Simone Cristicchi | © MelodicaMente
Simone Cristicchi e “La prima volta (che sono morto)”: testo completo, significato e curiosità su una delle canzoni più originali portate al Festival di Sanremo da un cantautore romano capace di trasformare un tema scomodo — la morte — in una riflessione ironica e commovente sulla vita. Se stai cercando il testo integrale di questo brano, lo trovi qui sotto, preceduto da un’analisi che aiuta a capire perché il pezzo continua a essere ascoltato e citato a distanza di anni.
Simone Cristicchi e “La prima volta (che sono morto)”: di cosa parla il brano
Sulla carta potrebbe sembrare una scelta rischiosa: presentare al grande pubblico del Festival una canzone che racconta, in prima persona, l’esperienza di morire d’infarto mentre si gioca la schedina. Eppure Cristicchi — già noto per brani come Ti regalerò una rosa — riesce nell’impresa di rendere la morte un pretesto narrativo per esaltare la vita. Il protagonista muore all’improvviso, senza preavviso, e si ritrova in un aldilà che assomiglia più a una scuola serale che a un giudizio universale. Lì incontra Charlie Chaplin, Sandro Pertini, il nonno partigiano: figure mitiche, simboli di un’umanità che aveva ancora qualcosa da dire al mondo.
Il colpo di scena emotivo arriva nel finale, quando il protagonista elenca tutto ciò che avrebbe voluto fare e non ha fatto — parlare di più con il figlio, girare il mondo con la moglie, lasciare quel posto alla Regione. La morte, letta dentro il brano, è lo specchio attraverso cui finalmente si vede la vita per quello che vale.
Il testo di “La prima volta (che sono morto)” — testo completo
(di S. Cristicchi – L. Pari – S. Cristicchi)
La prima volta che sono morto non me ne sono nemmeno accorto
mi ero distratto solo un secondo, l’attimo dopo ero già sepolto.
La prima volta che sono morto, ho immaginato fosse uno scherzo,
mi sentivo abbastanza tranquillo, ma dopo tre giorni non sono risorto.
È successo così all’improvviso, lo scorso sabato mattina
Il mio cuore ha cessato di battere mentre giocavo la schedina
sono atterrato sul pavimento, come da un platano cadon le foglie
non ho nemmeno avuto il tempo di dare un ultimo bacio a mia moglie.
L’ambulanza è arrivata in ritardo, quando non c’era più niente da fare
so chiamare le pompe funebri e organizzare il mio funerale, poi
prenotare la chiesa, avvisare i parenti, scrivere il necrologio,
qualcuno mi ha tolto il pigiama e infilato il completo, quello del matrimonio.
La prima volta che sono morto non me ne sono nemmeno accorto
mi ero distratto solo un secondo, l’attimo dopo ero già sepolto.
La prima volta che sono morto, ho immaginato fosse uno scherzo,
mi sentivo piuttosto tranquillo, ma dopo tre giorni non sono risorto.
È così che sono finito in quello che chiamano “sonno eterno”,
non è vero che c’è il paradiso, il purgatorio, e nemmeno l’inferno.
Sembra più una scuola serale, tipo un corso di aggiornamento
dove si impara ad amare la vita in ogni singolo momento.
Il pomeriggio passeggio con Chaplin, poi gioco a briscola con Pertini,
e stasera si va tutti al cinema, c’è il nuovo film di Pasolini!
Ieri per caso ho incontrato mio nonno, che un tempo ha fatto il partigiano,
mi ha chiesto: “L’avete cambiato il mondo?”
Nonno… lascia stare, dai …ti offro un gelato!
La prima volta che sono morto non me ne sono nemmeno accorto
ma ho realizzato dopo un secondo, che si sta meglio nell’altro mondo.
Ma se dovessi rinascere ancora, cosa mi importa del destino?
Cambierei sulla tomba la foto con quella faccia da cretino.
Certo, mi ero visto un po’ pallido… pensavo fosse il neon dello specchio.
Il dottore me l’aveva detto: “Fumi meno! Pochi alcolici!”
E chi fumava? Ero pure astemio.
Certo un po’ di sport in più, meno televisione…
Quante cose avrei voluto fare che non ho fatto,
parlare di più con mio figlio, girare il mondo con mia moglie
lasciare quel posto alla Regione e vivere finalmente su un’isola…
E vabbè…Sarà per la prossima volta!
Significato e chiavi di lettura
Il titolo stesso — La prima volta (che sono morto) — contiene già tutta l’ironia del pezzo: quella parentesi suggerisce che potrebbe esserci una seconda volta, quasi a sdrammatizzare l’irreversibilità della morte. Cristicchi usa la leggerezza come strumento di verità, una tecnica che nel cantautorato italiano ha radici profonde, da Fabrizio De André a Francesco Guccini.
Le figure che il protagonista incontra nell’aldilà non sono scelte a caso. Chaplin rappresenta l’arte che sopravvive al tempo; Pertini, la politica con la schiena dritta; il nonno partigiano, la generazione che ha creduto nel cambiamento collettivo. La domanda del nonno — “L’avete cambiato il mondo?” — è la più tagliente del brano, e la risposta evasiva del nipote («ti offro un gelato») dice tutto senza dire nulla.
Struttura musicale e stile narrativo
Il brano è costruito su un arrangiamento volutamente sobrio, che lascia spazio alla parola. Cristicchi è prima di tutto un narratore, e in questo pezzo lo si sente chiaramente: ogni strofa aggiunge un dettaglio — il pigiama sostituito dal completo del matrimonio, l’ambulanza arrivata in ritardo — che trasforma una canzone sulla morte in un racconto di vita ordinaria. È questa concretezza del quotidiano a rendere il testo universale e ancora attuale.
Perché il brano è ancora rilevante oggi
A distanza di anni dalla sua presentazione al Festival, La prima volta (che sono morto) continua a circolare nelle playlist di chi cerca canzoni italiane capaci di far riflettere senza essere pesanti. Il tema della vita non vissuta — le cose rimaste in sospeso, i figli a cui non si è parlato abbastanza, i viaggi mai fatti — è un tema senza scadenza. Cristicchi lo ha affrontato con una leggerezza che non è superficialità, ma precisione chirurgica.
FAQ su Simone Cristicchi e “La prima volta (che sono morto)”
Chi ha scritto “La prima volta (che sono morto)”?
Il brano è firmato da Simone Cristicchi insieme a L. Pari e S. Cristicchi, come indicato nei crediti ufficiali del singolo.
Di cosa parla il testo della canzone?
Il testo racconta in prima persona l’esperienza di un uomo che muore d’infarto all’improvviso e si ritrova in un aldilà surreale, dove incontra personaggi storici come Chaplin e Pertini. Il finale è una riflessione malinconica e ironica su tutto ciò che nella vita non si è fatto in tempo a vivere.
Qual è il messaggio principale del brano?
Attraverso la morte, Cristicchi celebra la vita: il brano invita ad apprezzare le relazioni, le esperienze e i momenti quotidiani prima che sia troppo tardi. Un messaggio universale, consegnato con ironia e leggerezza.
Dove posso ascoltare “La prima volta (che sono morto)”?
Il brano è disponibile sulle principali piattaforme di streaming musicale, tra cui Spotify, Apple Music e YouTube, sia nella versione originale sia in alcune esecuzioni dal vivo.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
