Pino Daniele - Neapolis Festival @Giffoni Film Festival - Ph. A. Moraca
Pino Daniele in un’intervista al quotidiano La Repubblica lancia un messaggio chiaro e appassionato: «Tutti insieme sul palco, difendiamo la musica». Le parole del musicista partenopeo arrivano mentre si avvicinano i tre concerti previsti al Palapartenope il 28, 29 e 30 dicembre, appuntamenti che si preannunciano come un evento straordinario per Napoli e per l’intera scena musicale italiana. Un cast già ricchissimo accompagnerà Pino Daniele sul palco, ma le sorprese non tardano ad arrivare: anche gli ‘A67 si uniranno alla super-band composta da James Senese, Rino Zurzolo, Joe Amoruso, Tony Esposito e Tullio De Piscopo. Ai musicisti storici e alla new entry, come annunciato in precedenza, si aggiungeranno Eugenio Bennato, la Nuova Compagnia di Canto Popolare, Enzo Gragnaniello, Teresa De Sio e i Napoli Centrale.
Il contesto: da sei sold-out a un nuovo capitolo
I prodromi di questo progetto si lasciano apprezzare con ben sei concerti a ridosso tra il vecchio e il nuovo anno — tutti sold-out — al Palapartenope di Napoli. Forti del successo riscontrato, e dopo l’unica data estiva in Piazza del Plebiscito, si ritorna al Palapartenope con lo stesso spirito: grandi ospiti, una superband e tre serate per lo spettacolo «Napul’è – Tutta n’ata Storia». Un titolo che è già un programma, sulla carta e nella sostanza.
Ad aggiungersi al naples power ci saranno gli ‘A67, band alternative rock formatasi nella periferia di Napoli, con all’attivo tre album studio pubblicati e numerosi premi e riconoscimenti. Una scelta che racconta bene l’intenzione di Daniele: aprire il cerchio, non chiuderlo.
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L’intervista a La Repubblica: «Difendiamo la musica»
Nel frattempo che i preparativi per lo spettacolo prendono forma, nell’intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica Pino Daniele ha avuto modo di raccontare l’idea che ha portato alla realizzazione di un evento di tale portata. «L’idea è quella di proporre una sorta di cronistoria della musica napoletana degli anni Settanta» — dice — «in linea con quello che accadeva nelle altre città d’Italia». Un modo, dunque, di tenere vivo il patrimonio musicale napoletano e italiano nel suo complesso: «un passaggio di testimone a una generazione nuova, spiegando che la memoria è importante».
Letto dentro il settore, il messaggio di Daniele va oltre la semplice nostalgia. «Tutti insieme sul palco, difendiamo la musica» è una dichiarazione d’intenti collettiva: la musica come bene comune da proteggere, condividere e tramandare. «Sarà un’occasione straordinaria per divertirci, divertire e fare cultura» — conclude il musicista partenopeo.
Un patrimonio da difendere: il significato culturale dell’evento
Uno sguardo alle nuove generazioni, dunque, per tenere viva la memoria e valorizzare un patrimonio musicale e culturale che pochi — o nessuno — può vantare al mondo. «Napul’è – Tutta n’ata Storia» non è solo un titolo evocativo: è la sintesi di un progetto che vuole dimostrare come la scena napoletana degli anni Settanta abbia anticipato tendenze, mescolato generi e costruito un’identità sonora unica, ancora oggi riconoscibile e influente. Tre serate al Palapartenope per ricordarlo, celebrarlo e, soprattutto, difenderlo.
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FAQ
Cosa ha dichiarato Pino Daniele a La Repubblica?
In un’intervista al quotidiano La Repubblica, Pino Daniele ha dichiarato «Tutti insieme sul palco, difendiamo la musica», spiegando che i concerti al Palapartenope vogliono essere una cronistoria della musica napoletana degli anni Settanta e un passaggio di testimone alle nuove generazioni.
Chi si esibisce con Pino Daniele al Palapartenope?
Sul palco, insieme a Pino Daniele, saliranno James Senese, Rino Zurzolo, Joe Amoruso, Tony Esposito, Tullio De Piscopo, gli ‘A67, Eugenio Bennato, la Nuova Compagnia di Canto Popolare, Enzo Gragnaniello, Teresa De Sio e i Napoli Centrale.
Cos’è lo spettacolo «Napul’è – Tutta n’ata Storia»?
È il titolo dei tre concerti al Palapartenope di Napoli, pensati come un grande evento collettivo che celebra e racconta la musica napoletana degli anni Settanta, con una superband e numerosi ospiti speciali.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
