Filippo Miotto
Filippo Miotto: «…in arte Jlaceli», ma non vi dico perché
Dalla provincia biellese al cuore della musica italiana: Filippo Miotto è uno di quegli artisti che si capisce subito essere arrivati a destinazione dopo un percorso lungo e tormentato, fatto di generi attraversati uno per uno, di esperienze di vita che si sono sedimentate nelle canzoni. Il risultato di questo viaggio è «…in arte Jlaceli», il suo album più personale, da cui è stato estratto il singolo «Per far sognare la gente». Noi di MelodicaMente lo abbiamo incontrato per un’intervista a cuore aperto… ma con un pizzico di mistero irrisolto, proprio come suggerisce il titolo del disco.
«Per far sognare la gente»: l’amore adolescenziale come punto di partenza
È appena uscito «Per far sognare la gente», singolo estratto dall’album «…In arte Jlaceli». In questo pezzo affronti un tema molto coinvolgente e vicino a ognuno di noi: l’amore forte e focoso dell’adolescenza. Come mai hai deciso di parlare di uno spaccato così specifico della vita?
Perché negli anni che caratterizzano la nostra vita io considero quelli dell’adolescenza i più romanticamente coinvolgenti. Quando si è adolescenti tutto è esasperato e l’amore adolescenziale è ricco di emozioni forti e stupende, è la scoperta di un nuovo modo per guardare il mondo.

Il titolo misterioso: «…in arte Jlaceli», ma non vi dico perché
È la domanda che tutti si pongono ascoltando il disco per la prima volta: cosa significa «…in arte Jlaceli»? Il titolo è volutamente enigmatico, e Filippo Miotto lo sa benissimo. Letto dentro il settore, un titolo così funziona come un gancio narrativo: crea attesa, alimenta la curiosità e trasforma ogni ascolto in una piccola caccia al tesoro. Ma l’artista biellese non ha nessuna intenzione di svelare il segreto adesso.
Il titolo del tuo album è sicuramente particolare e non di immediata comprensione. Puoi spiegarci il significato del nome che hai scelto?
Preferisco non rispondere alla tua domanda, mi sono ripromesso di svelare questo «segreto» solo quando uscirà il 2° album. Scaramanzia…
Sulla carta potrebbe sembrare una risposta evasiva, ma in realtà è una scelta artistica precisa: il titolo diventa parte integrante dell’esperienza del disco, un enigma che accompagna l’ascoltatore brano dopo brano. E il fatto che Miotto lo leghi all’uscita del secondo album trasforma il mistero in un filo narrativo che attraversa l’intera carriera.
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Il concept del disco: la vita in tutte le sue sfumature
Nel disco entri nel merito di questioni e problemi del quotidiano, oscillando tra tematiche più leggere come il già citato amore adolescenziale e altre decisamente più impegnate, quali la tossicodipendenza e la perdita di un genitore. Alla fine qual è il concept che tiene insieme tutti i pezzi di questo mosaico?
Il concept che tiene insieme i pezzi di questo disco è la vita: felice, amorevole, dolorosa ma sempre e comunque entusiasmante! Penso che sia il concept più interessante che ci sia.
«Si può urlare una cosa senza gridare»: la filosofia artistica di Miotto
Parlando della tua esperienza artistica e personale, recentemente hai dichiarato di aver capito che «si può urlare una cosa senza gridare». Cosa intendi esattamente?
Ho capito che nella musica come nella vita non sempre vince chi urla più forte anzi… Spesso sono proprio le parole sussurrate che portano il messaggio senza modificarne il significato.

Dal coro di paese al rock: le radici musicali di Filippo Miotto
Il tuo primo approccio alla musica è stato con tuo padre al coro della chiesa di paese, da lì poi sei passato al rock, che ti ha folgorato sulla via di Damasco. Cosa ti ha colpito allora di questo genere e come si è evoluto questo rapporto tra te e il rock nel tempo?
Per riprendere il tema dell’amore adolescenziale il rock è stato (musicalmente) il mio primo grande amore! E come ogni grande amore che si rispetti rimane sempre con noi. Dopo 10 anni passati a cantare, scrivere e suonare rock ho deciso che era ora di far emergere «In arte Jlaceli».
Il cantautore e il processo alchemico della scrittura
Oltre che interprete, tu sei diretto autore dei tuoi brani. La figura del cantautore è da sempre molto controversa: c’è chi nei pezzi mette le proprie esperienze personali, chi invece attinge da un vissuto comune o da vicende di attualità. Tu dove trovi lo stimolo per scrivere? E come riesci a tradurre in melodie e ritmo i tuoi pensieri?
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Osservo le cose che accadono intorno a me, a volte parlo di esperienze vissute in prima persona, altre volte invece prendo in prestito il vissuto di altre persone e lo mescolo al mio. Scrivere canzoni è un processo alchemico in cui gli ingredienti sono i semi stessi della vita.
Chi è oggi Filippo Miotto
Dopo aver dedicato l’intera vita alla musica, come si vede Filippo Miotto? Chi è adesso?
Filippo adesso è un uomo sereno, felice e consapevole che la vita è una cosa meravigliosa!
FAQ su Filippo Miotto e «…in arte Jlaceli»
Cosa significa «…in arte Jlaceli», il titolo dell’album di Filippo Miotto?
Filippo Miotto ha scelto di non rivelare il significato del titolo «…in arte Jlaceli», promettendo di svelare il segreto solo in occasione dell’uscita del suo secondo album. Una scelta scaramantica, ma anche narrativa: il mistero fa parte dell’opera stessa.
Da dove viene Filippo Miotto?
Filippo Miotto è originario della provincia di Biella, nel Piemonte. Ha mosso i primi passi musicali nel coro della chiesa del suo paese, per poi avvicinarsi al rock e infine sviluppare un proprio stile cantautorale personale e riconoscibile.
Qual è il singolo estratto dall’album «…in arte Jlaceli»?
Il singolo estratto dall’album è «Per far sognare la gente», un brano che racconta l’intensità dell’amore adolescenziale, quella stagione della vita in cui ogni emozione è amplificata e il mondo si scopre per la prima volta attraverso gli occhi di chi ama.
Quali temi affronta l’album «…in arte Jlaceli»?
Il disco spazia dall’amore adolescenziale alla tossicodipendenza, passando per la perdita di un genitore. Il filo conduttore, come spiega lo stesso Miotto, è la vita in tutte le sue sfaccettature: gioiosa, dolorosa, sempre entusiasmante.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
