Paola Turci|& copy;Vittorio Zunino Celotto/Getty Images
Paola Turci è tornata con il nuovo album “Le storie degli altri”, un disco che segna un momento importante nella carriera della cantautrice romana e chiude una trilogia discografica ambiziosa, avviata con “Attraversami il cuore” e proseguita con “Giorni di rose”. Un progetto triennale che, sulla carta, sembrava destinato a semplificarsi con il tempo — e che invece si è rivelato il capitolo più complesso e personale dei tre.
Una trilogia che racconta tutto: dall’amore alla società
Nei lavori precedenti Paola Turci aveva esplorato i temi dell’amore e dell’universo femminile. Con “Le storie degli altri” la prospettiva si allarga: è la società, con le sue contraddizioni, le sue fragilità e i suoi silenzi, a diventare protagonista. La cantautrice racconta così il percorso che l’ha portata a completare la trilogia:
“In un periodo di crisi come questo ho deciso di mettermi al lavoro su tre dischi, pensando che l’ultimo dei tre sarebbe stato il più semplice da realizzare. In realtà è stato il più complesso. A tre anni di distanza mi rendo conto che quello di cui avevo bisogno era raccontare di ogni tipo di sentimento.”
👉 Leggi anche: Come mai di Gino Paoli: storia di un capolavoro
Un’ammissione che dice molto su come questo album sia nato: non come conclusione programmata, ma come necessità espressiva autentica.
Le parole di Paola Turci: «Avevo bisogno di parole più alte delle mie»
Sul proprio sito ufficiale, la cantante ha descritto con precisione il senso profondo di questo ritorno discografico:
“A distanza di tre anni, mi rendo conto che era quello di cui avevo bisogno: raccontare di percorsi, di visioni, di fragilità, di gioia, dolore, rabbia e ogni tipo di sentimento che abbiamo a disposizione. E per farlo avevo bisogno anche di confronti, avevo bisogno di parole più alte delle mie per riuscire a prendere quelle nuvole sospese su piene di tutto.”
👉 Leggi anche: Ultimo annuncia nuovo album Pianeti
Letto dentro il settore, questo tipo di dichiarazione segnala un’artista che ha scelto consapevolmente la collaborazione come strumento creativo, non come ripiego.

Tracklist e collaborazioni: chi ha lavorato al disco
L’album è composto da 8 tracce e vede Paola Turci collaborare con nomi di primo piano della scena italiana. Tra i più attesi, la presenza di Francesco Bianconi dei Baustelle — una firma che conferisce al progetto una cifra stilistica precisa, sospesa tra cantautorato e indie-pop colto. C’è poi Marcello Murru, autore del brano “Devi andartene”: un pezzo che racconta di un monarca in decadenza, nato da un senso di stanchezza collettiva. La Turci ha tenuto a precisare che i riferimenti ai fatti politici italiani sono del tutto casuali — ma è difficile non cogliervi una lettura del tempo presente.
Spicca anche la presenza di una cover di “Si può”, il celebre brano firmato da Giorgio Gaber e Sandro Luporini. Un omaggio sentito, che la cantante ha accompagnato con una dichiarazione d’intenti: lavorare in futuro a un album interamente dedicato a Gaber. Un progetto da tenere d’occhio.
Il tour: le prime date dal vivo
Dopo l’uscita del disco, Paola Turci è tornata anche sui palchi italiani. Il tour è partito il primo maggio, con la prima data fissata a Reggio Emilia: un ritorno live che i fan attendevano e che rappresenta la naturale prosecuzione di un percorso artistico che, con “Le storie degli altri”, trova la sua espressione più matura e ambiziosa.
FAQ su Paola Turci e «Le storie degli altri»
- Cos’è «Le storie degli altri» di Paola Turci?
- È il terzo e ultimo capitolo della trilogia discografica di Paola Turci, che include anche «Attraversami il cuore» e «Giorni di rose». L’album è composto da 8 tracce e affronta temi sociali, oltre a quelli personali ed emotivi già esplorati nei dischi precedenti.
- Chi ha collaborato all’album?
- Tra i collaboratori figurano Francesco Bianconi dei Baustelle e il cantautore Marcello Murru. Il disco include anche una cover di «Si può» di Giorgio Gaber e Sandro Luporini.
- Paola Turci è andata in tour con il nuovo album?
- Sì. Il tour è partito il primo maggio con una prima data a Reggio Emilia, portando dal vivo i brani del nuovo disco.
- Cosa significa il titolo «Le storie degli altri»?
- Il titolo riflette la volontà della cantautrice di uscire dalla sfera strettamente personale per raccontare percorsi, visioni e sentimenti collettivi — le storie, appunto, di chi ci sta intorno.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
