Lorenzo Jovanotti - Backupp Tour | © Mimmo Lamacchia
Erano in 20.000 i fan accorsi allo Stadio Arechi di Salerno per assistere al live di Jovanotti: la città campana si è raccolta in un abbraccio intimo e festoso, trascinata dall’energia contagiosa del “ragazzo fortunato”. #Lorenzoneglistadi è stato l’hashtag che ha infiammato i social quella sera, e l’Arechi ha risposto presente con una delle tappe più memorabili del Backup Tour. A scaldare il pubblico ci hanno pensato in apertura Clementino e il DJ Claudio Coccoluto, ma è alle 21.05 circa che sulle note di “Django” il palco ha introdotto la band di Jovanotti, dando il via ufficiale alla serata.
Il look e l’apertura: Ciao Mamma apre le danze
Pantaloni blu cobalto e giacca per metà gialla e per metà rosa: questo il look scelto da Lorenzo per il Backup Tour. Il concerto apre ufficialmente le danze con “Ciao mamma” per poi proseguire con i più vecchi successi remixati come “Gimme Five“, “Non M’annoio“, “Megamix“. Un inizio che ha fatto esplodere l’Arechi fin dai primissimi accordi, confermando perché #Lorenzoneglistadi l’Arechi risponde presente è diventato un grido collettivo sui social quella notte.
La scaletta: un viaggio tra rap, funk, ska ed elettronica
Come un grillo carico di energia, Jovanotti si dimena per tutta la lunga pedana del palco allestito. I suoi brani corrono tra rap, funk con accenni di ska, passando per l’elettronica, in un percorso che attraversa passato e presente della sua carriera: “Serenata Rap“, “La mia Casa“, “Safari“, la più recente “Tensione evolutiva”, “Tutto l’amore che ho”, “Ora”, “Ti porto via con me”. Poi un medley di alcuni dei brani che hanno fatto la storia della musica italiana — Venditti, Ligabue, Modugno — usato come introduzione alla suggestiva “La Notte dei Desideri“.

Il momento più emozionante: i puntini, la chitarra e Gente della notte
Cala il silenzio sull’Arechi quando, in completo scuro, Jovanotti imbraccia la chitarra e racconta della sua infanzia; di quando amava “fare il gioco dei puntini” sulla settimana enigmistica: “Erano gli anni ’80, amavo fare il giochino dell’unire i puntini. Nell’82 l’Italia vinceva i mondiali; poi ho iniziato a modificare il gioco creando figure diverse partendo da un numero a caso. Arrivavano gli anni ’90 e ascoltai un discorso di Steve Jobs alla tv in cui diceva: ‘Unisci i puntini e vedrai cosa esce’. Era il mio stesso discorso, così come le stelle, infiniti puntini da unire. E le figure che possono venire fuori sono infinite. Perché vi ho raccontato tutto questo? Perché in serate come queste io smetto di seguire i puntini, li unisco a caso e vedo cosa esce fuori e vedo che se di fronte a questa infinita scelta che abbiamo, noi possiamo decidere ogni giorno come unire i puntini, ogni volta ne viene fuori uno diverso. E se non ci piace possiamo cancellare e ricominciare….” E parte una versione unplugged di “Gente della notte” in cui l’emozione gioca al cantante lo scherzo di dimenticarne le parole — un momento di umanità autentica che il pubblico dell’Arechi ha accolto con un’ovazione.
Il gran finale: due ore e mezza di pura energia
L’inconfondibile basso di Saturnino introduce “Tanto, Tanto, Tanto” e un Jovanotti in versione arlecchino spinge il pubblico in una festosa dance session che prosegue con “Muoviti, muoviti“, “Io Danzo“, “Una tribù che balla“, per poi riprendere fiato con la poetica “A te“. La magia cala sull’Arechi. Si chiude dopo 2 ore e mezza di energia con “L’ombelico del Mondo” e “Ragazzo Fortunato“, ma Lorenzo ha ancora voglia di divertire e divertirsi: arriva “Penso Positivo“, sul cui finale ringrazia il pubblico con un messaggio che vale come buon auspicio: “Ho una cosa da dirvi, l’ultima: noi possiamo farcela!”
Perché #Lorenzoneglistadi all’Arechi è rimasto nella storia
Letto dentro il settore, il concerto di Salerno ha rappresentato molto più di una tappa di tour: è stato la dimostrazione che Jovanotti sa leggere ogni piazza con sensibilità diversa. L’Arechi, stadio abituato al calcio e alle grandi emozioni sportive, ha scoperto quella sera di saper contenere anche un’altra forma di tifo collettivo. Sulla carta era una data del Backup Tour; nella realtà è diventata una delle serate di cui i salernitani continuano a parlare. #Lorenzoneglistadi l’Arechi risponde presente: non solo un hashtag, ma la sintesi perfetta di ciò che accade quando un artista e una città si incontrano davvero.
FAQ su Jovanotti al Backup Tour all’Arechi di Salerno
Quante persone hanno assistito al concerto di Jovanotti all’Arechi di Salerno?
Circa 20.000 fan hanno riempito lo Stadio Arechi di Salerno per la data del Backup Tour, rendendo la serata una delle più partecipate del tour.
Chi ha aperto il concerto di Jovanotti all’Arechi?
Ad aprire la serata ci hanno pensato Clementino e il DJ Claudio Coccoluto, scaldando il pubblico prima dell’ingresso in scena di Lorenzo.
Qual è stata la prima canzone suonata da Jovanotti all’Arechi?
Dopo l’introduzione strumentale con “Django”, Jovanotti ha aperto ufficialmente il suo set con “Ciao mamma“.
Quanto è durato il concerto del Backup Tour a Salerno?
Lo show è durato circa 2 ore e mezza, chiudendosi con “Penso Positivo” e il messaggio finale al pubblico.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
