto di divertirmi, di vivere una bellissima esperienza che possa dare il via al mio progetto discografico.
La collaborazione con Bungaro e Cesare Chiodo
Il brano porta la firma di due grandi figure della musica italiana come Tony Bungaro e Cesare Chiodo. Come è nata questa collaborazione?
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Circa un anno e mezzo fa ho conosciuto Tony Bungaro e Cesare Chiodo a uno stage di Bungaro. Ho avuto la possibilità di far conoscere il mio mondo musicale, che loro hanno trovato interessante. Abbiamo lavorato e sperimentato un po’ di cose fino ad arrivare alla costruzione di un progetto discografico vero e proprio. Sono contenta di poter lavorare con due artisti come loro con la A maiuscola. In studio c’è tanto lavoro ma anche tanto divertimento. Siamo una bella squadra.
Sanremo e i giovani: finalmente in prima serata
Quest’anno il Festival ha voluto dare maggiore spazio ai giovani, spesso relegati ai margini di una lunga diretta. Sanremo può tornare a essere una grande vetrina per le Nuove Proposte?
Finalmente quest’anno noi giovani abbiamo la possibilità di esibirci in prima serata! Ho apprezzato molto questa scelta: finalmente qualcuno che dà spazio ai giovani con i fatti e non solo con le parole.
La preparazione e la competizione
Come ti stai preparando a questo grande debutto? Senti la competizione con i tuoi colleghi?
Cerco di essere serena, di fare tutte le cose che mi facciano stare bene fisicamente e mentalmente. La competizione per adesso non la sento, poi chissà.
Dal gruppo al progetto solista
Hai iniziato da ragazzina a studiare canto e, appena tredicenne, hai cominciato a cantare in una band electro pop locale. Adesso hai intrapreso un percorso da solista. Quali sono i vantaggi di questa nuova dimensione?
Non credo che la mia possa essere definita una carriera da solista. Con me c’è una squadra super!
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Il futuro: vivere con la musica
Prima di lasciarci e farti l’in bocca al lupo per Sanremo, puoi svelarci cosa ti aspetti dal futuro?
Spero che il futuro mi riservi la possibilità di vivere sempre con la musica.
Chi è Rakele: profilo di un’artista da tenere d’occhio
Carla Parlato, in arte Rakele, nasce nel 1995 e cresce musicalmente tra Campania e palchi locali. La sua formazione è precoce e variegata: studia canto da bambina, entra in una band electro pop a tredici anni e matura una sensibilità stilistica che mescola radici italiane e influenze internazionali. Letto dentro il settore, il suo percorso verso Sanremo non è il classico talent-show story: è il risultato di un incontro umano e artistico con autori che hanno scelto di investire su di lei dopo averla ascoltata dal vivo. Un dettaglio che, nel panorama della musica italiana, fa ancora la differenza.
FAQ su Rakele e “Io non so cos’è l’amore”
Chi ha scritto “Io non so cos’è l’amore” di Rakele?
Il brano è firmato da Bungaro (Tony Bungaro), Cesare Chiodo e Giacomo Runco. Bungaro e Chiodo sono tra gli autori più richiesti della musica italiana, con collaborazioni che spaziano da Fiorella Mannoia a Laura Pausini.
In quale sezione di Sanremo ha gareggiato Rakele?
Rakele ha partecipato al Festival di Sanremo nella sezione Nuove Proposte (anche denominata Giovani), portando sul palco dell’Ariston la ballad elettronica “Io non so cos’è l’amore”.
Su quale etichetta è uscito il singolo?
Il brano è pubblicato da Carosello Records ed è disponibile su tutte le principali piattaforme di streaming e in digital download.
Qual è il tema centrale della canzone?
“Io non so cos’è l’amore” esplora la difficoltà di definire il sentimento amoroso anche quando lo si è già vissuto intensamente. Non è una canzone sulla solitudine, ma sull’ineffabilità dell’amore: un tema universale trattato con maturità sorprendente per una Nuova Proposta.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
