Il 23 ottobre 2026 è arrivato su tutte le piattaforme digitali Schegge (Le foglie), il nuovo singolo di Tancredi che dà il via a un progetto costruito attorno a una regola precisa: un album intero registrato in nove giorni, una canzone al giorno, tutto ripreso dalle telecamere. Si chiama Odissea 2001, e tancredi schegge le foglie è il primo tassello pubblico di questo esperimento, nonché la prova che il cantautore stia lavorando a qualcosa di strutturalmente diverso rispetto a una normale uscita discografica.
Un singolo che apre un progetto, non una semplice uscita
Schegge (Le foglie) non è un singolo stand-alone lanciato per testare il mercato. È la porta d’ingresso di Odissea 2001, un progetto che ha nella sua genesi la caratteristica più interessante: ogni canzone dell’album è stata composta e registrata in una singola giornata, per nove giorni consecutivi. Il risultato è un disco che porta con sé la tensione e la concentrazione di un processo creativo compresso, senza le correzioni infinite che normalmente accompagnano una produzione standard.
La canzone è firmata da Nashley, che ha curato la scrittura, mentre la produzione è di Samuele Murdaca. Entrambi sono stati parte attiva delle sessioni di registrazione documentate, non semplici collaboratori a distanza. Questo dettaglio conta: Odissea 2001 è un progetto collettivo nel metodo, anche se Tancredi ne è il centro artistico.
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Nove giorni, una canzone al giorno, tre videomaker
Il formato scelto per Odissea 2001 è quello che rende la notizia concretamente interessante oltre al singolo stesso. Tre videomaker hanno seguito le sessioni di registrazione per circa otto ore al giorno, documentando ogni fase del processo creativo. Non si tratta di un making-of confezionato a posteriori, ma di una ripresa in tempo reale di come nasce un disco quando il tempo è il vincolo principale.
Il materiale raccolto è confluito in una serie disponibile su YouTube, dove Tancredi, Nashley e Samuele Murdaca compaiono insieme e raccontano — attraverso le immagini più che attraverso le parole — cosa significa costruire un album in condizioni di pressione autoimposta. Otto ore di riprese al giorno per nove giorni significano oltre settanta ore di girato grezzo: una quantità di materiale che trasforma il progetto in qualcosa che si avvicina più a un documentario musicale che a una semplice promozione discografica.
Perché il formato conta quanto la musica
Nel panorama della musica italiana contemporanea, la scelta di rendere visibile e verificabile il processo creativo è ancora abbastanza rara da meritare attenzione. Non si tratta di trasparenza per principio, ma di una decisione che cambia il modo in cui l’ascoltatore si rapporta al prodotto finale. Sapere che Schegge (Le foglie) è nata in una singola giornata, con Nashley alla scrittura e Murdaca alla produzione, modifica la prospettiva con cui si ascolta il brano: non è un pezzo rifinito all’infinito, ma qualcosa di catturato in un momento specifico.
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Questo tipo di approccio — che ha precedenti internazionali in progetti come i Tiny Desk Concerts o le sessioni live documentate di alcuni artisti indie anglosassoni — viene qui applicato non alla performance ma alla composizione vera e propria. È una distinzione sostanziale: mostrare come si suona è diverso da mostrare come si scrive e si registra, con tutte le incertezze e le decisioni rapide che quel processo comporta.
Il singolo disponibile dal 23 ottobre
Tancredi schegge le foglie — inteso come il cantautore che attraverso questo brano lascia tracce, frammenti di un progetto più ampio — è ora ascoltabile su tutte le piattaforme digitali a partire dal 23 ottobre 2026. La serie YouTube che accompagna Odissea 2001 offre un contesto che raramente si trova a corredo di un’uscita discografica italiana: non un lyric video, non un videoclip tradizionale, ma la documentazione di un intero ciclo creativo.
Resta da vedere come l’album completo prenderà forma nella sua pubblicazione, e quali delle nove canzoni registrate in quei giorni arriveranno al pubblico nei prossimi mesi. Per ora, Schegge (Le foglie) stabilisce il tono e il metodo di un progetto che vale la pena seguire non solo per la musica, ma per quello che dice su come un artista può scegliere di lavorare — e di mostrare quel lavoro — nel 2026.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
