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Pubblicato il agosto 1st, 2017 | da Elide Messineo

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4:44: la band chiama l’album “Jay-Z” in risposta al rapper

Jay-Z ha pubblicato l’album “4:44 e in tutta risposta la band 4:44 (sì, esiste davvero) ha deciso di pubblicare un album intitolato “Jay-Z“.

Una strategia vincente, soprattutto per una band che ha tutta l’intenzione di farsi conoscere. I 4:44, infatti, sono un gruppo di Philadelphia e si definiscono una band che fa progressive rock, un genere decisamente diverso rispetto a quello del marito di Beyoncè. Il gruppo, fino a poche ore fa noto solo a pochi, è riuscito in questo modo ad ottenere un po’ di visibilità grazie al titolo dell’EP, che in realtà non esiste. Infatti lo scorso giugno i 4:44 avevano rilasciato il loro album “Cardinal” e hanno deciso di mettere in atto questa strategia di marketing, piazzando il cd all’ironica cifra di $444.00. La cosa ha destato curiosità, quindi si può dire che la band sia riuscita nell’intento perché alcuni hanno apprezzato la trovata divertente, il gruppo stesso ha comunque ammesso di non voler lucrare sul nome di “Jay-Z” e ha confermato che si è trattato di uno scherzo fatto per ottenere un po’ più di visibilità. La loro musica, infatti, si può ascoltare e scaricare gratuitamente.

I 4:44 hanno giocato su una cosa che si è ripetuta più volte nel corso della storia della musica. Per esempio quando i R.E.M. rilasciarono l’album “Green“, i Green fecero un album intitolato “R.E.M.“. O, ancora, quando Kanye West ha pubblicato “Life of Pablo“, Pablo Neptuno ha pubblicato “La vida de Kanye“. Lo sappiamo, vi state chiedendo chi diavolo sia Pablo Neptuno ed è proprio per rispondere alla vostra domanda che anche lui ha cercato un po’ di visibilità sfruttando il nome di un collega ben più noto. Una cosa simile è accaduta anche tra David Bowie e Nick Lowe: il primo aveva pubblicato “Low” e il secondo, che di certo non manca di ironia, ha pubblicato “Bowi“. Ci sono ancora tantissimi esempi, come Tom Waits che ha scritto “The Fall of Troy“, che però è anche il nome di un gruppo post-hardcore, che ha risposto con il brano “Tom Waits“. Nonostante l’ironia, però, c’è da fare attenzione: gli U2 non presero bene la trovata dei Negativiland, che nel 1991 pubblicarono un EP intitolato “U2”. Il risultato fu una battaglia legale, il gruppo californiano si era sempre battuto contro il copyright e raccontò l’accaduto nel libro “Fair Use: The Story of the Letter U and the Numeral 2”.

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