Da pochi giorni Claudio Enrico Paolo Baglioni, anche conosciuto come “Cucaio“, ha festeggiato i suoi 70 anni di vita. E la sua città, Roma, ha deciso di celebrarlo con un regalo molto speciale a Centocelle, quartiere trasteverino in cui si fece conoscere dal pubblico attraverso un concorso di canzoni.

Baglioni, vero e proprio pioniere della musica italiana che ha rivoluzionato il concetto di performance live, prima cantando ovunque, dai camion ai balconi, per poi inaugurare i grandi raduni negli stadi ed essere il primo a portare la scena al centro delle arene, ha ringraziato sui propri canali social i fan per i tanti messaggi arrivati in occasione dei suoi 70 anni, con una particolare dedica per un murales creato da un suo gruppo di fan presso Casa San Felice, casa-famiglia gestita dal parroco dell’omonima chiesa nel quartiere romano di Centocelle a Roma e che raffigura un primo piano dell’artista insieme alle note e alle parole di “Strada facendo“, suo celebre brano del 1981.

Il murales è stato realizzato dallo street artist Mauro Palotta, in arte Maupal, in collaborazione con lo staff di www.doremifasol.org (sito di riferimento per i fan di Baglioni) e ha spiazzato il cantautore romano: “È una sorpresa indescrivibile. Ma come vi è saltato in mente?!? Nel quartiere dove sono stato bambino e adolescente. A Centocelle, dove sono diventato un ragazzo. Nella piazza in cui son salito, per la prima volta, su un palco senza lontanamente immaginare quel che sarebbe accaduto in seguito. Su una parete della casa famiglia San Felice proprio davanti a quel palchetto del tempo che fu. L’avete pensata bella. Una gran cosa per una buona causa. Il mio apprezzamento e la mia gratitudine non hanno voce e parole sufficienti e adeguate. È una sensazione bizzarra e stupefacente. E, per una volta tanto, fa davvero piacere essere “sbattuti su un muro”. Un muro, che in quegli anni, temevo si alzasse per sempre tra me e tutti gli altri e che oggi si fa testimonianza di un incontro che dura da allora. Un insieme di piccole storie vissute o mai risapute che la vita ha narrato nel romanzo di ognuno di noi. Nello stesso momento ringrazio coloro che con doni e pensieri diversi si sono ricordati di me e della mia prossima età. Sono tanti di numero e ciascuno con la sua firma e la sua fantasia. A tutti vorrei dire il mio bene perché a darlo non ne sarei capace. Si cresce e ci si fa grandi ma non si smette mai di essere timidi e schivi. A combattere il tempo come si fa? Si può battere ancora a tempo di musica. Sul tempo che va”.

Baglioni, dopo 50 anni di musica e 60 milioni di copie venduti nel mondo, festeggerà il suo compleano il 2 giugno con l’opera-concerto “In questa storia che è la mia“, trasposizione del suo diciassettesimo album in studio pubblicato il 4 dicembre 2020 e che sarà trasmessa in streaming sulla piattaforma ITsART dal Teatro Olimpico di Roma. Una messa in scena della sua autobiografia fatta in musica presentata dal suo primo singolo e inedito “Altrove e qui” e che è un vero e proprio concept album diviso in 14 capitoli, accompagnati da un’introduzione (“Capostoria”) e un finale (“Finestoria“) e che è stato pensato per lasciare un segno di sè.

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