Su queste pagine abbiamo parlato, in maniera approfondita e sentendo tutte le parti, del problema del bagarinaggio dei concerti musicali e del “secondary ticketing”, ovvero la rivendita online dei biglietti dei concerti a prezzo più che maggiorato. Ora questa saga (è proprio il caso di definirla così) si arricchische di un nuovo capitolo grazie a Ticketone.

Infatti Ticketone, società che vende gli ingressi per i concerti e che era stata coinvolta nello scandalo del secondary ticketing, ha annunciato, con una conferenza stampa tenutasi a Milano, un ricorso all’Autorità delle Comunicazioni o AgCom, sostenendo che la nominatività dei biglietti non risolverà il problema del bagarinaggio. Queste le parole dell’amministratore delegato Stefano Lionetti: “È possibile eliminare il bagarinaggio, i siti sono pochi e conosciuti: abbiamo certificato con un notaio 180 pagine di offerte di biglietti rivenduti a prezzi maggiorati, per un concerto di Jovanotti il biglietto di 59,80 euro viene rivenduto a 190 e anche a 237, altri artisti anche 400 o 800 euro. Ma la nominatività non risolve il problema”. La nota azienda che cura le vendite degli ingressi ai concerti ha anche detto che per battere il bagarinaggio il sistema di nominatività dei biglietti per le strutture con oltre 5.000 posti (quindi stadi e palastrutture) va abolito o almeno ripensato, in quanto foriero di caos, lunghe code e spettatori che non riescono a entrare nelle varie location.

La presa di posizione di Ticketone ha generato, come era comprensibile, una immediata reazione da parte delle associazioni dei consumatori. La prima è stata l’Unione Nazionale Consumatori nella figura del suo presidente Massimiliano Dona, che ha duramente commentato le parole del gestore: “E’ incomprensibile come si possa sostenere che i biglietti nominativi non risolvano il problema del secondary ticketing, visto che la stessa Ticketone evidenzia quello che noi andiamo denunciando da tempo, ossia come ancora oggi siano rivenduti i biglietti acquistati. Condivisibile, invece, che siano finalmente sanzionati i siti internet attraverso i quali si effettua il bagarinaggio”.

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