L’infanzia, gli anni cremonesi, gli esordi, la carriera, gli amori, l’ultimo concerto e lo straordinario rapporto con Mauro Balletti: questi sono i punti attraverso i quali si snoda la mostra “Ti racconto Mina“, un allestimento che Cremona ha dedicato alla sua più celebre concittadina nell’anniversario dei 60 anni di carriera.

Nella prestigiosa sede di Palazzo Comunale, nella sala che per tanti anni ha ospitato i preziosi violini della collezione comunale, da giovedì 2 agosto sarà visitabile l’allestimento dedicato a questa grande interprete della canzone italiana: alla cerimonia di apertura erano presenti, tra gli altri, il sindaco Gianluca Galimberti, l’assessore al Turismo Barbara Manfredini e il maestro Renzo Donzelli degli “Happy Boys” che lanciarono nel mondo della canzone la giovane Mina Mazzini.

L’esposizione, che rimarrà aperta fino al 31 dicembre 2018 e sarà visitabile negli orari di apertura di Palazzo comunale, ripercorre la carriera di Anna Maria Mazzini in arte Mina: sarà presente anche una postazione multimediale e alcuni totem che permetteranno al visitatore di riscoprire soprattutto com’era Mina da bambina e da ragazza, prima del suo debutto sul palco di Rivarolo del Re, il 24 settembre di sessant’anni fa, grazie al materiale d’archivio del giornale La Provincia di Cremona. Insieme alla mostra è in fase di programmazione, in sinergia con CrArT Cremona Arte e Turismo, un percorso speciale sulle orme di Mina dal titolo “Via Aporti 37, Cremona racconta Mina” che partirà dal mese di settembre: sempre a settembre ci sarà un incontro speciale con Maria Francesca Polli autrice del testo “Volevo scriverti da tanto” singolo scelto per lanciare l’ultimo album di Mina “Maeba“.

Nata a Busto Arsizio nel 1940 da famiglia cremonese, Mina è una delle più grandi cantanti di tutti i tempi grazie a una voce unica, che il tempo non ha intaccato, oltre che alla sua capacità di sperimentare e di reinventarsi sempre di album in album. Dal 1978 Mina ha chiuso con i concerti dal vivo e con le esibizioni sia televisive che radiofoniche, mantenendo però il suo rapporto con il pubblico, grazie anche alla pubblicazione, ogni anno, di un nuovo disco di inediti che spaziano di volta in volta dal pop al jazz, dalla canzone napoletana alla bossa nova, dalla musica sacra alla rivisitazione di grandi standard internazionali.

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