Si è spenta nella sua casa di Detroit, all’età di 76 anni, la cantante americana Aretha Franklin, soprannominata da tutti la Regina del Soul: la Franklin si è spenta forse proprio per quel cancro al pancreas che aveva smentito di avere qualche anno fa. L’annuncio è stato dato da diversi media americani, tra cui Sky News, che citano la sua portavoce Gwendolyn Quinn.

Aretha, nata a Memphis il 25 marzo 1942 da un padre predicatore e una madre pianista e cantante, cominciò a cantare gospel nel coro della New Bethel Baptist Church di Detroit, dove suo padre era pastore, e a 18 anni aveva già firmato un contratto con la Columbia, etichetta con cui ebbe i primi successi prima di sfondare sotto la Atlantic alla fine degli anni Sessanta. A cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, alcuni suoi brani diventarono patrimonio musicale mondiale come “Respect”, “Think”, “Chain of fools”, “I say a little player” e “You Make Me Feel (Like A Natural Woman)”.

Aretha aveva imparato da maestri come Ray Charles e Otis Redding cosa fosse il soul ma il suo modo di cantare aveva portato la musica nera, definitivamente, nella cultura popolare americana e del mondo intero. Tra il 1967 e il 1968, Aretha portò dieci singoli consecutivi nella Top Ten e dal 1968 vinse per otto anni consecutivi il Grammy, diventando un simbolo per le donne, per i neri e per gli artisti. Time le dedicò una copertina, definendola semplicemente “singer“, cantante. Impossibile dimenticare anche il suo cameo nel film “The Blues Brothers” nei panni di una proprietaria di fast food severa e spigolosa. Aretha Franklin fu anche la prima donna a entrare nella Rock and Roll Hall of Fame nel 1987.

Nel 2009 Aretha aveva cantato per l’insediamento di Barack Obama alla Casa Bianca rifiutandosi, invece, di farlo quando era stata la volta di Donald Trump. La sua ultima esibizione è stata lo scorso novembre a New York al gala della fondazione di Elton John per la lotta all’Aids mentre il suo ultimo concerto risale al giugno 2017, dopodichè aveva annunciato la sua decisione di smettere quasi completamente di esibirsi dal vivo e all’inizio di quest’anno aveva dovuto cancellare alcuni concerti, tra cui uno a Newark per il suo 76esimo compleanno, su suggerimento dei medici.

La Franklin era una delle più celebri personalità della cultura popolare del Novecento ed era una delle icone universalmente riconosciute della cultura afroamericana: la sua forte personalità e il suo carattere non sempre facile non avevano comunque posto ostacoli alla sua voce meravigliosa e per molti Aretha Franklin è stata la voce femminile del Novecento così come lo è stato Frank Sinatra quando si parla di voci maschili. Noi vi lasciamo alla celebre scena di “The Blues Brothers”. Rest in peace Aretha.

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