Sarà pure che Rolling Stone è la Bibbia del rock mondiale, sarà pure che chi la legge se ne intende. Però ci sono cose inviolabili nella vita. E una di queste si chiama Barbie Girl.

Alzi la mano chi tra i cd sparsi per la casa non si ritrova un po’ ammaccato Aquarium, il cd degli Aqua, o chi negli anni ’90 non ha ballato sulle note di Barbie Girl; non dico per forza o intenzionalmente, ma anche per caso a una festa da amici, o in macchina alla radio.

Il sondaggio della rivista Rolling Stone puzza un po’ di vendetta della suocera che non ha digerito dopo anni e anni il matrimonio del figlio. Si perchè, almeno qui in Italia, di intellettuali e delle loro cerchie ce ne abbiamo un po’ piene le tasche.

PROLOGO – Dall’alto del loro trono i guru della Rolling Stone sono giunti ad una constatazione: gli anni ’90 sono gli anni del grounge e dell’alternative rock dove band più o meno già conosciute e affermate hanno composto canzoni indimenticabili: da One degli U2 a Losing my Religion dei Rem.

Ma, come afferma la rivista, in quegli anni nelle radio impazzavano non solo le canzoni dei Nirvana e dei Radiohead ma anche tanta, tantissima musica spazzatura, almeno così da loro definita. A partire da questa considerazione l’ideona è quella di un sondaggio per stilare tra i rifiuti, una lista del peggio del peggio.

Primo posto per Barbie Girl degli Aqua, che nel maggio del 1997  con la pubblicazione del singolo raggiunsero un successo planetario, conquistando il vertice delle classifiche di numerosi paesi. A fare scalpore più di tutto fu il video che accompagnava la hit dove il quartetto, in veste fumettistica, mise in scena una Barbie story: Lene Nystrøm interpretava la bambola Barbie e René Dif rappresentava invece il fidanzato Ken.

Se quegli anni li avete vissuti non faticherete a ricordare che fu proprio il video ad alzare un polverone che coinvolse il gruppo e la casa produttrice del giocattolo, la Mattel, che contestò l’uso non autorizzato del marchio e definì la “Barbie degli Aqua” un volgare oggetto sessuale.

Ora se c’è una cosa certa, questa è il successo della band danese negli anni novanta. Perchè allora voler macchiare dopo tanti anni una canzone che è rimasta nell’immaginario collettivo come simbolo del divertimento e dell’allegria di una generazione di ragazzi che tanti problemi e grilli per la testa non voleva avere e che preferiva ad una nottata in discoteca con musica house l’ironia di un cervello che a suo modo voleva dire qualcosa fuori dal coro.

Secondo posto per la Macarena del duo Los del Rio; non so voi ma a me capita ancora di ballarla con gli amici.

Nella lista nera anche la povera e ignara regina del pop Céline Dion con la colonna sonora del film Titanic, My heart will go on. Di lei e della sua canzone hanno detto:  “Nonostante ciò  proprio come il film Titanic è invecchiata molto male. Tuttavia se l’avessimo ascoltata a 13 anni magari guardando la pellicola, probabilmente ci saremmo messi a piangere”. Anche volendo ignorare le accuse velate ad una delle più belle pellicole che il mondo mai più conoscerà, c’è da dire che questi commenti negativi, fuori da ogni logica, potrebbero far innervosire anche la mia ultra ottantenne nonna.

Un ultimo consiglio: re e regine della musica cercate di scendere di qualche gradino giù dall’Olimpo.

Per fare un tuffo negli anni della vostra adolescenza il vide di Barbie Girl:

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