Stef Burns League - Roots & Wings
Stef Burns League – “Roots & Wings”: dodici brani, tre continenti di registrazione e un chitarrista californiano che ha fatto dell’Italia la sua seconda casa. Questo quarto album della Stef Burns League è una parentesi a sé nella carriera di Stef Burns (all’anagrafe Stephan Birnbaum), un lavoro che arriva a sei anni di distanza dal precedente “World, Universe, Infinity” e che segna una maturazione netta nella scrittura e nella produzione. Chi segue Burns da anni ha sviluppato con il tempo un rapporto empatico con le sue sei corde: ogni disco è un’emozione diversa, ogni album un capitolo nuovo.
Ce lo dicono Alice Cooper e Sheila E, senza dimenticare Prince o Huey Lewis & the News, con i quali Burns ha girato il mondo con la Fender in spalla e l’amplificatore Marshall sparato a massimo volume. Se la faccenda si tinge di melodie blues-rock con un pizzico di jazz che non guasta mai, allora è il momento di avventurarsi nell’ascolto di “Roots & Wings”: un titolo, una storia.

Radici californiane, ali italiane
Si guarda all’America con illustre ammirazione ogni qualvolta il vibrato delle corde vocali pronuncia la parola rock, eppure è curioso prendere consapevolezza del fatto che stavolta ci troviamo di fronte a una situazione inversa: le radici sono in California, ma le ali germogliano grazie ai suoi amori — moglie, figlia e chitarra — le muse ispiratrici di questo lavoro, come Burns stesso ha avuto modo di dichiarare. La situazione geografica e sentimentale si riflette direttamente nel titolo: “Roots & Wings” non è solo un’etichetta commerciale, è un manifesto.
A onor del vero, Burns utilizza anche la Gibson — una Custom “Black Beauty” ’57, una Les Paul Supreme, una Explorer e una SG Standard — ma l’immagine del chitarrista ci riporta sempre alla Stratocaster homemade by Fender. Ed è proprio quest’ultima la protagonista dell’album, insieme alla musa ispiratrice per eccellenza: l’italianissima moglie Maddalena Corvaglia, che compare nel videoclip del primo singolo estratto, “What Doesn’t Kill Us”, uscito in anticipo rispetto all’album per l’etichetta Ultratempo/Self.
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La formazione: chi è la Stef Burns League
“Roots & Wings” conta dodici brani, di cui due strumentali, scritti da Stef Burns con il tastierista Fabio Valdemarin e il batterista Juan van Emmerloot. Roberto Tiranti (basso e cori) si unisce al gruppo in tour, completando così la formazione che prende il nome di Stef Burns League. L’album è stato registrato tra Stati Uniti, Olanda e Italia — un percorso produttivo che rispecchia perfettamente la natura ibrida del progetto — e vede la partecipazione di alcuni amici musicisti di primo piano: Faso (Elio e le Storie Tese), Paolo Costa, il californiano Dan De Shara al basso e, su un brano, anche il tastierista di Vasco Rossi, Alberto Rocchetti. Sulla carta una line-up di tutto rispetto; letto dentro il settore, una garanzia di qualità esecutiva.
Il sound: blues-rock con anima americana e cuore europeo
Il sound è di forte impatto: suoni tirati, arpeggi e ritmica che richiamano l’atmosfera delle produzioni americane più classiche, con una scrittura maturata col tempo. “Roots & Wings” si configura come un continuum naturale del precedente “World, Universe, Infinity”, ma senza risultare ripetitivo. Anzi, rende l’idea di un musicista che cammina di pari passo con l’artista, tracciando la sua strada in un territorio non proprio favorevole come quello italiano per questo genere.
Traccia per traccia: i momenti da non perdere
Il brano d’apertura è il primo singolo estratto, “What Doesn’t Kill Us”: una schitarrata adrenalinica more strong — giusto per rimanere in tema — con volumi alti e batteria sparata dritta nello stomaco. Un leggero calo ritmico caratterizza i seguenti brani “Something Beautiful” e “Miracle Days”, in cui è dato ampio risalto alla parte strumentale, di forte impatto soprattutto in quest’ultimo. Attenzione a parte merita la ballad “Home Again”: violini e chitarra acustica in apertura, poi un guitar solo tutto da ascoltare. Infusi springsteeniani, nel senso migliore del termine.
Il blues-rock di “Cover You” e della title track “Roots & Wings” sono due estratti a caso che ti aspetti di ascoltare live per poter apprezzare in pieno il talento innato e la tecnica acquisita negli anni da Burns. Nel caso in cui ci fossero dubbi, ci si può rifugiare nelle due instrumental track “Sky Angel” e “Us”, che possono essere trasmesse a iosa nelle casse dello stereo: ispirazione pura. Non disturba affatto trovare in tracklist una power ballad come “Paper Cup” o la più dolce — per linea melodica — “Patience”. In una parola: genuino.
Il giudizio finale su “Roots & Wings”
“Roots & Wings” della Stef Burns League è un disco dal sound molto ricercato che non perde di spontaneità e naturalezza. I musicisti ci sono, le muse ispiratrici anche, il significato latente e la storia a sé non mancano di certo. Per chi cerca un rock chitarristico di qualità, con radici solide nel blues americano e una sensibilità europea che ne arricchisce la tavolozza, questo album resta un riferimento solido e godibile — un lavoro che continua a dire qualcosa anche oggi, a distanza di anni dalla sua uscita.
FAQ – Stef Burns League: “Roots & Wings”
Chi fa parte della Stef Burns League?
La Stef Burns League è composta da Stef Burns alla chitarra, Fabio Valdemarin alle tastiere, Juan van Emmerloot alla batteria e Roberto Tiranti al basso e cori. Quest’ultimo si unisce al gruppo principalmente in tour.
Quante tracce contiene “Roots & Wings”?
L’album conta dodici brani in totale, di cui due strumentali: “Sky Angel” e “Us”.
Qual è il singolo principale di “Roots & Wings”?
Il primo singolo estratto è “What Doesn’t Kill Us”, che include anche un videoclip con la moglie di Burns, Maddalena Corvaglia.
Dove è stato registrato l’album?
“Roots & Wings” è stato registrato tra Stati Uniti, Olanda e Italia, riflettendo la natura internazionale del progetto.
Quali ospiti compaiono nell’album?
Tra i musicisti ospiti figurano Faso (Elio e le Storie Tese), Paolo Costa, Dan De Shara e Alberto Rocchetti, tastierista di Vasco Rossi.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
