Linkin Park | © Yoshikazu Tsuno/AFP/Getty Images
“Burn It Down” è il primo singolo di “Living Things”, il sesto album in studio dei Linkin Park, e rappresenta uno dei momenti più attesi dai fan della band californiana. Mike Shinoda ne aveva preannunciato l’uscita con un post sul sito ufficiale del gruppo, e il brano è ora disponibile all’ascolto: una traccia che anticipa perfettamente il sound di “Living Things”, album prodotto al fianco del leggendario Rick Rubin e che segna un ritorno alle radici sonore della band dopo la fase più sperimentale di “A Thousand Suns”.
“Burn It Down”: il primo singolo di “Living Things” dei Linkin Park
“Burn It Down” arriva come primo assaggio ufficiale di “Living Things”, disco che Chester Bennington ha descritto come un ritorno “in un territorio più familiare alla band”: chitarre in primo piano, ritornelli potenti e un’energia che richiama i lavori che hanno reso i Linkin Park uno dei gruppi rock più influenti degli ultimi decenni. Sulla carta, è esattamente quello che i fan si aspettavano dopo la svolta concettuale e sonora del quarto album in studio.
Il singolo conferma la direzione intrapresa durante la lavorazione del disco: meno sperimentazione elettronica, più impatto diretto. Chi ha seguito la band negli anni riconosce subito gli elementi che avevano reso celebri Hybrid Theory e Meteora — la tensione tra le parti cantate e quelle rappate, i riff taglienti, la costruzione emotiva del brano — reinterpretati con la maturità di una band che sa esattamente dove vuole andare.
“Living Things”: cosa sappiamo sull’album
Oltre al singolo, la band ha svelato i titoli di quattro brani che andranno a comporre la tracklist di “Living Things”: si tratta di “Lost in the Echo”, “In My Remains”, “Castle of Glass” e “I’ll Be Gone”. Titoli che, letti dentro il settore, suggeriscono un album coeso e narrativamente denso, in linea con la visione di Bennington di un lavoro più diretto rispetto al predecessore.
La produzione affidata a Rick Rubin — nome che non ha bisogno di presentazioni, avendo lavorato con artisti che spaziano dai Red Hot Chili Peppers a Johnny Cash — garantisce una cura del suono che promette di valorizzare al massimo la nuova direzione della band.

La formazione e il tour europeo
I Linkin Park — Chester Bennington (voce), Mike Shinoda (voce e rap), Rob Bourdon (batteria), Brad Delson (chitarra), Joe Hahn (DJ) e Dave Farrell (basso) — sono pronti a portare il nuovo materiale sui palchi europei con un tour che parte da Lisbona il 26 maggio. Tra le tappe più attese figurano il Pinkpop Festival e il Rock am Ring, due appuntamenti che confermano il peso specifico della band nel panorama rock internazionale.
Il tour toccherà Portogallo, Olanda, Danimarca, Germania, Austria, Romania, Polonia, Ucraina e Russia, con data conclusiva il 14 giugno a San Pietroburgo. Al momento non sono previste date in Italia, una notizia che deluderà i numerosi fan italiani della band.
Ascolta “Burn It Down”
Ecco dunque l’ascolto di “Burn It Down”, il primo singolo estratto da “Living Things”, in attesa dell’uscita dell’album:
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FAQ su Linkin Park “Burn It Down” e “Living Things”
“Burn It Down” è davvero il primo singolo di “Living Things”?
Sì, “Burn It Down” è il primo singolo ufficiale estratto da “Living Things”, l’album dei Linkin Park prodotto con Rick Rubin. Il brano è stato anticipato da un annuncio di Mike Shinoda sul sito ufficiale della band.
Quando esce “Living Things” dei Linkin Park?
“Living Things” è stato pubblicato il 26 giugno, con distribuzione globale attraverso Warner Bros. Records.
Chi ha prodotto “Living Things”?
L’album è stato prodotto dai Linkin Park insieme a Rick Rubin, uno dei produttori più celebri e influenti della storia della musica rock e alternative.
Quali altri brani sono stati annunciati per “Living Things”?
Oltre a “Burn It Down”, la band ha anticipato i titoli di “Lost in the Echo”, “In My Remains”, “Castle of Glass” e “I’ll Be Gone”.
“Living Things” è diverso da “A Thousand Suns”?
Sì, e volutamente. Chester Bennington ha descritto “Living Things” come un ritorno a un suono più vicino alle origini della band, con chitarre prominenti e ritornelli d’impatto, in contrasto con la natura più sperimentale e concettuale di “A Thousand Suns”.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
