Lautari - "C'era cu c'era" - Artwork
I Lautari sono tornati con un nuovo album che ha fatto parlare di sé in tutto il panorama della world music italiana. “C’era cu c’era” è il nuovo disco della band siciliana, prodotto dall’etichetta catanese fondata da Carmen Consoli, la Narciso Records: undici tracce che affondano le radici nella tradizione popolare siciliana e la rilanciano con una vitalità sorprendente. Tra i brani spiccano la cover di “Notte Chiara” e “Focu di raggia”, scritta per il Karmen With A Happy End di Goran Bregovic e interpretata dall’amica Carmen Consoli — presenza che, sulla carta, conferisce al progetto un peso specifico non indifferente nel settore.
Un album nato dalla tradizione popolare siciliana
Per confezionare i brani che compongono la tracklist del nuovo album, la band siciliana ha ampiamente attinto alla tradizione popolare, com’è nel suo stile consolidato. Già il titolo ricalca la tipica formula d’esordio delle fiabe popolari — l’equivalente siciliano di “C’era una volta” — e non è una scelta casuale: i Lautari si propongono esplicitamente come cantastorie contemporanei, custodi di un immaginario collettivo che rischia di andare perduto.
Gli strumenti utilizzati raccontano questa scelta in modo eloquente: mandolino, mandoloncello, fisarmonica, piva, cajon, djembé e darbouka si intrecciano creando un’atmosfera densa di antiche suggestioni, capace di trasportare l’ascoltatore in un altrove sospeso tra memoria e presente.
Lautari – “C’era cu c’era” – Artwork
Il ruolo di Carmen Consoli e la Narciso Records
Letto dentro il settore, il coinvolgimento di Carmen Consoli come produttrice — attraverso la sua etichetta Narciso Records, con sede a Catania — non è un dettaglio marginale. La cantautrice siciliana ha da sempre dimostrato una sensibilità rara verso le radici musicali del Sud Italia, e la sua firma su “C’era cu c’era” dei Lautari è la garanzia di un lavoro curato tanto nella sostanza quanto nella forma. Carmen Consoli interpreta personalmente “Focu di raggia”, brano che porta con sé una storia precisa: era stato scritto per lo spettacolo di Goran Bregovic, e ritrovarlo qui, in un contesto folk siciliano, gli conferisce una nuova vita.
I temi del disco: satira, denuncia e amore
“C’era cu c’era” arriva a cinque anni di distanza dall’uscita del precedente “Arrè” e propone i Lautari nelle vesti di cantastorie che offrono al pubblico racconti quanto mai vari. Si passa dalla satira pungente di “Cavaleri” alla denuncia civile di “Tra u desertu e u mari”, in cui un nordafricano racconta la sua lotta quotidiana per la sopravvivenza. E poi c’è l’amore, declinato in tutte le sue forme: sanguigno e distruttivo in “Focu di raggia”, intenso in “La Cifalota”, spirituale in “Santa e picciridda”.
Il disco è stato presentato in una serie di showcase che hanno toccato diverse città siciliane, con grande riscontro di pubblico e critica.
Tracklist completa di “C’era cu c’era”
Di seguito la tracklist completa dell’album “C’era cu c’era” dei Lautari, prodotto da Carmen Consoli per Narciso Records:
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1. Banda do dimoniu
2. Bumma
3. Notte chiara
4. Tra u desertu e u mari
5. Focu di raggia
6. Cavaleri
7. La cifalota
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8. C’era cu c’era
9. Scuru
10. Santa e picciridda
11. Musicanti
FAQ su I Lautari e “C’era cu c’era”
Chi sono i Lautari?
I Lautari sono una band siciliana specializzata nella musica folk e nella tradizione popolare dell’isola. Il loro nome richiama i musicisti itineranti della tradizione balcanica e mediterranea, e il loro stile fonde strumenti acustici tradizionali con una narrazione da cantastorie contemporanei.
Chi ha prodotto l’album “C’era cu c’era”?
L’album è stato prodotto dalla Narciso Records, l’etichetta discografica fondata da Carmen Consoli a Catania. La cantautrice siciliana è anche interprete del brano “Focu di raggia” incluso nel disco.
Cosa significa il titolo “C’era cu c’era”?
“C’era cu c’era” è la formula dialettale siciliana equivalente a “C’era una volta”, tipica incipit delle fiabe popolari. Il titolo riflette l’approccio narrativo e cantastorie della band, che attinge a piene mani alla tradizione orale siciliana.
Quali strumenti vengono usati nel disco?
Il disco fa largo uso di strumenti della tradizione folkloristica siciliana e mediterranea: mandolino, mandoloncello, fisarmonica, piva, cajon, djembé e darbouka, tutti elementi che contribuiscono all’atmosfera evocativa e radicata dell’album.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
