Luciano Ligabue | © ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images
Dichiarazioni forti e importanti sono quelle che Luciano Ligabue ha rilasciato al settimanale Vanity Fair in una delle interviste più intime della sua carriera: il rocker di Correggio si racconta a Vanity Fair come figlio e come padre, mettendo a nudo aspetti della propria vita privata fino ad allora rimasti lontani dai riflettori. Un artista che sul palco si dà anima e corpo al suo pubblico, ma che preferisce tenere per sé le vicende delle quattro mura domestiche. In questa conversazione parla della figura del padre, del rapporto con il suo — scomparso precocemente — e di come lui stesso vive oggi la paternità. E racconta anche dei tre figli mai nati.
Il libro e il punto di partenza: “Il rumore dei baci a vuoto”
L’occasione dell’intervista è la pubblicazione del nuovo libro di Ligabue, “Il rumore dei baci a vuoto”, una raccolta di racconti in cui l’autore rende partecipe il lettore anche delle vicende personali legate al padre. È morto poco più di dieci anni fa, fulminato da un cancro nel giro di quattro mesi dalla diagnosi, ma Luciano rivela come quel breve lasso di tempo sia stato molto più intenso di tutti gli anni trascorsi fino a quel momento. Il libro diventa così lo specchio di un percorso interiore che va ben oltre la narrativa: è un atto di elaborazione pubblica del dolore privato, raro per un artista della sua statura.
Ligabue si racconta: il rapporto con il padre
Ligabue si è trovato vicino al padre come non mai proprio negli ultimi mesi di vita di quest’ultimo, loro che avevano caratteri così diversi e modi di fare opposti. Due spiriti inconciliabili, ma che alla fine hanno saputo trovare un punto di incontro. Lo stesso Ligabue ha dichiarato a Vanity Fair:
I miei sono stati insieme tutta la vita con gioia. Persone semplici, vitali, capaci di stare con gli altri. Papà l’ho perso nel 2001. Diceva: dopo i 70 ogni anno è regalato. È morto a 71. Tumore all’intestino. Quattro mesi dalla diagnosi. Io stavo girando un film, Da zero a dieci. Ci siamo parlati più in quei mesi che in tutta la vita. Lui era un Ariete, testosterone puro, reattivo, io Pesci, faceva fatica a capire questo figlio che parlava poco, non capiva nemmeno cosa volesse dire essere timido. Ci siamo visti, in quei mesi. Mia madre, dopo, sembrava che volesse morire anche lei. Poi si è attaccata a mio figlio Lenny, e dopo è venuta Linda.

Ligabue padre: Lenny, Linda e le difficoltà della paternità a distanza
Ed è proprio dei figli che Ligabue si mette a raccontare subito dopo, con quella franchezza che caratterizza tutta l’intervista. Parla di Lenny e Linda, avuti da due donne diverse, e delle difficoltà di essere un padre presente nonostante un lavoro che lo porta spesso lontano da casa e nonostante il divorzio. Sulla paternità ha detto:
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Lenny non vive con me, Linda sì. È molto diverso. Lenny ora è un adolescente, ha un grandissimo talento musicale, a due anni teneva il tempo dei Nirvana con le bacchette, ha molto più orecchio di me, vuol fare da solo, naturalmente. Linda ha sette anni, è vanitosa, ingenua, molto popolare fra le amiche. Li amo.
Letto dentro il settore, questo tipo di apertura è raro per un artista abituato a proteggere la propria sfera familiare. Ligabue sceglie Vanity Fair come luogo di confessione, e il risultato è un ritratto inaspettatamente toccante di un uomo che fa i conti con la distanza fisica dai propri figli senza mai smettere di sentirsi padre a pieno titolo.
Il dolore più grande: i tre figli mai nati
Subito dopo, Luciano Ligabue affronta l’argomento più doloroso dell’intera intervista, consentendo al pubblico di entrare nelle piaghe più profonde della sua intimità: la perdita di un figlio. A lui è successo ben tre volte, senza averli mai visti nascere. Una sofferenza straziante, resa ancora più pesante dal silenzio sociale che spesso circonda questo tipo di lutto. Ha dichiarato:
Ne avrei voluti altri, di figli. Tanti. Ne ho persi tre. Due nel passato, uno pochi anni fa da Barbara, la madre di Linda. Al sesto mese di gravidanza. Un lutto che non trova casa, nessuno lo considera un vero lutto.
Sulla carta, pochi artisti italiani della sua generazione hanno avuto il coraggio di parlare pubblicamente di aborto spontaneo e di gravidanza interrotta in termini così diretti. Ligabue lo fa senza retorica, con la stessa essenzialità che caratterizza i suoi testi migliori.
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Un ritratto completo: l’uomo oltre l’artista
Da questa intervista a Vanity Fair emerge ancora una volta la persona ricca e profonda che è Ligabue. Non solo un artista poliedrico, capace di raccontare la vita e le emozioni nelle forme più svariate — dalla musica alla letteratura al cinema — ma anche un uomo che vive i propri dolori nell’intimità, traendo da essi la spinta per andare avanti. Figlio che ha imparato a conoscere il padre solo quando era troppo tardi, padre che cerca ogni giorno di non ripetere lo stesso errore: è questo il Ligabue che Vanity Fair restituisce ai lettori, e che vale la pena conoscere oltre i concerti e i dischi.
FAQ — Ligabue a Vanity Fair: le domande più frequenti
Di cosa parla l’intervista di Ligabue a Vanity Fair?
Ligabue si racconta a Vanity Fair come figlio e come padre: parla del rapporto con il padre scomparso, del legame con i figli Lenny e Linda, e della perdita di tre figli mai nati. L’intervista è legata alla pubblicazione del libro “Il rumore dei baci a vuoto”.
Quanti figli ha Ligabue?
Ligabue ha due figli: Lenny, avuto da una precedente relazione, e Linda, avuta da Barbara. Ha inoltre perso tre figli durante la gravidanza, un tema che affronta apertamente nell’intervista.
Cosa racconta Ligabue del padre?
Racconta di un rapporto difficile, segnato da caratteri opposti, che si è trasformato in vicinanza autentica solo negli ultimi quattro mesi di vita del padre, stroncato da un tumore all’intestino. Quel periodo breve è diventato, nelle sue parole, più intenso di tutti gli anni precedenti messi insieme.
Qual è il libro di Ligabue citato nell’intervista?
“Il rumore dei baci a vuoto” è la raccolta di racconti pubblicata da Ligabue che fa da sfondo all’intervista su Vanity Fair, con riferimenti autobiografici alla figura paterna e alle esperienze di vita privata.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
