Il 9 ottobre 2009 segna una data importante per la scena indie italiana: esce Eleven, l’album d’esordio degli Stereo Plastica, band originaria di Vercelli che con questo disco chiude simbolicamente un capitolo e ne apre uno nuovo. Un esordio atteso, almeno da chi li seguiva dal vivo, e costruito con cura artigianale.
Stereo Plastica: chi sono e da dove vengono
Gli Stereo Plastica non sono una band nata dal nulla. Dietro il nome si nasconde una storia lunga oltre un decennio, durante la quale il gruppo ha cambiato identità più volte — prima come Upside Fancy Stereo, poi come Viola Maldita — dedicandosi principalmente alle cover e costruendo una solida esperienza live. Undici anni di palchi, prove e rodaggio prima di osare con materiale originale: non è poco, e si sente.
Eleven: il significato di un titolo
Il titolo Eleven non è casuale. L’undici è il numero che racconta tutto: gli anni di carriera della band e le undici tracce che compongono l’album. Un disco che, sulla carta, funziona come un bilancio e insieme come una dichiarazione d’intenti. Nonostante il gruppo sia italiano, le canzoni sono interamente in inglese — una scelta precisa, coerente con le influenze che animano il progetto.
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Il suono: brit, funk e disco
Letto dentro il settore, Eleven si colloca in un territorio ben definito: il brit-rock come ossatura, con innesti di funk e disco che alleggeriscono senza snaturare. I riferimenti più immediati sono i Franz Ferdinand e i Gossip, due nomi che all’epoca rappresentavano il meglio di quel sound trascinante e danzabile. Non è imitazione: è una lingua musicale che gli Stereo Plastica hanno fatto propria dopo anni di ascolti e concerti.
La produzione: Fabrizio Chiapello al timone
A dare forma al suono dell’album è Fabrizio Chiapello, produttore noto per le sue collaborazioni con Baustelle e Subsonica — due punti di riferimento dell’indie e del rock alternativo italiano. Una scelta che garantisce all’esordio degli Stereo Plastica una qualità produttiva fuori dal comune per una band emergente, e che contribuisce a dare al disco una dimensione più ampia di quella che ci si potrebbe aspettare da un primo lavoro.
Perché Eleven degli Stereo Plastica vale ancora la pena di essere ascoltato
A distanza di anni, Eleven rimane un documento interessante di come il brit-rock filtrato attraverso la sensibilità italiana potesse produrre qualcosa di genuino. Non un capolavoro da manuale, ma un esordio onesto, ben suonato e con una personalità riconoscibile — il risultato di una band che aveva già pagato il suo debito con il palco prima ancora di entrare in studio. Per chi vuole riscoprire la scena indie italiana di quegli anni, questo album è un punto di partenza più che valido.
FAQ — Stereo Plastica e Eleven
- Quando è uscito Eleven degli Stereo Plastica?
- L’album è uscito il 9 ottobre 2009.
- Chi ha prodotto Eleven?
- Il disco è stato prodotto da Fabrizio Chiapello, noto per le collaborazioni con Baustelle e Subsonica.
- Quante canzoni contiene l’album?
- Eleven contiene undici tracce, tutte in lingua inglese.
- Da dove vengono gli Stereo Plastica?
- La band è originaria di Vercelli.
- Quali sono le influenze musicali degli Stereo Plastica?
- Il suono del gruppo mescola brit-rock, funk e disco, con riferimenti a Franz Ferdinand e Gossip.
- Quali nomi ha avuto la band prima di diventare Stereo Plastica?
- Il gruppo ha operato in precedenza come Upside Fancy Stereo e Viola Maldita.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
