Dopo il successo del suo album d’esordio e conseguente tour, Gazzelle torna con “Tutta la vita”.

Si tratta del nuovo singolo, in attesa della release del secondo album del cantautore romano. Ieri è stato rilasciato il video di “Tutta la vita“, un brano malinconico, che parla di solitudine. La ballad è prodotta da Federico Nardelli, masterizzata da Giovanni Versari. Il video, diretto da Jacopo Farina, attira subito l’attenzione per i suoi colori e i personaggi sopra le righe. Gazzelle è in un night club, circondato da persone che hanno una cosa in comune: la solitudine. Ognuna di loro si perde nei propri pensieri e ascolta l’esibizione di Melancholic Diva, impersonata da Gianluca Persia; i protagonisti riescono così a dimenticare la loro solitudine per qualche minuto, ascoltando insieme il brano. Il video di “Tutta la vita” è stato girato all’Arci Bellezza di Milano.



Dopo il lancio di questo singolo, Gazzelle si prepara anche a un nuovo mini-tour e nel 2019 sarà in due dei palazzetti più importanti d’Italia. Dopo il successo del tour 2018 lo rivedremo sul palco a partire da venerdì 1 marzo 2019, al Mediolanum Forum di Milano. Il 3 marzo, invece, sarà al PalaLottomatica di Roma. Gazzelle, al secolo Flavio Pardini, a Roma è nato e cresciuto e lì ha dato vita alla sua musica. Ha trovato il successo nel 2017 con “Superbattito” e da allora non si è più fermato. Qui sotto il video e il testo di “Tutta la vita”, buon ascolto e buona visione!

Tutta la vita, il testo

E’ quasi sera e mi fumo un’altra sigaretta 
mi sento solo come una goccia fuori la finestra 
e cerco nel frigo un ricordo buono da mangiare 
e nel pianoforte un respiro da dimenticare 
ma non se ne va e neppure rimane 
se perde nei fili di un tram che scompare 
ma abbiamo tutta la vita davanti 
sì davanti a un bar 
mentre la notte ci mangia la pelle fermiamola 
spegnete i colori, i tormenti, i dolori, gli ombrelli e i malumori 
che noi, che noi stiamo bene anche soli 

E’ quasi sera la tua bocca sa di Roma centro 
e mi sento accesso come le cose che non mi hanno spento 
e cerco nel fiume una foto buona da scattare 
e dentro la tasca una mano da dimenticare 
ma non se ne va e neppure rimane 
mi stringi più forte di quattro anni fa 
ma abbiamo tutta la vita davanti 
sì davanti a un bar 
mentre la notte ci mangia la pelle fermatela 
spegnete i colori, i tormenti, i dolori, gli ombrelli e i malumori 
che noi, che noi stiamo bene anche soli 
stiamo bene anche soli 
stiamo bene anche soli 
stiamo bene anche soli 
che noi, che noi stiamo bene anche soli

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