La recensione del concerto degli Skunk Anansie a Firenze per il Greatest Hits Tour — quello legato alla pubblicazione di Smashes and Trashes — resta uno dei live più memorabili che questa band abbia mai regalato al pubblico italiano. Un appuntamento che, a distanza di anni, continua a essere citato dai fan come punto di riferimento assoluto per capire cosa significhi vedere Skin e soci su un palco. Ecco il racconto completo di quella serata.
Il contesto: il Greatest Hits Tour degli Skunk Anansie
Il ritorno degli Skunk Anansie era uno degli eventi più attesi, a dieci anni dal loro ultimo album. La band britrock tornava con un Greatest Hits intitolato “Smashes and Trashes”, contenente oltre ai loro più grandi successi anche tre inediti: “Tear The Place Up”, “Squander” e “Because of You”. A questo nuovo lavoro si accompagnava il tour promozionale, al quale abbiamo partecipato con molto piacere — accrediti stampa o meno.
La tappa di Firenze: atmosfera e aspettative
Fino a qualche giorno prima non sapevamo cosa aspettarci da Skin, Cass, Ace e Mark Richardson. Una volta saliti sul palco fiorentino, però, gli Skunk Anansie hanno confermato senza ombra di dubbio che erano ancora lì, più vivi che mai. In circa un’ora e mezzo di concerto hanno mostrato tutta la loro carica esplosiva, non lasciando nulla in sospeso — anche se i fan di vecchia data potrebbero aver sentito la mancanza di qualche brano.
La scaletta: dall’apertura esplosiva all’apoteosi di “Weak”
Il concerto inizia con un’intro spettacolare, sulle note di una “Yes, It’s Fucking Political” in versione Drum’n’Bass. Skin sale sul palco con un vestito di piume e aculei argentati e, tra le prime note e le luci, comincia a muoversi e a far sentire la sua voce. Dopo questo breve pezzo, la cantante mostra il suo aspetto elegante in un luccicante abito nero e la band apre con “Selling Jesus”.
Subito si ha la conferma: gli Skunk Anansie sono in gran forma. La certezza arriva con i brani che seguono a ruota — una grintosa “Charlie Big Potato”, l’inedita “Because Of You”, la dolcissima “Secretly”, “100 Ways To Be A Good Girl”, poi le note e la voce su “I Can Dream” e “I Don’t Wanna See You, If I See You I Will Kill You” fanno emozionare il pubblico. Mark Richardson si toglie la maglia e picchia più forte sulla batteria, mentre Cass ed Ace non sbagliano una nota e incitano la folla.
Arriva il momento di “Weak” ed è l’apoteosi. Skin fa il suo celebre stage diving, cammina sul pubblico mentre canta, cade e inizia il crowd surfing — ma continua a cantare anche in posizione orizzontale, mentre la folla, di mano in mano, la riaccompagna verso il palco. Il resto è altrettanto perfetto, senza una stonatura o una nota sbagliata: si passa per “Brazen”, “Twisted”, “Cheap Honesty” tra i salti di Skin e la voce del pubblico, “On My Hotel TV”, la nuova “Tear The Place Up” e poi “The Skank Heads” prima della pausa.
Il secondo atto: “Hedonism”, “Squander” e la chitarra acustica di Skin
Gli Skunk Anansie tornano sul palco e attaccano con la sempre stupenda “Hedonism”. Poi, sulle note dell’ultimo singolo “Squander”, Skin imbraccia la chitarra ed esegue il brano in acustica insieme al resto della band — un momento intimo e sorprendente che spezza il ritmo del live nel modo migliore possibile. Con “Little Baby Swastikkka” si chiude la seconda parte del concerto e si va di nuovo in pausa.
Il gran finale: “You’ll Follow Me Down” e la promessa di tornare
Tornano per l’ennesima volta sul palco Skin, Cass, Ace e Mark Richardson, per un’ultima canzone — forse il loro più grande successo. Chiudono sulle note di “You’ll Follow Me Down”, anch’essa in acustica ma senza Skin alla chitarra: tutto il pubblico accompagna la band, che alla fine saluta e promette di tornare. Restano gli ultimi attimi da non perdere, in cui Skin non può fare altro che lasciare il segno del suo spettacolo — salta tra la batteria e gli amplificatori, rinnova la promessa, poi vanno via.
Noi ci siamo goduti lo spettacolo in ogni secondo. Una serata che, letta dentro il settore, rappresenta esattamente il motivo per cui certi artisti restano insostituibili: tecnica, energia, presenza scenica e un repertorio che non invecchia. Meritano sicuramente di essere rivisti.
Il voto: Skunk Anansie a Firenze per il Greatest Hits Tour
Sulla carta un Greatest Hits Tour potrebbe sembrare un esercizio nostalgico. Dal vivo, quella sera a Firenze, gli Skunk Anansie hanno dimostrato il contrario: ogni brano suonava urgente, necessario, vivo. Setlist equilibrata tra classici e inediti, performance vocale di Skin fuori categoria, ritmica di Cass e Richardson inattaccabile. Un concerto che merita il massimo dei voti.
FAQ — Skunk Anansie Greatest Hits Tour: le domande più frequenti
Qual era la scaletta del concerto degli Skunk Anansie a Firenze?
La scaletta includeva brani come “Selling Jesus”, “Charlie Big Potato”, “Secretly”, “Weak”, “Brazen”, “Hedonism”, “Squander” (in acustica) e “You’ll Follow Me Down” come chiusura, oltre agli inediti tratti da Smashes and Trashes.
Cos’è “Smashes and Trashes” degli Skunk Anansie?
È la raccolta di Greatest Hits pubblicata dalla band britrock dopo dieci anni dall’ultimo album in studio, Post Orgasmic Chill. Oltre ai classici, contiene tre inediti: “Tear The Place Up”, “Squander” e “Because of You”.
Skin ha fatto stage diving al concerto di Firenze?
Sì. Durante “Weak”, Skin ha fatto il suo celebre stage diving, camminando sul pubblico mentre cantava e continuando a esibirsi anche durante il crowd surfing — uno dei momenti più iconici della serata.
Gli Skunk Anansie torneranno in tour in Italia?
La band ha una lunga storia di date italiane e continua a essere attiva sulla scena live internazionale. Per le date aggiornate del tour è sempre consigliabile controllare il sito ufficiale della band e i principali portali di ticketing.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
