Steven Tyler|©DRIAN SANCHEZ-GONZALEZ/AFP/Getty Images
Cinque o sei milioni di dollari spesi in droghe, una vita segnata da ricadute e riabilitazioni, e la consapevolezza di essere ancora vivo quasi per miracolo. Steven Tyler e i milioni di dollari spesi in droghe non sono solo un aneddoto da gossip rock: sono una delle confessioni più scomode e lucide che un frontman abbia mai rilasciato pubblicamente. Il cantante degli Aerosmith, in un’intervista a una tv australiana rimasta negli annali del giornalismo musicale, ha messo i numeri sul tavolo senza battere ciglio, trasformando la propria dipendenza in una testimonianza brutalmente onesta.
«Ho sniffato mezzo Perù»: la cifra choc di Steven Tyler
Quando l’intervistatore australiano ha chiesto a Tyler quanto avesse speso in sostanze stupefacenti nel corso della sua carriera, la risposta è arrivata senza esitazioni: circa 5 o 6 milioni di dollari. «Si potrebbe anche dire che io abbia sniffato mezzo Perù», ha aggiunto il cantante con quella miscela di autoironia e disincanto che lo contraddistingue. Una battuta che fa ridere e fa riflettere allo stesso tempo, perché dietro quella cifra astronomica c’è una storia di dipendenza che ha rischiato di distruggerlo.
Tyler e il chitarrista Joe Perry si sono guadagnati il soprannome di «Toxic Twins» proprio per gli eccessi che hanno caratterizzato gli anni d’oro degli Aerosmith. Un’etichetta che, sulla carta, potrebbe sembrare un titolo di merito nel mondo del rock, ma che nella realtà ha significato anni di caos, concerti al limite del collasso e rapporti personali devastati.

Il budget della droga equivaleva a quello scolastico di uno Stato americano
Non è la prima volta che Tyler parla apertamente del suo rapporto con le sostanze stupefacenti. In un’altra intervista, il cantante aveva rivelato un dettaglio ancora più sconcertante: a un certo punto, facendo i conti, si era reso conto che il gruppo spendeva in un anno per la droga l’equivalente del budget annuale per l’istruzione di uno Stato americano. Un paragone che rende la portata degli eccessi degli Aerosmith più concreta di qualsiasi altra descrizione.
Letto dentro il settore, questo tipo di spesa non era poi così insolito per le grandi band degli anni ’80: i tour erano macchine da soldi enormi, i contratti discografici garantivano anticipi milionari, e il confine tra budget di produzione e spese personali era spesso inesistente. Ma pochi hanno avuto il coraggio di quantificarlo con la precisione di Tyler.
Gli anni ’80, i concerti degli Aerosmith e le dosi massicce
Nell’intervista australiana, Tyler ha raccontato i retroscena dei concerti degli Aerosmith negli anni ’80: dosi massicce di droghe che circolavano backstage, performance portate avanti in stati alterati, una macchina organizzativa che girava intorno agli eccessi quasi come se fossero parte del rider tecnico. Un’epoca che oggi viene romanticizzata, ma che per chi la viveva dall’interno aveva contorni molto più cupi.
La cocaina era la sostanza principale, quella che Tyler stesso ha definito capace di renderlo «un mezzo idiota», incapace di vivere come un essere umano normale. Una dipendenza che non ha risparmiato nessun aspetto della sua vita privata: matrimoni naufragati, rapporti con i figli compromessi, una quotidianità ridotta a frammenti.
La riabilitazione: dal 1986 a oggi, un percorso non lineare
Il primo ingresso in un centro di disintossicazione risale al 1986, un anno che Tyler considera una svolta, anche se non definitiva. Nel corso degli anni ci sono state ricadute, nuovi percorsi di recupero, momenti di crisi che hanno fatto temere il peggio. Il cammino verso la sobrietà, come spesso accade, non è stato una linea retta ma un percorso tortuoso, fatto di passi avanti e di scivoloni.
Oggi, stando alle sue stesse dichiarazioni, Tyler sembra aver dato un taglio netto agli eccessi del passato. «Mi sento davvero fortunato per essere ancora vivo», ha detto nell’intervista australiana, e quella frase — semplice, diretta — pesa più di qualsiasi analisi. Perché nel rock, come nella vita, non tutti quelli che hanno percorso quella strada sono riusciti a tornare indietro.
Steven Tyler e i milioni di dollari spesi in droghe: cosa ci insegna questa storia
La vicenda di Tyler non è solo la cronaca di un eccesso rock and roll. È la storia di come la dipendenza possa convivere per anni con il successo, mascherata dalla grandiosità dei palchi e dei numeri da capogiro. È anche, però, la storia di chi ce l’ha fatta a raccontarla in prima persona, con una lucidità che molti suoi contemporanei non hanno avuto la possibilità di raggiungere.
Per chi segue la musica non solo come intrattenimento ma come fenomeno culturale e umano, la confessione di Tyler rimane uno dei documenti più onesti sull’industria rock degli anni ’80: un’epoca irripetibile, affascinante e pericolosa in egual misura.
FAQ: Steven Tyler e la dipendenza da droghe
- Quanto ha speso Steven Tyler in droghe?
- Secondo le sue stesse dichiarazioni, Steven Tyler ha speso tra i 5 e i 6 milioni di dollari in sostanze stupefacenti nel corso della sua carriera.
- Perché Tyler e Joe Perry vengono chiamati «Toxic Twins»?
- Il soprannome «Toxic Twins» nasce dagli eccessi condivisi tra Tyler e il chitarrista Joe Perry durante gli anni più intensi degli Aerosmith, in particolare nel corso degli anni ’80.
- Quando è entrato per la prima volta in rehab?
- Steven Tyler è entrato per la prima volta in un centro di disintossicazione nel 1986, anche se nel corso degli anni ha attraversato diverse ricadute prima di raggiungere una sobrietà più stabile.
- Quale droga ha usato principalmente Steven Tyler?
- Tyler ha parlato soprattutto dell’uso massiccio di cocaina, definendola la sostanza che lo aveva reso incapace di vivere normalmente. Ha anche fatto riferimento ad altre droghe nel contesto degli eccessi degli Aerosmith negli anni ’80.
- Steven Tyler è ancora in vita?
- Sì. Tyler è ancora attivo e ha più volte dichiarato di sentirsi fortunato per essere sopravvissuto agli anni più bui della sua dipendenza.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
