Miley Cyrus - We Can't Stop - Screenshot
“We Can’t Stop”, il video di Miley Cyrus che ha fatto discutere il web, resta uno dei momenti più dirompenti nella storia recente del pop internazionale. Rilasciato il 3 giugno e debuttato subito all’undicesimo posto della Billboard Hot 100 con 214.000 copie vendute nella prima settimana, il singolo ha segnato una svolta netta nella carriera dell’artista americana: addio per sempre a Hannah Montana, benvenuta la nuova Miley. Un cambio di pelle che, ancora oggi, viene citato come caso di studio nel panorama del music marketing globale.
Il video che ha diviso fan e critica
Basta premere play per capire perché “We Can’t Stop” abbia generato un dibattito così acceso sul web. Immagini provocanti, tutine attillate, baci con una Barbie che le somiglia, atteggiamenti sensuali al limite del volgare: ogni scelta visiva del video sembra costruita apposta per tracciare una linea netta con il passato Disney. Sulla carta, una mossa rischiosa. Letta dentro il settore, invece, una strategia precisa e calcolata per imporre una nuova identità artistica a un pubblico globale abituato a vederla come l’idolo delle ragazzine.

Miley Cyrus e il distacco dal passato: le sue parole
Non è un mistero che la Cyrus non vada orgogliosa dei suoi precedenti lavori discografici. Lo ha dichiarato apertamente in un’intervista a Billboard, con una franchezza che ha sorpreso anche i più cinici del settore:
«Per me è molto irritante quando le persone vanno su iTunes e ascoltano la mia vecchia musica perché non posso cancellare quella roba e ricominciare daccapo. Mi sento molto lontana dal mio ultimo disco. All’epoca avevo 16 o 17 anni. Quando hai 20 anni non sei più quella persona. Voglio ricominciare come una nuova artista. Per me il prossimo album è come se fosse il primo!»
Parole che spiegano molto del coraggio — o dell’incoscienza, a seconda dei punti di vista — con cui ha scelto di presentarsi al mondo attraverso il video di “We Can’t Stop”.
Il nuovo album: pop senza etichette
“We Can’t Stop” anticipa un nuovo progetto discografico su cui Miley ha voluto essere altrettanto diretta, sgombrando il campo da qualsiasi equivoco stilistico:
«Non è un album hip-hop, anche se — è un album pop. Io non sto cercando di fare rap. Voglio che il mio album sia l’album più grande al mondo, ho dato tutta me stessa per arrivare qui, anche trascurando gli amici, la famiglia e i legami — ho messo la musica come prima cosa.»
Un’ambizione dichiarata senza filtri, coerente con l’immagine dirompente che il video ha proiettato su scala mondiale. Il singolo, nella sua semplicità ritmica e nel ritornello costruito per restare in testa, dimostra che la direzione pop era quella giusta.
Perché “We Can’t Stop” continua a far discutere
A distanza di anni, il video di Miley Cyrus viene ancora citato ogni volta che si parla di rebranding artistico nel pop. La sua capacità di generare conversazione — positiva e negativa — ha amplificato esponenzialmente la visibilità del singolo, trasformando la polemica in carburante promozionale. Un meccanismo che oggi, nell’era dei social e dello streaming, viene replicato da decine di artisti ma che all’epoca aveva ancora il sapore della novità assoluta.
Questo il video di “We Can’t Stop”: cosa ne pensate del cambiamento radicale di Miley Cyrus?
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FAQ su “We Can’t Stop” di Miley Cyrus
- Quando è uscito il video di “We Can’t Stop” di Miley Cyrus?
- Il video è stato rilasciato il 3 giugno, in concomitanza con il lancio del singolo che ha debuttato all’undicesimo posto della Billboard Hot 100.
- Perché il video di “We Can’t Stop” ha fatto discutere il web?
- Per le immagini provocanti e i contenuti esplicitamente sensuali, percepiti come una rottura netta con l’immagine Disney di Hannah Montana che aveva reso famosa Miley Cyrus.
- Quante copie ha venduto “We Can’t Stop” nella prima settimana?
- Il singolo ha venduto 214.000 copie nella prima settimana, debuttando direttamente nella top 15 della Billboard Hot 100.
- “We Can’t Stop” è un brano hip-hop o pop?
- Miley Cyrus ha chiarito in più interviste che si tratta di un brano pop, distanziandosi da qualsiasi etichetta hip-hop nonostante alcune influenze ritmiche presenti nella produzione.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
