È stato trovato morto, nella sua casa nell’Essex, Keith Flint, cantante e ballerino dei The Prodigy, gruppo musicale britannico che ha contribuito a diffondere la cultura rave a livello mediatico e che, insieme a Chemical Brothers, Fatboy Slim, The Crystal Method e altri, è stato tra i maggiori esponenti del big beat degli anni novanta.

Secondo quanto riportano le testate inglesi Sun e NME, alle ore 08:08 di questa mattina è stata chiamata un’ambulanza per le condizioni di un uomo trovato in stato di incoscienza a Brook Hill, Dunmow, nel North End. L’ambulanza che si è recata sul posto non ha potuto fare altro che constatare il decesso dell’uomo alle ore 08:10. I familiari di Flint sono stati informati e al momento la morte non è trattata come sospetta e si attendono solo gli esiti delle analisi del coroner.

Nato il 17 settembre del 1969, Flint si unì ai The Prodigy nel 1990 nelle vesti di ballerino prima che la band diventasse famosa per il proprio stile musicale con il disco di debutto “Experience” del 1992 e il disco che li rese celebri, “Music for the jilted generation” del 1994. Col passare del tempo Flint abbandonò la breakdance per prendere il ruolo del frontman dei Prodigy e con il suo stile iconico e provocatore ne è diventato l’immagine, grazie alla sua linguaccia e ai suoi capelli colorati da skater.

Insieme a Liam Howlett, Maxim e Leeroy Thornhill (quest’ultimo uscito dalla band nel 2000), Flint rivoluzionò la musica elettronica, facendo conoscere al grande pubblico la rave culture e la musica underground, rendendola di fatto globale: la sua voce è diventata famoso per le canzoni del disco del 1997 “The fat of the land“, grazie a singoli come “Firestarter” e “Breathe“. Dopo sarebbero venuti altri successi come la provocatoria “Smack my bitch up” fino all’ultimo disco della band, l’acclamato “No tourists” del 2018.

AGGIORNAMENTO: il compagno di band Liam Howlett e mente dei Prodidy ha scritto su Instagram: “Non posso credere che nostro fratello Keith si sia ucciso. Sono fottutamente arrabbiato, confuso, ho il cuore a pezzi”. Si tratterebbe, quindi, di suicidio.

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