Vinicio Capossela | © Vittorio Zunino Celotto/Getty Images
Vinicio Capossela conquista la Grecia con un disco e un documentario: il cantautore italiano si conferma uno degli artisti più coraggiosi e curiosi della scena musicale europea, capace di attraversare culture e generi con una coerenza artistica rara. Il suo legame con il paese ellenico si è fatto nel tempo sempre più profondo, culminando in un progetto doppio — un album e un film — che racconta la Grecia attraverso la lente della musica rebetika.
L’unico artista non greco all’Athens & Epidaurus Festival
Grande onore per Vinicio Capossela. Il cantautore italiano è stato l’unico artista non greco a partecipare all’Athens & Epidaurus Festival, ospite della kermesse nelle due serate dedicate a Markos Vamvakaris, patriarca della musica rebetika. Per celebrare il musicista greco a 40 anni dalla morte si è tenuta una grande manifestazione all’Odeon di Erode Attico di Atene — uno dei palcoscenici più suggestivi del Mediterraneo, incastonato ai piedi dell’Acropoli. Un contesto che, sulla carta, sembrava fatto apposta per Capossela: atmosfera antica, pubblico esigente, repertorio da riscoprire.
Il documentario sulla Grecia con Andrea Segre
Proprio in quei giorni Vinicio Capossela si è trovato in Grecia dove, tra Atene, Salonicco e Creta, è stato impegnato nella realizzazione di un documentario che vuole raccontare storia e attualità del paese ellenico tramite la musica rebetika. La regia è affidata ad Andrea Segre, regista noto per film e documentari di forte impegno sociale e civile. Il progetto audiovisivo si inserisce in un filone sempre più rilevante nel panorama culturale italiano: quello che usa la musica come chiave di lettura antropologica di un territorio. Letto dentro il settore, si tratta di un’operazione ambiziosa quanto necessaria.
“Rebetiko Gymnastas”: il disco registrato ad Atene
Il rapporto di Capossela con la Grecia diventa così sempre più saldo. L’artista ha registrato il nuovo album “Rebetiko Gymnastas” proprio ad Atene, pubblicato in Italia e in Grecia il 12 giugno. Il disco contiene tredici tracce: quattro brani inediti, una ghost track che è una rivisitazione originale di “Come prima” di Tony Dallara, e otto brani del suo repertorio rielaborati in chiave rebetika. Come di consueto, l’originalità di Capossela si misura con stili e influenze diverse: all’interno del disco si cimenta anche con il canto in greco e in russo, dimostrando una duttilità vocale e culturale che pochi cantautori italiani possono vantare.
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La musica rebetika: cos’è e perché affascina Capossela
Il cantautore ha dichiarato il suo amore per la Grecia e in particolare per la musica rebetika: una sorta di tango greco da cui è nata la danza popolare del sirtaki, espressione autentica delle classi popolari e dei margini della società ellenica. Capossela vuole raccontare la storia di un paese millenario e riportare in primo piano la sua cultura, andando ben oltre la narrazione economica che spesso ha dominato il racconto sulla Grecia negli ultimi anni:
“Questo disco serve a ricordarci della Grecia non solo per lo spread, visto che quel paese ha regalato al mondo la civiltà, ma anche musica straordinaria”.
Una dichiarazione che suona ancora attuale, anzi più urgente che mai: la cultura come antidoto alla semplificazione, la musica come strumento di comprensione reciproca tra popoli.
Un progetto che guarda lontano
Il cantautore si è preparato a due serate importanti all’Odeon di Erode Attico, che ha saputo trasformare — come sempre — in momenti di grande spettacolo e magia. Ma il vero lascito di questa avventura greca è doppio: un disco che entra nel repertorio rebetika con rispetto e creatività, e un documentario che promette di restituire al pubblico italiano e internazionale una Grecia viva, musicale, profonda. Vinicio Capossela conquista la Grecia con un disco e un documentario, e lo fa con la serietà di chi non cerca esotismo ma dialogo autentico.
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FAQ — Domande frequenti
Cos’è il disco “Rebetiko Gymnastas” di Vinicio Capossela?
È un album registrato ad Atene che contiene tredici tracce tra brani inediti, rivisitazioni in chiave rebetika del repertorio di Capossela e una ghost track ispirata a “Come prima” di Tony Dallara. Il cantautore canta anche in greco e in russo.
Cos’è la musica rebetika?
La rebetika è un genere musicale greco nato tra le classi popolari e i margini urbani, spesso paragonato al blues o al tango per la sua carica emotiva e la sua origine sociale. Da essa deriva la danza del sirtaki.
Chi ha diretto il documentario sulla Grecia con Capossela?
La regia del documentario è affidata ad Andrea Segre, regista italiano noto per opere di forte impegno sociale e civile.
Perché Capossela è stato invitato all’Athens & Epidaurus Festival?
È stato l’unico artista non greco a partecipare al festival, invitato per le serate dedicate a Markos Vamvakaris, patriarca della musica rebetika, in occasione del quarantesimo anniversario dalla sua morte.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
