Subsonica a Firenze | © MelodicaMente
Sono arrivati in ritardo alla conferenza stampa, perché assediati da centinaia di fan che erano andati a vederli alla Feltrinelli RED: i Subsonica sono stati accolti più che calorosamente dal pubblico fiorentino, che li ha visti protagonisti assoluti al Mandela Forum di Firenze il 28 novembre, nell’ambito del tour di «Una nave in una foresta», il disco che ha segnato il grande ritorno del gruppo torinese dopo tre anni di silenzio discografico. Un evento che resta nella memoria dei fan come uno dei concerti più ambiziosi e tecnologicamente avanzati mai visti in Italia.
«Una nave in una foresta»: il titolo, il significato, il contesto
Il titolo «Una nave in una foresta» deriva dal detto piemontese «Una barca nel bosco», rivisitato dalla band per raccontare un’epoca di disorientamento collettivo. Come hanno spiegato Max Casacci e Samuel in conferenza stampa, l’album «rappresenta un sentimento di spaesamento che abbiamo riscontrato in tantissime persone che abbiamo incontrato in tutta Italia, e lo abbiamo costruito pensando a questo presente abbastanza complicato in maniera forte. Questo album è una reazione a questo». Un’immagine potente — una nave fuori posto, immersa nel verde — che sintetizza perfettamente la tensione tra identità e contesto che attraversa ogni traccia del disco.
I Subsonica si sono ritrovati a lavorare su «Una nave in una foresta» dopo aver seguito individualmente le loro vite e i loro progetti per qualche anno. Il risultato è un album compatto, con una sola collaborazione esterna: quella con Michelangelo Pistoletto nel brano «Il terzo paradiso». Il disco si apre con una dedica a Don Gallo, figura simbolica di impegno civile e prossimità umana.
Il tour nei Palasport: tecnologia, sostenibilità e ambizione
Il tour legato all’album — partito da Jesolo e approdato a Firenze il 28 novembre al Mandela Forum — ha rappresentato un salto di qualità netto rispetto a qualsiasi cosa i Subsonica avessero fatto in precedenza. Lo hanno detto chiaramente Max Casacci e Samuel durante la conferenza stampa fiorentina:
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«Questo tour è il più ambizioso, tecnologico e sorprendente rispetto a quello che abbiamo mai fatto negli anni. Sarà un palco con superfici mobili e ci sarà un impianto a luci interamente composto da led e senza lampade ad incandescenza, così da abbattere l’impatto sull’ambiente.»
Attenzione all’ambiente, dunque, in un momento in cui il rapporto tra industria musicale e sostenibilità è diventato un tema centrale nel settore. E non è un dettaglio secondario: i Subsonica hanno tenuto a precisare che, con questo allestimento, erano la prima band italiana a utilizzare un impianto luci interamente a LED su scala Palasport — prima di loro, in Italia, lo avevano fatto solo i Radiohead.
Il palco con superfici mobili ha trasformato ogni serata in uno spettacolo visivo oltre che musicale, coerente con l’estetica elettronica e sperimentale che da sempre caratterizza il gruppo torinese. Letto dentro il settore, si tratta di una scelta che ha anticipato di anni la direzione che molti altri artisti italiani avrebbero poi preso.

Firenze e i Subsonica: un rapporto speciale
La tappa fiorentina ha avuto un sapore particolare fin dalla vigilia. L’assedio alla Feltrinelli RED — centinaia di fan ad aspettare la band, conferenza stampa in ritardo — ha fotografato bene il rapporto che i Subsonica hanno costruito con il pubblico italiano nel corso degli anni: fedele, appassionato, trasversale per generazione. Sulla carta, portare un gruppo di musica elettronica sperimentale a riempire i Palasport potrebbe sembrare un’impresa difficile. Nella realtà, i Subsonica ci sono riusciti senza mai cedere alla banalità della musica commerciale, mantenendo una coerenza artistica che il pubblico ha sempre saputo riconoscere e premiare.
Il prezzo del biglietto — fissato a 20 euro più prevendita — è stato un segnale preciso: nessuno escluso dalla grande festa elettronica. Una scelta che, ancora oggi, vale la pena ricordare come esempio di attenzione verso il proprio pubblico.
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Tracklist di «Una nave in una foresta»
1. Una nave in una foresta
2. Tra le labbra
3. Lazzaro
4. Attacca il Panico
5. Di domenica
6. I cerchi degli alberi
7. Specchio
8. Ritmo Abarth
9. Licantropia
10. Il Terzo Paradiso
FAQ — Subsonica e «Una nave in una foresta» a Firenze
Cosa significa il titolo «Una nave in una foresta»?
Il titolo è una rielaborazione del detto piemontese «Una barca nel bosco» e rappresenta, nelle parole della band, un sentimento di spaesamento collettivo vissuto in un periodo storico complesso. L’immagine di qualcosa fuori dal suo contesto naturale è il filo conduttore dell’intero album.
Dove si è tenuto il concerto dei Subsonica a Firenze?
La tappa fiorentina del tour di «Una nave in una foresta» si è svolta al Mandela Forum di Firenze il 28 novembre.
Qual era la novità tecnologica del tour dei Subsonica?
Per la prima volta in Italia, i Subsonica hanno utilizzato un impianto luci interamente composto da LED, senza lampade a incandescenza, riducendo significativamente l’impatto ambientale dello show. Prima di loro, in Italia, solo i Radiohead avevano adottato una soluzione simile su questa scala.
Chi ha collaborato con i Subsonica nell’album?
L’unica collaborazione esterna dell’album è quella con l’artista Michelangelo Pistoletto nel brano «Il terzo paradiso». Il disco si apre inoltre con una dedica a Don Gallo.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
