La 39a edizione di Bologna Festival, che si terrà tra primavera e autunno, verrà aperto l’8 aprile prossimo all’Auditorium Manzoni da Zubin Mehta e dall’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino (in programma, la Sinfonia n.8 Incompiuta di Schubert e la Settima Sinfonia di Bruckner) e si articolerà, come di consueto, nelle sezioni Grandi Interpreti, Talenti e Il Nuovo l’Antico.

La manifestazione, sotto la sovrintendenza e direzione artistica di Maddalena Da Lisca (dopo le 27 edizioni dirette da Mario Messinis), mantiene la struttura che il professore veneziano le aveva dato: una sezione dedicata ai Grandi Interpreti, una dedicata ai Talenti e un’altra intitolata “Il nuovo e l’antico” dedicata alla musica antica, Ci sarà inoltre il ciclo Carteggi musicali, che si articolerà in quattro appuntamenti dedicati agli epistolari di Beethoven, Verdi, Šostakovič, Mahler e Strauss sotto forma di conversazioni e letture curati da stimati musicologi e note voci di Rai Radio3 come Guido Barbieri, Giovanni Bietti, Giordano Montecchi, Enzo Restagno, con interventi musicali di Albertina Dalla Chiara (pianoforte), Larissa Wissel (soprano) e Francesco Ricci (pianoforte), Pierpaolo Maurizzi (pianoforte), Dženana Mustafić (soprano) e Giacomo Tesini (violino), e l’evento “Arte Sella in Concerto“, con Mario Brunello, mirabile interprete di Bach, che eseguirà al violoncello piccolo Sonate e Partite di Bach tra le opere a cielo aperto di Arte Sella (Borgo Valsugana) domenica 17 maggio insieme al clavicembalista Roberto Loreggian.

Questo il programma diviso per sezioni. Per quanto riguarda la sezione Grandi Interpreti, mercoledì 8 aprile, al Teatro Manzoni, concerto inaugurale con Zubin Mehta e l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, martedì 14 aprile al Teatro Manzoni András Schiff eseguirà al pianoforte musiche di Mozart e Beethoven, domenica 19 aprile, sempre al Teatro Manzoni, sarà la volta del Monteverdi Choir & Consort Soloists con gli English Baroque, diretti da Sir John Eliot Gardiner, che suoneranno brani di Claudio Monteverdi con strumenti originali. Giovedì 7 maggio sarà la volta del Balthasar Neumann Ensemble, diretto da Thomas Hengelbrock, che eseguirà le Sinfonie n.5 e n.6 di Beethoven, mentre giovedì 14 maggio 2020 si esibirà l’Orchestra Barocca Zefiro, diretta da Alfredo Bernardini (che per l’occasione suonerà anche l’oboe) con i Sei Concerti Brandenburghesi di Bach. Martedì 26 maggio, alla Basilica di Santa Maria dei Servi, i The Tallis Scholars, diretti da Peter Phillips, suoneranno brani di Taverner, Tavener, Sheppard, Tallis, Allegri, Croce, Pärt e De Victoria, mentre lunedì 15 giugno, nuovamente al Teatro Manzoni, Alexandre Kantorow al pianoforte eseguirà brani di Brahms, Fauré, Bartók e Liszt. Chiude la sezione il concerto al pianoforte di mercoledì 30 settembre al Teatro Manzoni di Evgeny Kissin, che eseguirà il Notturno in si maggiore op.62 n.1, l’Improvviso in la bemolle maggiore op.29, l’Improvviso in fa diesis minore op.36, l’Improvviso in sol bemolle maggiore op.51, lo Scherzo n.1 in si minore op.20 e la Polacca n.6 in sol bemolle maggiore di Chopin, la Sonata op.1 di Berg e i Tre Preludi per pianoforte di Gershwin.

La rassegna Talenti porta sulla scena bolognese giovani artisti emergenti, vincitori di importanti concorsi, come il Premio Venezia, il Premio Trio di Trieste o il Bologna International Vocal Competition con cui Bologna Festival collabora quest’anno per la prima volta. In diversi spazi di notevole pregio architettonico (Oratorio di San Filippo Neri, Palazzo Magnani, Palazzo Aldrovandi Montanari, Salone Bolognini della Biblioteca San Domenico) si potranno ascoltare il diciottenne pianista Elia Cecino, vincitore del Premio Venezia; la violinista Clarissa Bevilacqua impegnata in un programma solistico che spazia da Bach a Milstein; il violoncellista Alessio Pianelli, allievo di Sollima e Demenga che allena la sua creatività interpretativa su Schumann, Prokof’ev e Šostakovič; il Quintetto Lauterproject che riunisce musicisti premiati in concorsi internazionali e attivi nei più importanti festival cameristici; Christine Arsenova (soprano), Ana Isabel Lazo (soprano) e Jorge Espino (baritono), i finalisti del nuovo concorso lirico Bologna International Vocal Competition, impegnati in arie di Mozart, Bellini, Puccini, Verdi e Čajkovskij; il Trio Gaon, vincitore del prestigioso Premio Trio di Trieste, che propone due capolavori cameristici di Beethoven: il Trio op.70 n.2 e il Trio Arciduca. Al miglior interprete della rassegna Talenti, vincitore del Premio del Pubblico, da quest’anno verrà assegnata una borsa di studio.

La sezione Il Nuovo e l’Antico porterà in scena sette programmi che intersecano la nuova musica con la musica antica, a partire dal 17 settembre all’Oratorio di San Filippo Neri, con l’appuntamento inaugurale affidato a Bruce Dickey, cornettista tra i più rinomati  al mondo che ha contribuito in modo determinante alla riscoperta di questo antico strumento. Nel suo programma Breathtaking (mozzafiato) il cornetto si confronta con la voce umana, quella del soprano Hana Blažíková. Secondo appuntamento il 22 settembre, con la prima esecuzione italiana del lavoro di Georg Friedrich Haas Solstices per 10 strumenti al buio totale. Settanta minuti di musica al buio, un singolare esperimento percettivo in cui ci guida il FontanaMIX ensemble. Interamente dedicato alla poesia in musica, a Torquato Tasso e la musica, il programma dell’Accademia d’Arcadia che intona madrigali di Luca Marenzio, Claudio Monteverdi, Gesualdo da Venosa, Luzzasco Luzzaschi, Antonio Il Verso. Luigi Nono e Claudio Monteverdi sono i protagonisti del concerto del 13 ottobre, che vede impegnati in Das atmende Klarsein l’ensemble La Stagione Armonica, Sergio Balestracci (direzione), Alvise Vidolin (regia del suono) e Roberto Fabbriciani (flauto basso), già primo interprete del lavoro di Nono; nella seconda parte del concerto, la Messa a quattro voci da cappella di Monteverdi. Con un organico del tutto originale che riunisce arpa doppia, viola da gamba, violino barocco e clavicembalo Il Caleidoscopio Ensemble (16 ottobre) offre una selezione di brani di Corelli, Stradella, Pasquini e Scarlatti. Il violoncellista Michele Marco Rossi nel suo programma Esili lame di luce (20 ottobre) traccia un’ampia traiettoria temporale, dal Rinascimento ai giorni nostri. In alloro mutò il suo pianto. Il canto di Dafne sulle spoglie di Orfeo, opera per tre solisti, voce recitante, piccolo ensemble e live electronics è una nuova produzione di Bologna Festival che racconta la faccia nascosta del mito di Orfeo secondo il punto di vista della ninfa Dafne. Le musiche di Luigi Sammarchi – che incontrano le armonie antiche di Caccini, Peri, Frescobaldi, Sances – seguono testi e drammaturgia di Guido Barbieri. In scena per la prima esecuzione, il 28 ottobre: Ex Novo Ensemble, Roberto Abbondanza (baritono), Pamela Lucciarini (soprano), Barbara Zanichelli (soprano).

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