Quello che (non) ho - logo | Pagina Facebook
“Quello che (non) ho” è lo spettacolo televisivo condotto da Fabio Fazio e Roberto Saviano andato in onda su LA7 in tre prime serate consecutive, con inizio alle 21.10, dagli studi allestiti all’interno delle Officine Grandi Riparazioni di Torino. Un format che ha saputo mescolare politica, satira, cinema e musica attorno a un’idea semplice quanto ambiziosa: rimettere al centro del discorso pubblico la forza e la responsabilità della parola. Tra i protagonisti musicali più attesi e ricordati della trasmissione spiccano Elisa, i Litfiba e Raphael Gualazzi, ciascuno con una performance capace di lasciare il segno.
Il format: tre serate, una parola cara
Ogni puntata di “Quello che (non) ho” è costruita attorno alla parola “cara” scelta da ciascun ospite e condivisa con il pubblico. L’idea, presentata da Fabio Fazio al Salone del Libro di Torino, nasce con un obiettivo dichiarato: “che la trasmissione riesca a porre di nuovo l’attenzione sulla responsabilità della parola“. Sulla carta, un esperimento televisivo controcorrente, letto dentro il settore come una scommessa coraggiosa in un panorama dominato dall’intrattenimento leggero. Le Officine Grandi Riparazioni, con la loro atmosfera industriale e al tempo stesso culturalmente densa, hanno fatto da cornice ideale a un racconto che alterna monologhi, interventi politici e momenti musicali di alto livello.

La musica al centro: De André come filo conduttore
Nel corso della serata inaugurale sono stati molti gli spazi dedicati alla musica. “Quello che non ho“, celebre pezzo di Fabrizio De André, oltre ad essere utilizzato come sigla del programma, ha fatto da sottofondo ad alcuni dei monologhi andati in scena. Il brano — uno dei più densi e letterariamente costruiti del cantautore genovese — è diventato il cuore pulsante dell’intera operazione televisiva, un riferimento costante attorno a cui si sono intrecciate le diverse voci degli ospiti.
I Litfiba e la cover di De André: il momento di Piero Pelù
“Quello che non ho” è stato poi interpretato dal vivo dai Litfiba, che sul palco delle Officine Grandi Riparazioni ne hanno eseguito una cover. Un momento atteso, ma non privo di imperfezioni: non sono passate inosservate le incertezze di Piero Pelù nel ricordare le parole del testo. Un intoppo non da poco, trattandosi di un brano in cui ciascuna parola ha un peso preciso nella costruzione dell’intero pezzo. La performance ha comunque mantenuto la sua carica emotiva, confermando quanto il repertorio di De André sappia resistere anche alle reinterpretazioni rock.
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Elisa e “Father And Son”: la performance più emozionante
Elisa è ospite fissa delle tre puntate e nella prima serata le è stata affidata l’interpretazione di “Father And Son“, il classico di Cat Stevens. Seduta al pianoforte, la cantante di Monfalcone ha offerto una lettura sentita ed emozionante del brano, capace di fermare il pubblico in sala. Elisa è tra le voci italiane più rispettate anche a livello internazionale, e la scelta di affidarle un pezzo così intimamente legato al rapporto tra generazioni si è rivelata perfetta nel contesto di una trasmissione che ragiona proprio sul peso delle parole tramandate.
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Raphael Gualazzi e “Summertime”: una ninna nanna al pianoforte
Altro momento da ricordare è il live di Raphael Gualazzi, che al pianoforte ha interpretato “Summertime“, lo standard jazz tratto dalla Porgy and Bess di Gershwin. “La prossima parola è una ninna nanna” — ha detto Fazio annunciando il giovane pianista e cantautore marchigiano — “ce la canta Raphael Gualazzi“. Una scelta raffinata, coerente con il tono della serata: Gualazzi ha trasformato il classico in un momento sospeso, intimo, perfettamente in linea con la riflessione sulla parola come cura e come conforto. La sua presenza conferma come “Quello che (non) ho” abbia puntato su artisti capaci di dialogare con il grande repertorio senza snaturarlo.
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Gli altri ospiti: Pacifico, Vinicio Capossela e non solo
La musica non si esaurisce con la prima puntata. Tra gli ospiti attesi nelle serate successive figurano Pacifico e Vinicio Capossela, due artisti che con la parola hanno un rapporto privilegiato e letterario. La loro presenza rafforza l’identità del programma: non uno show musicale nel senso tradizionale, ma uno spazio in cui la canzone diventa veicolo di pensiero, proprio come accade nei migliori esempi della tradizione cantautorale italiana.
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FAQ su “Quello che (non) ho” con Elisa, Litfiba e Raphael Gualazzi
Dove è stato registrato “Quello che (non) ho”?
Lo spettacolo è stato registrato e trasmesso dagli studi allestiti all’interno delle Officine Grandi Riparazioni di Torino, uno spazio culturale e industriale che ha contribuito all’atmosfera unica del programma.
Chi conduce “Quello che (non) ho”?
Il programma è condotto da Fabio Fazio e Roberto Saviano, su LA7 in prima serata.
Che canzone ha cantato Elisa in “Quello che (non) ho”?
Elisa ha interpretato “Father And Son” di Cat Stevens, suonando al pianoforte in una performance considerata tra le più toccanti dell’intera trasmissione.
Cosa hanno cantato i Litfiba nel programma?
I Litfiba hanno eseguito una cover di “Quello che non ho” di Fabrizio De André, brano che dà anche il titolo alla trasmissione e ne costituisce la sigla.
Quale brano ha suonato Raphael Gualazzi?
Raphael Gualazzi ha interpretato “Summertime”, il celebre standard jazz di George Gershwin, al pianoforte.
Quante puntate ha “Quello che (non) ho”?
Il programma è composto da tre puntate in prima serata, tutte trasmesse su LA7 a partire dalle 21.10.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
