Fino a qualche anno fa su Youtube raggiungere un numero molto elevato di visualizzazioni era un discorso abbastanza utopico e quando se ne accumulavano cinquanta milioni si poteva dire di essere pienamente soddisfatti: poi è arrivato Vevo ed è cambiato tutto. In meglio o in peggio non sta a noi giudicarlo.

Parliamo prima di tutto di Vevo: Vevo è un sito internet di proprietà di Sony Music Entertainment, Universal Music Group e Abu Dhabi Media Company. Lanciato ufficialmente l’8 dicembre 2009, offre musica e video appartenenti a tre grandi etichette discografiche: Universal Music Group, Sony Music Entertainment ed EMI. I video offerti da Vevo al momento sono oltre 200.000 e Vevo presenta delle funzioni simili a YouTube: ha una homepage, si possono impostare preferiti, creare playlist e possiede un motore di ricerca. All’interno si trova una vasta collezione di video musicali, esibizioni dal vivo, backstage dei video e molto altro. Inoltre i videoclip spesso mostrano anche il testo della canzone.

I contenuti di Vevo non sono disponibili in tutte le nazioni, principalmente per questioni legate alle differenti regolamentazioni del diritto d’autore e delle relative licenze. Inizialmente era possibile visitare il sito solo da Stati Uniti e Canada, ma dal mese di novembre 2012 Vevo è accessibile anche agli utenti residenti in Irlanda, Regno Unito, Australia, Nuova Zelanda, Brasile, Italia, Messico, Francia, Spagna e Polonia. Se si tenta di effettuare l’accesso al sito internet da un Paese al di fuori di questi viene mostrata una schermata di avviso, che rimanda l’utente a YouTube. Vevo, inoltre, è disponibile anche sotto forma di applicazione per una serie di piattaforme e dispositivi tra cui iOS, Android, Windows Phone, Google TV, Boxee, Xbox 360 e Playstation.

Detto questo, parliamo dell’impatto di Vevo sulle visualizzazioni dei video musicali. Spesso, sotto un video abbastanza datato, troverete la dicitura “YouTube view counts pre-VEVO“, che sta ad indicare il numero di visualizzazioni prima che Vevo indicizzasse, e se lo confrontiamo con il numero di visualizzazioni attuale vediamo una NETTA differenza. Per amore d’indagine ho preso le prime due pagine che compaiono su una ricerca su Google alla voce “YouTube view counts pre-VEVO” nella categoria Video e questo è quello che ne è saltato fuori. Riporterò l’artista, la canzone, il numero di visualizzazioni pre-Vevo e quello post-Vevo.

  • Sting – “Fields of gold” – 5,830,897 – 25.421.962
  • Evanescence – “Lithium” – 7,324 – 76.134.361
  • Eminem – “Stan (Long Version)” ft. Dido – 3,965,564 – 142.388.013
  • Rihanna – “Disturbia” – 48,070,735 – 143.892.191
  • Luca Dirisio – “Calma e Sangue Freddo” – 4,092 – 2.888.247
  • Smash Mouth – “All Star” – 1,844,389 – 117.865.280
  • Angel Y Khriz – “Na De Na” – 9,503,963 – 59.637.557
  • Gwen Stefani – “4 In The Morning – 12,924,436 – 36.693.842
  • Guns N’ Roses – “November Rain” – 6,894,036 – 839.386.806
  • Mariah Carey – “Fantasy” – 56,467 – 33.250.519
  • Owl City – “Fireflies” – 22,880,713 – 219.174.184
  • Akon – “Right Now (Na Na Na)” – 14,832,412 – 256.494.104

Come si può notare Vevo ha un effetto “dopante” sulle visualizzazioni (probabilmente grazie al fatto che dietro questa piattaforma ci sono colossi come Sony Music Entertainment e Universal Music Group) e in alcuni casi l’effetto è assolutamente notevole, con un numero di visualizzazioni che addirittura viene moltiplicato in alcuni casi di ben 1.000 volte. Tutto questa fa sorgere dei dubbi (a mio avviso leciti) su quanto sia legittima questa azione e su come questa agisca pesantemente sulle influenze del noto canale video musicale, ma sono solo supposizioni e niente di più. La cosa certa è che Vevo è una miniera d’oro grazie alle pubblicità che ogni giorno si trovano all’inizio dei video e che permettono di accumulare tanti bei soldini. E su questo nessuno potrà dirmi che ho torto. Resta solo da capire se tutto questo comportamento sia legale o ai limiti del monopolio. Ma questo solo il tempo ce lo potrà dire.

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